Dal centro città alla circonvallazione nessuna arteria è indenne. Le ricadute sul traffico sono drammatiche
PALERMO - Palermo città delle proteste. Da mesi ormai il capoluogo siciliano è prigioniero di manifestazioni su manifestazioni, in molti casi non autorizzate, che hanno trasformato la città in una bolgia infernale e le giornate degli automobilisti in un vero e proprio calvario. Sit- in, cortei, blocchi stradali. Il "manuale del manifestante" non prevede limiti nè di mezzi nè di orari. A farne le spese, studenti, lavoratori, pendolari, turisti. Dal centro città alla circonvallazione nessuna arteria stradale è rimasta indenne. Le ricadute sul traffico sono state drammatiche. Come quando, la sera dello scorso due dicembre, centinaia di forestali hanno bloccato per ore la circolazione sul viale Regione Siciliana. La replica quattro giorni dopo, il 6 dicembre.
Stesso copione, attori diversi: i cittadini e i commercianti di via Perpignano, insoddisfatti per la decisione del Comune di chiudere al transito delle auto un tratto di strada. Si manifesta per chiedere un posto di lavoro, contro la riforma Gelmini, o perché non piace un senso proibito o un divieto di sosta. Nessuna categoria o fascia sociale esente. "In queste ultime settimane - dice all'Italpress il comandante della polizia municipale Serafino Di Peri - ci siamo trovati a gestire cinque manifestazioni in contemporanea, siamo stati in prima linea per evitare che si creassero momenti di tensione tra automobilisti e manifestanti. Nei casi più difficili siamo stati costretti a mettere in campo anche trenta pattuglie".
"Al di là della legittimità o meno della singola protesta cerchiamo di assicurare la massima sicurezza di manifestanti e cittadini", afferma il questore Nicola Zito. Vede il bicchiere mezzo pieno il comandante provinciale dei carabinieri Teo Luzi: "Sono stati dei giorni di duro impegno così come è stato in tante altre città d'Italia ma possiamo dire che al di là dell'evidente disagio causato ai cittadini, non si sono registrati atti di violenza e le manifestazioni si sono svolte in modo pacifico". Nell'ultimo mese non è trascorso giorno senza almeno una protesta capace di lasciare il segno nell'equilibrio psichico dei cittadini. C'è da chiedersi a questo punto a chi toccherà domani. Avanti il prossimo...
Fonte Italpress07 dicembre 2010

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