mercoledì 22 dicembre 2010

Studenti, cortei al via: a Roma lontano dal centro, scontri a Milano e Palermo

I manifestanti lontano dal centro della Capitale e la zona rossa. Parola d'ordine: effetto sorpresa.

Michela Rossetti
Parola d’ordine: effetto sorpresa. Così gli studenti - che ieri si sono appellati al presidente della Repubblica Napolitano - sono scesi in piazza a Roma, quando al Senato è previsto il voto definitivo per la riforma Gelmini (che potrebbe, però, slittare a domani, dopo il caos voto scoppiato ieri al Senato).
Il corteo degli universitari, partito da piazzale Aldo Moro, sta ora attraversando via dei Reti, nel quartiere San Lorenzo.
"Abbiamo scelto i quartieri popolari - sottolinea uno degli organizzatori della manifestazione - per essere vicini a chi soffre realmente la crisi".
Gli studenti della Capitale avevano infatti annunciato ieri che sarebbero stati lontano dalla zona rossa e dai palazzi "del potere". 
 

Scontri a Palermo e Milano

Non solo Roma, comunque. In diverse città italiane, da Nord a Sud, gli studenti sono scesi in piazza per manifestare contro il disegno di legge Gelmini.
Scontri sono stati segnalati a Palermo e Milano.
Nella città siciliana circa un migliaio di studenti con caschi e book block, vale a dire pannelli di polisterolo con disegnate le copertine di libri famosi, si sono scontrati con i poliziotti in tenuta anti sommossa cercando di entrare a palazzo d'Orleans sede della presidenza della Regione.
Dopo vari assalti, dai dimostranti è partito un lancio di uova e arance e petardi. Qualcuno ha anche sradicato un cartello stradale, scagliandolo contro le forze dell'ordine, le quali hanno caricato usando i manganelli.
A Milano, circa 300 studenti sono partiti dall'università Statale per un corteo improvvisato diretto verso via Padova. Scontri si sono registrati tra studenti e forze dell’ordine in piazza San Nazaro in Brolo. A poche centinaia di metri dalla Statale, una decina di poliziotti in tenuta antisommossa hanno tentanto di fermare i manifestanti.
Al grido di "nazisti" e "via, via la polizia", gli studenti sono riusciti a sfondare il cordone degli agenti che in qualche caso hanno risposto levando i manganelli. 
 
 

Il corteo de La Sapienza: verso San Lorenzo e il Pigneto

Un primo corteo, quello composto dai manifestanti delle scuole superiori, si è riunito questa mattina a piazza Trilussa.
Mentre gli universitari stanno per partire dall'università La Sapienza.
Notizia dell'ultima ora: gli studenti sfileranno per le vie di San Lorenzo e del Pigneto. Toccando la Tangenziale Est e il quartiere Casilino.
Fino all'ultimo, sul percorso in programma, è stato mantenuto il più stretto riserbo, e solo ora gli studenti hanno comunicato che attraverseranno i quartieri popolari della capitale. Come avevano annunciato nella lettera di ieri indirizzata alla questura e al sindaco del Capitale, saranno lontano dalla zona rossa e dai palazzi del potere.
 

Vestiti da Babbo Natale con Costituzione alla mano

In piazzale Aldo Moro i ragazzi si sono presentati con cappelli da Babbo Natale, maschere che richiamano il film "V per Vendetta", e un "waka waka" anti Gelmini.
In tanti, poi, hanno preso alla lettera l'invito lanciato da Marco Travaglio su il "Fatto Quotidiano" e si sono presentati Costituzione alla mano, altri con stralci degli articoli della Carta copiati su grandi cartelli.
 

Un gruppo si stacca e va verso la sede del Cgil

Una delegazione formata da una ventina di studenti vestiti da Babbo Natale ha lasciato intorno alle 10,30 piazzale Aldo Moro (sede de La Sapienza) per raggiungere la sede della Cgil in corso d'Italia e lasciare un grande pacco natalizio.
Un pacco vuoto che, spiegano gli studenti, "vorremmo fosse riempito di migliaia e milioni di lavoratori in sciopero". La richiesta è chiara: sciopero generale nel caso in cui la riforma Gelmini venisse approvata. 
 

Le notizie di ieri: gli studenti annunciano cortei a sorpresa, e si appellano a Napolitano

Gli studenti de La Sapienza hanno intanto inviato, ieri sera,  una lettera di “richiesta di autorizzazione” per la manifestazione di domani: indirizzata al sindaco, al questore e al prefetto di Roma (su Uniriot il testo integrale).
“Lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria e andremo nella altre zone della città – si legge - per parlare con chi come noi è inascoltato da quelli stessi palazzi”.
La lettera si conclude così: “Siete disposti a garantire il diritto di manifestare”?
In realtà, dunque, non si tratta di una richiesta di autorizzazione vera e propria.
E la Questura di Roma smentisce: “Non è arrivata in questi uffici nessuna richiesta di preavviso per il corteo di domani”.

La Questura: “Denunce per chi protesta illegalmente”

Ieri mattina la Questura aveva chiarito come intende procedere, avvertendo che chi prenderà parte a manifestazioni non autorizzate sarà denunciato.
Nella nota diffusa di legge che si "procederà con determinazione alla denuncia degli autori di manifestazioni in luogo pubblico non preavvisate, come invece previsto dalle disposizioni di leggi vigenti".
La Questura ha anche sottolineato che denunce e provvedimenti scatteranno per "ogni altro soggetto che si renda responsabile di atti illeciti".

La lettera a Napolitano: "Non firmi la legge"

Gli studenti si sono anche appellati al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“Se porrà la Sua firma - si legge nel testo - alla legge Gelmini, Lei sancirà la cancellazione del Diritto allo Studio, uno dei diritti fondamentali della Costituzione intesa come patto fondante della nostra società, che garantisce equità e democrazia''.
Qui la lettera integrale.

Ultimo aggiornamento: 22/12/10 http://www.ilsalvagente.it/

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