venerdì 24 dicembre 2010

Doppia diretta Rai per le glorie dell'incontenibile Berlusconi

Assicurato l'allargamento della maggioranza. Nuovo attacco a Fini e alla magistratura

Il premier Silvio Berlusconi ha tenuto oggi la consueta conferenza stampa di fine anno incontrando i giornalisti a Villa Madama. Un appuntamento consueto ma che questa volta ha rivestito un'importanza particolare visto i recente voto di fiducia ottenuto dal governo tra mille polemiche e l'approvazione di provvedimenti cardine come la riforma dell'università. Tra gli altri temi toccati dal premier la riforma dell'università e quello che Berlusconi ha definito il «complotto», contro il governo, riguardo la questione rifiuti. Berlusconi ha riproposto separazione delle carriere e legge sulle e intercettazioni. Duro atttacco alla magistratura: «associazione tesa all'eversione».

Abruzzo
Berlusconi è arrivato un po' in ritardo rispetto all'orario previsto ma si è giustificato introducendo uno dei temi che rivestono una grande importanza. Il presidente del Consiglio infatti ha detto di essersi incontrato con gli imprenditori aquilani e di aver parlato a proposito delle tasse, dalla riunione sarebbe emersa la volontà di spostare il pagamento dei tributi dal 1 gennaio al 1 luglio 2011. Una delle richieste che i cittadini abruzzesi hanno più volte portato fino a Roma.

Maggioranza
Il premier si è detto sicuro di poter allargare la maggioranza e di poter così consentire la prosecuzione della vita del governo. Ha negato chiaramente la compravendita di voti in Parlamento. «Si sono liberati 9 posti da sottosegretario uno di vice ministro e uno di ministro: nemmeno uno è stato promesso a chi ha dato il supporto alla maggioranza» ha detto Berlusconi che ha anche escluso il ricorso alle elezioni riportando il parere di Giorgio Napolitano che proprio nei giorni scorsi si era espresso contro una consultazione anticipata.

Governo e riforma Gelmini
Come al solito il premier ha ripetuto tutti quelli che, secondo lui, sono stati i successi del governo. «Grandi risultati» li ha chiamati, a partire da quella riforma dell'università che tante proteste ha provocato. All'indomani dell'incontro tra gli studenti e il Capo dello Stato, che sembra essere al momento l'unico interlocutore, Berlusconi ha detto che in raeltà non è vero che non c'è stato ascolto alle istanze studentesche. «Ci sono stati almeno 100 incontri e il ministro Gelmini ha incontrato tutti rettori. Una volta che i ragazzi conosceranno i contenuti di questa rivoluzione della riforma capiranno che non c'è nulla di negativo. Non è un castello di promesse impossibili come fu quella del '98, e' una riforma di cui possiamo essere orgogliosi». Insomma i rettori ma non gli studenti ai quali la riforma verrà comunque imposta.

Fine del Pdl?
I continui smottamenti nel centridestra sono stati un tema centrale della conferenza di Berlusconi, il Pdl non è ormai più la casa del centrodestra ed è chiaro che il Cavaliere sia tentato di tornare un po' alle origini tanto da ipotizzare un nuovo nome per il partito. Sicuramente non si tratterà di una nuova “Forza Italia”, anche se lo spirito potrebbe essere lo stesso. Un'indicazione che prende forza se si considera anche le rinnovate critiche a Gianfranco Fini e Fli. ««Senza di loro sarà più facile portare a termine la riforma della giustizia» ha detto il presidente del Consiglio.

Giustizia
Mentre si attende il pronunciamento della Consulta sul “legittimo impedimento” che potrebbe determinare l'esito stesso della legislatura, i temi della riforma della giustizia diventano come al solito centrali nella politica berlusconiana. Sicuramente sarà un ostacolo in meno il fatto che alla presidenza della Commissione non ci sia più la finiana Giulia Bongiorno, infatti Berlusconi è stato esplicito: «C'era un problema di difficoltà e un preventivo dissenso che ci costringeva spesso a fermarci e non ci consentiva di portare a presentazione i disegni di legge già discussi in Cdm. Nonostante le difficoltà che avremo io penso che ora il lavoro sia più agevole del passato». Il premier ha ribadito così le direttrici della riforma: due Csm, separazione delle carriere, legge sulle intercettazioni telefoniche.

Rifiuti
«Sono arrivato a ritenere e sono personalmente convinto che ci sia una volontà precisa per dimostrare urbi et orbi che l'intervento del governo non è stato risolutivo». Per Berlusconi dunque dietro la continua emergenza non ci sono responsabilità del governo ma un piano preciso di discredito, praticamente un complotto. Dichiarazioni che non saranno senza conseguenze.
(ami)

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