mercoledì 24 novembre 2010

SENATO SOTTO ASSEDIO CONTRO IL DDL GELMINI. ECCO LA MAPPA DELLE MANIFESTAZIONI

Studenti universitari sul piede di guerra in vista dell'approvazione, alla Camera dei Deputati, del ddl Gelmini che riforma il sistema degli atenei: un gruppo di universitari è entrato a Palazzo Madama e ha cominciato a lanciare uova contro il secondo ingresso della sede del Senato. Le forze dell'ordine hanno respinto la protesta e hanno chiuso il portone del Senato: la manifestazione continua all'esterno, tra lanci di uova e lacrimogeni, con la polizia schierata in assetto antisommossa.
Sit in e manifestazioni sono in corso in tutta Italia fin da martedì, mentre alla Camera prosegue l'esame della riforma. Vediamo le mobilitazioni città per città.
Roma. I collettivi della Sapienza di Roma, che da ieri occupano le facoltà di Fisica, Ingegneria, Igiene e Scienze Politiche, quelli di Tor Vergata e Roma3 tengono, dalle 11, un sit in in Piazza Montecitorio. Un gruppo di studenti è riuscito ad entrare nella sede del Senato e a lanciare uova contro il secondo ingresso. In piazza Borghese, a Roma, una trentina tra studenti e ricercatori precari, hanno occupato il tetto della sede della Facoltà di Architettura, minacciando di rimanervi fino a quando non verrà revocato il decreto. Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, sta parlando con loro.
Torino. Sono otto i picchetti informativi davanti alle sedi di facoltà, mentre alle 14 si tiene l'assemblea dell'ateneo con lo slogan "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo l'università". Studenti e ricercatori hanno occupato martedì sera i binari alla Stazione Porta Nuova; una ventina di loro protesta dal tetto di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà umanistiche.
Milano. Precari della ricerca e studenti in protesta sui ballatoi della Statale, mentre al Campus Bovisa del Politecnico sono state organizzate manifestazioni, mostre e conferenze durante tutta la nottata. Autogestioni e occupazioni in alcuni licei della città e della provincia.
Pisa. 11 facoltà si riuniscono in assemblea; le facoltà di Scienze, Scienze Politiche, Lettere e Ingegneria sono occupate dal pomeriggio di martedì.
Perugia. Una decina di studenti è salita sul tetto della mensa dell'Università degli Studi.
Palermo. Rimane occupata la facoltà di Lettere e Filosofia e sedici istituti superiori. Alle 16 incontro fra gli studenti universitari e quelli medi.
Bologna. Alle 19 assemblea per il blocco e lo sciopero della facoltà di Lettere e Filosofia. Anche alcuni licei e scuole superiori aderiscono alle proteste.
Bari. Studenti e professori si presenteranno con il lutto al braccio durante le sedute di laurea.
Firenze. Nella notte tra martedì e mercoledì, sono state occupate diverse sedi del Polo Scientifico e la facoltà di Matematica, dove, con la collaborazione dei docenti, sono state svolte maratone notturne di lezioni. In tutta la Toscana, palestre occupate e assemblee negli istituiti superiori.
Previste mobilitazioni anche a Venezia e Napoli.
"Se il ddl Gelmini verrà approvato alla Camera, tutti gli atenei saranno occupati" spiega a CNRmedia Giorgio Paterna, coordinatore dell'Unione degli Universitari."I ricercatori umiliati vengono umiliati con questo ddl - prosegue - diventano ricercatori a tempo determinato. Vengono precarizzati anche i progetti di ricerca in sé. I ricercatori sono spinti a fare progetti di ricerca di breve durata per riuscire ad ottenere il rinnovo del contratto, ciò significa ammazzare la ricerca". E conclude: "Il disegno di fondo è quello di spostare il binario dell'istruzione dal carattere pubblico a quello privato".
Secondo la Cgil la riforma che tra mercoledì e giovedì è all'esame della Camera potrebbe essere ancora più penalizzante di quella approvata in Senato a fine luglio. Con una nota la segreteria nazionale giudica il testo "addirittura peggiorato rispetto a quello uscito dal Senato, che si abbatterà sul sistema universitario con effetti devastanti".
Per questa ragione il sindacato guidato da Susanna Camusso chiede "un atto di responsabilità a tutte le forze politiche: si sospenda la discussione, il governo ritiri il ddl, si dia luogo ad una discussione partecipata".
CNRmedia - 24/11/2010

Nessun commento:

Posta un commento