In piazza studenti, lavoratori e centro sociali: si temono incidenti per il grande evento milanese
Un cordone schierato dalle forze dell'ordine terrà lontani i manifestanti dall'ingresso del teatro
di Sandro De Riccardis e Mariella Tanzarella Studenti, immigrati, lavoratori della Scala, militanti dei centri sociali. Oggi, più che a ogni altra apertura della stagione artistica, davanti al Teatro alla Scala si coagulerà la protesta che da mesi attraversa la città. Dal primo pomeriggio, intorno alle 15, ci saranno gli artisti e i lavoratori aderenti alla Slc-Cgil. Manifesteranno contro i tagli alla cultura del governo. “La cultura nutre e dà da mangiare” è lo slogan del presidio nel quale confluiranno anche gli studenti. Ci saranno gli universitari, i ragazzi dell’Accademia di Brera con una protesta fatta di colori e performance in strada, i liceali sul piede di guerra contro la riforma Gelmini. Ci saranno in strada, secondo le previsioni, diverse centinaia di giovani.
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Particolarmente originale la formula decisa da “Chi è di strada”, il nuovo movimento che riunisce gli studenti delle scuole d’arte drammatica milanesi, che pensano di portare il teatro in strada, anzi in piazza, allestendo un piccolo spettacolo; ma tutto dipenderà dalle condizioni meteorologiche. Alla protesta in piazza Scala si assoceranno anche alcuni volti noti dello show business milanese, come Moni Ovadia («Sarò lì fino alle quattro circa, a portare la mia solidarietà. Poi scappo, perché la sera ho uno spettacolo in provincia di Torino»), Luca Garlaschelli, forse Andrée Ruth Shammah, Paolo Rossi, Toni Servillo, Bebo Storti, che forse leggeranno alcuni brani. Sicura, invece, la presenza di delegati di altri teatri italiani, in particolare del Carlo Felice di Genova.Ritorno al futuro con Wagner Le scenografie hi-tech L'applausometro delle prime Il cartellone
Parteciperà alle iniziative anche un folto numero di extracomunitari. Quelli raccolti intorno ai Cub, che hanno animato i giorni di presidio intorno alla torre Carlo Erba di via Imbonati che protestano contro la “sanatoriatruffa” del governo. Tra i temi che appariranno su cartelli e striscioni, la richiesta di permessi di soggiorno per i truffati, il prolungamento della validità dei documenti per chi viene licenziato, l’emanazione di una legge che garantisca il diritto di asilo, il riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno cinque anni.
Grande lo spiegamento di forze a impedire incursioni e blitz vicino al teatro, lanci di uova e fumogeni. Per questo cordoni di polizia e carabinieri terranno a dovuta distanza da piazza della Scala i gruppi di manifestanti. Il timore è che insieme a studenti, immigrati e militanti dei centri sociali, ci siano a manifestare anche le ali più estreme dell’antagonismo. Intanto la Valchiria eserciterà il suo fascino in un teatro ornato di rose bianche, garofani bianchi e verdi, ortensie e rami di betulla. Durante gli intervalli, il pubblico della prima potrà lasciarsi stuzzicare da foie gras con pan brioche, carpaccio di storione o altri piatti, che per la prima volta nella storia del teatro era possibile anche prenotare e la cui preparazione è affidata al servizio Caffè Scala, responsabile anche delle due cene di gala previste a fine rappresentazione: quella degli ospiti del Comune, nei ridotti delle gallerie della Scala, con un ampio menu che prevede tra l’altro specialità lombarde bresaola, mondeghili, risotto e panettone; e quello offerto dagli sponsor, alla Società del Giardino, dove tra addobbi da Mille e una notte si serviranno, tra l’altro, ravioli con spolverata di tartufo.
(06 dicembre 2010)
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