Un messaggio che Giovanardi il Censore si è affrettato a stigmatizzare. Anticostituzionale perché - è cosa notoria – la Costituzione italiana vieta apertis verbis di esporre immagini di persone dello stesso sesso che si tengono per mano. Eccome no. Tanto più che a Ikea l’Italia ha dato “tanto in termini di disponibilità”, consentendole, addirittura, di “aprire centri a manetta”. Ikea deve ringraziare, eccome no. Deve ringraziare il governo italiano per il suo successo, non la platea dei consumatori, che l’hanno scelta come luogo preferito dove spendere i propri soldini.
La reazione di Giovanardi è sempre mossa – c’è da starne certi – dalla volontà di difendere il benessere e gli interessi concreti delle famiglie italiane. Qualcuno osa forse dubitarne? Io me le vedo già le orde di famiglie scandalizzate, indignate, incazzate per la tracotanza anticostituzionale della multinazionale straniera. Se ne parlerà a pranzo e a cena. Coi carrelli ripieni i clienti increduli, fermi a osservare il manifesto impertinente.
Dopo aver preso le difese del buon Scilipoti, c’è da chiedersi se adesso seguirà una parola “responsabile” del premier. Forse un paio di cose da spiegare a Giovanardi il Censore ci sarebbero pure. Per esempio, che solo in uno stato s-fascista il governo detta (o, più modestamente, “indirizza”) le politiche pubblicitarie di un’impresa privata. Solo in uno stato s-fascista il governo si ammanta di un ruolo pedagogico in campo etico tale da pubblicizzare i manifesti bio-etici, mettendo al bando invece quelli moralmente deprecabili. Solo in uno stato s-fascista le persone subiscono discriminazioni in ragione dei propri orientamenti sessuali. Vorrei pensare che Berlusconi queste cose non le sappia. E invece so che le sa, e che assai (in)opportunamente tacerà.
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