Premier Luksic: lasciate che facciano la loro passeggiata
Belgrado, 13 apr. (TMNews) - Martedì 31 maggio. Questa la data fissata per il primo gay pride della storia del Montenegro, Paese di appena 600.000 abitanti, che guarda al suo posto nell'Ue. Come da triste tradizione balcanica, anche per Podgorica la manifestazione va oltre l'orgoglio omosessuale, ma assume il carattere di un vero e proprio test di democrazia, considerando l'omofobia radicata nella società civile che viaggia spesso al margine della discriminazione violenta. "Nonostante la si accetti o meno (l'omosessualità) a livello personale, nonostante si abbia l'una o l'altra opinione personale, ciò resta un pensiero individuale, ma dobbiamo affrontare il fatto che vi sono differenze nella società e che tali questioni sono parte del corpus dei Diritti umani" è la lezione di democrazia che il giovane premier montengrino, Igor Luksic, ha impartito ai suoi concittadini. Nel timore di vedere replicato a Podgorica lo scenario di guerriglia urbana visto al gay pride di Belgrado in ottobre scorso, Luksic ha invitato a "lasciare le persone fare la loro passeggiata e dimostreremo che siamo un paese civile".
In disaccordo con il suo stesso collega di governo, il ministro per Diritti umani e delle minoranze, Ferhad Dinosa, il quale ha rifiutato di presiedere il comitato organizzativo del gay pride: "Ringrazio per l'invito, ma non credo che il gay pride porti benefici per questa popolazione", ha detto. "E' normale che si corrono grandi rischi nell'organizzare queste manifestazioni, ciononstante sono certo che la Polizia sarà professionale a riguardo e valuterà al meglio la sicurezza dell'evento", ha dichiarato Zdravko Cimbaljevic di 'Progress', la prima Ong per i diritti gay, registrata in Montenegro. Appena in gennaio scorso.

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