l ministro dell’Ambiente accoglie un emendamento dell’opposizione, il governo approva, ma i deputati del centro destra no. Lei allora vota col centro sinistra contro Pdl e Lega e poi si dimette dal partito tra le lacrime.
Il Parlamento è sempre più simile ad un cabaret. Dopo la performance in Senato della celtico-padana Rosi Mauro, che brandendo una penna come fosse una durlindana ha quasi affondato la legge Gelmini a botte di votazioni sconclusionate, ieri è stata la volta della Camera.
L’Aula doveva esaminare l’articolo 5 della proposta di legge sull’imprenditorialità ed il sostegno al reddito che contiene anche “disposizioni in materia ambientale”. Il punto in questione esonera le imprese costituite da disoccupati e cassintegrati da alcuni obblighi previsti per lo smaltimento dei rifiuti. Prestigiacomo, a nome del governo, ha chiesto di soprassedere e di rinviare in Commissione il provvedimento, accogliendo una proposta del Pd.
A quel punto è successo il parapiglia. Arrivati al voto i parlamentari della maggioranza hanno votato contro il ministro, urlando anche “dimissioni, dimissioni”, mentre l’opposizione di centro sinistra l’ha sostenuta. Sconfitta dai suoi stessi colleghi di partito Prestigiacomo ha lasciato i banchi del governo ed uscita dall’Aula ha detto piangendo: “Lascio il Pdl, vado nel gruppo misto” ed ha aggiunto di voler rimanere comunque ministro. “Ovviamente poi chiarirò tutto questo con il presidente Berlusconi”, ha concluso.
Nel nuovo caso di delirio è stato ancora protagonista Silvano Moffa, l’ex finiano che all’ultimo istante aveva abbandonato il Fli e concesso la fiducia a Berlusconi il 14 scorso. La gazzella di Montecitorio, eletto nel Pdl, passato coi futuristi, rientrato tra i sostenitori del Cavaliere ed ora nel gruppo misto, nella sua veste di presidente della Commissione lavoro si era dichiarato contrario alla proposta del ministro, di fatto affondandolo.
Le crisi tra Prestigiacomo e colleghi sono state numerose e comprendono un altro pianto, avvenuto durante un Consiglio dei ministri nel 2005. Allora ‘Papi Silvio’ le chiese di “non fare la bambina”.
Ha commentato Luigi de Magistris, eurodeputato e responsabile giustizia dell’Idv: “Il PdL sembra il romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, dove alla fine non sopravvive più nessuno. Oggi anche Stefania Prestigiacomo lascia il partito di maggioranza al governo, di fatto offendo un’ulteriore prova di come il PdL sia detonato, trasformandosi da partito dell’amore a partito dell’odio. Si tratta di un lascito politico che non potrà che avere ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo, di cui la Prestigiacomo fa parte. Un esecutivo – ha sottolineato l’ex magistrato – appeso al sostegno di qualche corrotto che non può governare: il che rende le elezioni sempre più vicine. Per fortuna. Per questo – ha concluso – si deve far presto: il Pd sciolga le riserve e cessi di tentennare, per lavorare ad una omogenea e coerente coalizione di centrosinistra che offra un programma di governo alternativo al berlusconismo. Non ha infatti senso, oltre a non essere giusta, la rincorsa al Terzo polo, che ha altri progetti e altre ambizioni ed è per tanto indisponibile”
Pierluigi Bersani, segretario del Pd, da parte sua ha sostenuto: “La situazione è questa: è evidente che anche il centrodestra non crede a quel che dice cioè che il Paese è governabile e possono garantire la stabilità. Ogni giorno si testimonia un altro film, dal 14 dicembre è successo qualcosa e aver salvato la pelle non vuol dire aver salvato la prospettiva”.
Il ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, ha avuto parole affettuose per la dimissionaria: “Le lacrime e le minacciate dimissioni di Stefania Prestigiacomo mi mettono in crisi. Il ministro Prestigiacomo è un bravo ministro, al quale rivolgo l’invito più affettuoso affinchè ritrovi subito l’equilibrio e la serenità che la contraddistinguono in ogni sua azione di governo. E questo perchè c’è bisogno di persone come lei, sia nel governo che nel partito”.
Ovviamente in serata la farsa si è trasformata in avanspettacolo. Palazzo Chigi ha affermato che tutto il pasticcio e stato causato “da una sfortunata coincidenza e un difetto di comunicazione che hanno generato uno spiacevole incidente parlamentare. In serata, il ministro Prestigiacomo e l’onorevole Cicchitto – a Palazzo Chigi, alla presenza del Sottosegretario Gianni Letta – hanno chiarito ogni equivoco, superando l’incidente, scambiandosi un reciproco attestato di stima e di fiducia”.
A quando la prossima avvilente scenetta di ordinaria follia?

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