mercoledì 24 novembre 2010

Truvada: polemica sul farmaco che potrebbe prevenire l’Aids

La stampa ha dato grande risalto ad una notizia secondo la quale l’infezione potrebbe essere contrastata in via preventiva. Una associazione di sieropositivi chiede cautela e considera “pericolosa” l’informazione perchè inesatta.
Secondo  una ricerca pubblicata sulla rivista ‘New England Journal of Medicine’ esisterebbe la possibilità di difendersi dall’Aids con un trattamento preventivo. Il farmaco ‘Truvada’ con una azione di ‘profilassi pre-esposizione’ servirebbe allo scopo, poichè unisce al suo interno due diversi principi attivi antiretrovirali (emtricitabina e tenofovir).
Somministrato quotidianamente alle persone sane, ma a rischio, il medicamento ridurrebbe del 44 per cento i nuovi casi di contagio. Almeno questo sarebbe il risultato del primo studio clinico sperimentato su un campione di 2.499 uomini omosessuali in Peru’, Ecuador, Brasile, SudAfrica, Thailandia e Stati Uniti.
Nel corso della ricerca, la metà del campione ha assunto Truvada, mentre l’altra metà ha ricevuto un placebo. Nè i partecipanti allo studio nè i medici, come vuole la prassi dei trial clinici, erano a conoscenza della composizione della pillola assunta dai partecipanti.
I dati preliminari, relativi a 14 mesi di osservazione e completi dei risultati dei test Hiv effettuati mensilmente dai pazienti, hanno rivelato che nel gruppo in cura con il farmaco ‘preventivo’ i casi di infezione sono stati 36 contro i 64 del gruppo di controllo. I ricercatori hanno così calcolato che l’uso di Truvada ha abbattuto il numero dei contagiati.
L’azione anti Aids, secondo gli scienziati, sarebbe determinata dall’assunzione quotidiana del composto, perchè i soggetti osservati più protetti sono risultati quelli che hanno preso una pillola quotidianamente, senza mai dimenticarla. “Questa scoperta – ha sottolineato Jim Pickett, direttore advocacy dell’Aids Foundation of Chicago – cambierà per sempre il panorama della prevenzione dell’Aids. Ci vorranno ancora degli approfondimenti, ma siamo entusiasti di avere una nuova opzione profilattica oltre al preservativo sia per le donne che per gli uomini”.
Nps, Network persone sieropositive, una onlus che si occupa dell’epidemia, tuttavia è scettica. In un comunicato l’associazione ha avvertito: “Pericoloso divulgare notizie incomplete. Rischio di uso errato del farmaco”. Secondo Nps la diffusione di informazioni inesatte potrebbe creare “conseguenze fatali”.
Molti quotidiani ieri hanno rilanciato i risultati della ricerca in modo ‘automatico’, senza approfondire l’argomento. Rosaria Iardino, presidente di Nps, ha precisato che lo studio su Truvada potrebbe trarre in inganno, perchè “i farmaci antiretrovirali sono da utilizzarsi solo in forma curativa e non preventiva”. Inoltre, sempre a parere dell’associazione, una divulgazione acritica delle ricerche ancora in corso è pericolosa perché rischia di “vanificare le numerose campagne di prevenzione che stiamo portando avanti”.

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