Il presunto agente provocatore attacca la Guardia di Finanza brandendo una spranga metallica. Notare il guanto a righe bianche e rosse che copre la mano destra
Black bloc o agente provocatore?
Un infiltrato delle forze dell'ordine armato di manganello e manette, ha provocato violentemente i poliziotti durante la guerriglia urbana di ieri. E poi si è riunito ai suoi. Ecco la sequenza fotografica. A cura di Tiziana Faraoni

Come scrivevo ad un amico, non mi sfuggono queste informazioni e soprattutto mi rendo conto che un'azione violenta (o peggio una recita organizzata) da parte della polizia è un atto gravissimo non paragonabile ad una libreria attaccata, ad una vetrina imbrattata o a cassonetti rovesciati a Palermo.
RispondiEliminaRimane certo, però, cha a Palermo non è successo quello che è successo a Roma, piuttosto è successo l'opposto, ovvero una trentina di ragazzi incappucciati e violenti, in cerca di scontri fisici, che rischiavano di mandare all'aria il senso di un intero corteo ed allora non comprendo come è possibile che persone che come me amano la sinistra e i valori che rappresenta, non riescano mai a fare un minimo di autocritica e non siano in grado di prendere le distanze e di allontanarsi da certi fenomeni, al fine di tutelare il messaggio che veniva veicolato dalle migliaia di persone presenti al corteo. A Roma è successo quel che è successo ma a Palermo è successo che trenta ragazzi incappucciati ma che in parte ho riconosciuto (e non erano infiltrati), rischiavano di rovinare un corteo grandioso e per tutta risposta cosa succede oggi? Una serie di gruppi e di persone palermitane (non romane) cominciano ad organizzare incontri e sedute contro lo Stato totalitario, il controllo dell'informazione, i metodi repressivi della polizia e non c'è un cazzo di persona che si preoccupi di analizzare ciò che è successo a Palermo e si ponga il problema di come allontanare dal movimento certi fenomeni violenti e senza nessun valore di fondo che li supporta (se non film di rambo e videogiochi violenti) che inficiano l'intera opera costruita in settimane di elaborazione seria, civile e propositiva.
Dei collettivi mi hanno accusato di guardare solo a ieri e di non saper guardare in un'ottica ampia a ciò che sta succedendo al paese ed allora mi chiedo se parlando di totalitarismo, di controllo dell'informazione e di repressione violenta, non si debba cominciare dai paesi comunisti di stampo stalinista.
Lorenzo
Caro Lorenzo, non so cosa sia successo a Palermo, nei cortei in cui ho partecipato io non ho visto nulla di quello che tu racconti ne tantomeno ho trovato alcuna notizia del genere sulla stampa, quindi non posso dire niente in merito. La notizia qui sopra però è supportata dalla stampa, da testimonianze filmate e vari fotogrammi pubblicati un pò ovunque. Sia chiaro che noi condanniamo gli atti violenti, ma nel caso di Roma ci sono molto cose da chiarire su chi li abbia provocati.
RispondiEliminaClaudio Lo Bosco