Studenti universitari sul piede di guerra in vista dell'approvazione, alla Camera dei Deputati, del ddl Gelmini che riforma il sistema degli atenei: un gruppo di universitari è entrato a Palazzo Madama e ha cominciato a lanciare uova contro il secondo ingresso della sede del Senato. Le forze dell'ordine hanno respinto la protesta e hanno chiuso il portone del Senato: la manifestazione continua all'esterno, tra lanci di uova e lacrimogeni, con la polizia schierata in assetto antisommossa.
Sit in e manifestazioni sono in corso in tutta Italia fin da martedì, mentre alla Camera prosegue l'esame della riforma. Vediamo le mobilitazioni città per città.
Roma. I collettivi della Sapienza di Roma, che da ieri occupano le facoltà di Fisica, Ingegneria, Igiene e Scienze Politiche, quelli di Tor Vergata e Roma3 tengono, dalle 11, un sit in in Piazza Montecitorio. Un gruppo di studenti è riuscito ad entrare nella sede del Senato e a lanciare uova contro il secondo ingresso. In piazza Borghese, a Roma, una trentina tra studenti e ricercatori precari, hanno occupato il tetto della sede della Facoltà di Architettura, minacciando di rimanervi fino a quando non verrà revocato il decreto. Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, sta parlando con loro.
Torino. Sono otto i picchetti informativi davanti alle sedi di facoltà, mentre alle 14 si tiene l'assemblea dell'ateneo con lo slogan "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo l'università". Studenti e ricercatori hanno occupato martedì sera i binari alla Stazione Porta Nuova; una ventina di loro protesta dal tetto di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà umanistiche.
Milano. Precari della ricerca e studenti in protesta sui ballatoi della Statale, mentre al Campus Bovisa del Politecnico sono state organizzate manifestazioni, mostre e conferenze durante tutta la nottata. Autogestioni e occupazioni in alcuni licei della città e della provincia.
Pisa. 11 facoltà si riuniscono in assemblea; le facoltà di Scienze, Scienze Politiche, Lettere e Ingegneria sono occupate dal pomeriggio di martedì.
Perugia. Una decina di studenti è salita sul tetto della mensa dell'Università degli Studi.
Palermo. Rimane occupata la facoltà di Lettere e Filosofia e sedici istituti superiori. Alle 16 incontro fra gli studenti universitari e quelli medi.
Bologna. Alle 19 assemblea per il blocco e lo sciopero della facoltà di Lettere e Filosofia. Anche alcuni licei e scuole superiori aderiscono alle proteste.
Bari. Studenti e professori si presenteranno con il lutto al braccio durante le sedute di laurea.
Firenze. Nella notte tra martedì e mercoledì, sono state occupate diverse sedi del Polo Scientifico e la facoltà di Matematica, dove, con la collaborazione dei docenti, sono state svolte maratone notturne di lezioni. In tutta la Toscana, palestre occupate e assemblee negli istituiti superiori.
Previste mobilitazioni anche a Venezia e Napoli.
"Se il ddl Gelmini verrà approvato alla Camera, tutti gli atenei saranno occupati" spiega a CNRmedia Giorgio Paterna, coordinatore dell'Unione degli Universitari."I ricercatori umiliati vengono umiliati con questo ddl - prosegue - diventano ricercatori a tempo determinato. Vengono precarizzati anche i progetti di ricerca in sé. I ricercatori sono spinti a fare progetti di ricerca di breve durata per riuscire ad ottenere il rinnovo del contratto, ciò significa ammazzare la ricerca". E conclude: "Il disegno di fondo è quello di spostare il binario dell'istruzione dal carattere pubblico a quello privato".
Secondo la Cgil la riforma che tra mercoledì e giovedì è all'esame della Camera potrebbe essere ancora più penalizzante di quella approvata in Senato a fine luglio. Con una nota la segreteria nazionale giudica il testo "addirittura peggiorato rispetto a quello uscito dal Senato, che si abbatterà sul sistema universitario con effetti devastanti".
Per questa ragione il sindacato guidato da Susanna Camusso chiede "un atto di responsabilità a tutte le forze politiche: si sospenda la discussione, il governo ritiri il ddl, si dia luogo ad una discussione partecipata".
CNRmedia - 24/11/2010
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