martedì 30 novembre 2010

Università, la Camera approva la riforma. Cortei e stazioni occupate. Scontri a Roma

A favore Pdl, Lega, Fli. Contro Pd, Idv, Udc. Api astenuta. Il 9 al Senato. Pd-Vendola: "Sbagliato blindare la Capitale". Il ministro dell'Interno: "Volevano assaltare Montecitorio"

ROMA - La Camera dei deputati ha detto sì alla riforma dell'Università voluta da Mariastella Gelmini. I presenti erano 566, i votanti 559. I sì sono stati 307, i no 252, gli astenuti 7. Il 9 si torna al Senato per il via libera finale. Il ddl si compone di 25 articoli che rivedono la governance degli atenei, il reclutamento di ricercatori e professori, introducono un codice etico per le università. Per la prima volta "i fondi saranno legati al merito", spiegano dal ministero, "le università saranno autonome, ma risponderanno delle loro azioni. Se saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti". A votare a favore del disegno di legge sono stati Pdl, Lega e Futuro e libertà, contro Pd, Idv, Udc. I rutelliani dell'Api si sono astenuti.


Quella che segue è la cronaca della giornata che ha portato al voto in serata della Camera.
GOVERNO BATTUTO IN AULA - Governo battuto alla Camera durante il voto sulla riforma dell'Università. L'emendamento è del deputato finiano Fabio Granata e riguarda l'articolo 19 e gli assegni di ricerca: prevede che nell'ambito dell'assegnazione degli stessi, la commissione in carica può avvalersi di esperti esterni "senza oneri aggiuntivi" a carico dello Stato.
DIBATTITO IN AULA, PROTESTA FUORI - Fuori da Montecitorio le camionette delle forze dell'ordine impediscono l'accesso dei manifestanti alla piazza antistante la Camera. Tutta la zona è blindata. Come molte aree del centro capitolino, dove la circolazione risulta difficile perché stanno arrivando alla Camera, da tutta Roma, cortei autorganizzati e improvvisati di studenti medi e universitari. Quattro cortei a Roma, forse di più. Ma tra poco dovrebbero diventare due. Gli studenti che stanno sfilando, quelli partiti dalla Sapienza, raccontano infatti che a loro si sta unendo il corteo formato da una parte degli studenti dei licei occupati di Roma, come per esempio il Righi. L'incontro in viale dell'università. Il corteo dei ragazzi di Mamiani, Manara, Ripetta e Virgilio, invece, partiti da piazza Trilussa, stanno per raggiungere gli studenti di Roma Tre, partiti da via Ostiense, a Piramide. "La cultura vi fa paura, sbraniamo questo governo", dice uno striscione. Accesi fumogeni verdi e petardi. L'obiettivo degli studenti è quello di arrivare proprio al Parlamento.
LANCI DI UOVA E FUMOGENI - Anche lanci di uova e fumogeni durante le proteste contro la riforma dell'università che hanno invaso Roma. Protagonisti del gesto gli studenti che erano in corteo da Roma Tre, la manifestazione a cui poi si è unita quella dei licei occupati della Capitale partiti da piazza Trilussa. Uova contro il rettorato di Roma Tre e le sedi di alcune banche incontrate durante il percorso, fumogeni invece contro la Polizia schierata in piazza del Campidoglio, che i manifestanti hanno provato ad 'assaltare' salendo le scale. "Contro la riforma non un passo indietro", uno degli striscioni d'apertura del corteo. Le forze dell'ordine, in tenuta anti-sommossa, non hanno replicato. E i ragazzi si sono fermati.
GLI STUDENTI LASCIANO MONTECITORIO - Studenti 'in ritirata'. Dopo avere lanciato di tutto contro le due camionette della Polizia che chiudevano l'accesso a Montecitorio, il corteo dei manifestanti, che sta letteralmente paralizzando il centro di Roma ormai da ore, ha deciso di tornare indietro e sta facendo ritorno verso piazza Capranica.
BOLOGNA, GLI STUDENTI BLOCCANO LA A14 - Il corteo degli studenti universitari di Bologna ha bloccato l'autostrada A14 in direzione nord, verso il raccordo con l'A1 Milano-Firenze e l'A13 per Padova. La testa del serpentone si è fermata sulla carreggiata mentre la coda stava ancora percorrendo lo svincolo d'ingresso dal casello della Fiera di Bologna. Alcuni studenti hanno scavalcato il guardrail e hanno invaso anche la carreggiata sud. Il corteo poi è ripartito a piedi lungo l'autostrada.
BOLOGNA, CONCIME CONTRO LA SEDE PDL - Trenta chili di concime di stalla scaricati davanti alla sede regionale del Pdl, a Bologna, in via Santo Stefano. A firmare il blitz, intorno alle 10,30 di questa mattina, sono stati gli studenti universitari dello Spazio sociale studentesco prima di spostarsi in piazza Verdi per il corteo di protesta contro la riforma Gelmini. Un cartello spiega il senso dell'iniziativa: "Questi sono gli sforzi di 16 anni di Governo Berlusconi, Berlusconi dimettiti". Chi era all'interno della sede Pdl non si è accorto di nulla: "Sono stati quasi dei 'galantuomini', hanno lasciato intatta la nuova targa che ci era costata un sacco di soldi", si ironizza in casa dei berlusconiani minimizzando l'accaduto. Al termine del blitz, per ripulire sono stati riempiti tre sacchi grandi dell'immondizia. Uno degli studenti dello Spazio sociale, mentre parte il corteo, riprende una canzone di Fabrizio De Andrè e commenta così: "Speriamo che dalla merda nascano fior".
BERSANI A MARONI: "C'E' TENSIONE, SERVE PRUDENZA" - "Raccomandiamo al governo massima prudenza. Perche' tanta tensione in giro e bisogna fare di tutto per evitare che ci siano problemi". Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta la blindatura del centro di Roma da parte della polizia, in occasione della manifestazione studentesca. Bersani sottolinea che il Pd e' intervenuto in aula e che il capogruppo Dario Franceschini e' andato personalmente a parlare con il ministro Roberto Maroni a tutela dei manifestanti.
VENDOLA: "UN ERRORE BLINDARE ROMA" - "La scelta di militarizzare le vie del centro, impedire l'accesso a piazza Montecitorio agli studenti e' un errore. Il pacifico e ordinato svolgimento della manifestazione degli studenti e dei ricercatori deve essere garantito. Faccio appello al ministro dell'Interno affinché questa scelta venga modificata". È quanto afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', rivolgendosi a Maroni.
BOLOGNA, SCONTRI POLIZIA-NO 'GELMINI'. PASSEGGERI 'PRIGIONIERI' IN STAZIONE - Dopo l'ennesimo lancio di oggetti, tra cui anche sacchetti di vernice e bottiglie, è partita la carica della Polizia e dei Carabinieri contro i manifestanti No Gelmini che si sono radunati davanti alla stazione ferroviaria di Bologna. Lo scontro è durato qualche minuto e un ragazzo è stato fermato e fatto salire su un mezzo delle forze dell'ordine. Poco dopo, è partita una seconda carica degli agenti che restano sempre sotto il lancio di oggetti da parte dei contestatori. Nonostante gli interventi delle Forze dell'ordine, gli studenti restano nel piazzale Medaglie d'oro. La stazione è blindata per la manifestazione degli studenti universitari. La Polizia in assetto anti-sommossa, schierata in piazzale Medaglie d'oro, fronteggia i manifestanti, ma non fa nemmeno uscire i passeggeri: i cittadini sono di fatto costretti a restare in stazione. Tutte le uscite sono presidiate dalle forze dell'ordine, e chiuse con catene e lucchetti: non si può entrare nè uscire. Disorientati i passeggeri giunti a Bologna: girano invano tra le varie uscite nella speranza di trovarne una aperta.
ROMA, SCONTRI CON LANCIO BOMBE CARTA - l corteo degli studenti che sta attraversando il centro di Roma ha deviato su via Tomacelli per immettersi in via del Corso in direzione di piazza Venezia, ricalcando un po' il percorso di giovedì scorso. A sbarrare la strada, all'altezza di San Lorenzo in Lucina, alcuni blindati della Polizia per impedire il passaggio della manifestazione. Alla testa del corteo sono nuovamente comparsi, nelle prime file, giovani con caschi in testa e sciarpe a coprire il volto. I manifestanti arrivati in via del Corso, bloccati dai blindati, hanno iniziato a lanciare oggetti e bombe carta all'indirizzo delle forze dell'ordine. Alcuni giovani stanno provando anche a cappottare un blindato.
Cariche di alleggerimento da parte della Polizia, che sta cercando di respingere indietro in via del Corso i manifestanti, a Roma. In soccorso delle forze dell'ordine che si trovavano già sul posto sono arrivati anche dei rinforzi dalle via limitrofe. Il corteo dei sempre meno 'studenti' però non sembra volere arretrare più di tanto. I ragazzi hanno anche cominciato a procurarsi sampietrini e pezzi di asfalto che hanno lanciato contro la Polizia e i blindati.
UNO FERMATO, FERITI FRA GLI AGENTI - Il corteo degli studenti che sta tenendo in scacco Roma da ore ha lasciato adesso via del Corso ed è arrivato in piazza del Popolo. Gli studenti hanno attraversato la porta e hanno bloccato il traffico su piazzale Flaminio. Il corteo si sta dirigendo verso il Muro Torto. Il traffico naturalmente è in tilt. Durante gli scontri di via del Corso, un manifestante sarebbe stato fermato dalle forze dell'ordine. Si parla anche di alcuni feriti tra gli agenti.
INVASA LA STAZIONE TERMINI: "BLOCCHIAMO I TRENI" - Gli studenti invadono la stazione Termini a Roma. Il corteo dei ragazzi dell'università, abbandonato il Muro Torto, a un certo punto ha cominciato a correre ed è entrato nella stazione ferroviaria, con l'intenzione di bloccare il traffico invadendo i binari. "Fermiamo i treni", urlano i manifestanti.
GOVERNO ANCORA BATTUTO- Il governo è andato nuovamente sotto durante il voto alla Camera su tre emendamenti identici di Fli, Udc e Pd che prevedono la soppressione della clausola di salvaguardia inserita nella riforma dell'università. Il governo e la commissione avevano dato parere contrario alla soppressione dell'articolo 11-bis che prevedeva il monitoraggio delle spese da parte del ministero dell'Economia con la possibilità di far scattare tagli su alcuni capitoli di bilancio dell'Università in caso di scostamento dalle spese previste. I tre emendamenti simili che hanno mandato sotto il governo sono stati proposti dai finiani, dai deputati dell'Api di Rutelli e dal Pd.
ROMA, PROTESTA FINITA - E' durata circa un'ora l'occupazione dei binari della stazione Termini, a Roma, da parte degli studenti che protestavano contro la riforma Gelmini. Adesso i ragazzi hanno lasciato lo scalo ferroviario, dopo avere creato diversi disagi alla circolazione dei treni, disperdendosi alla spicciolata. Si è sciolto, quindi, anche il corteo che da questa mattina ha paralizzato Roma. Adesso alcuni degli studenti si ritroveranno alla Sapienza per discutere della giornata e fare il punto su oggi e su eventuali mobilitazioni future.
MARONI: "ERA PREVISTO L'ASSALTO A MONTECITORIO" - "Oggi abbiamo dovuto evitare l'assalto alla Camera che pure era stato previsto e ipotizzato da parte dei manifestanti". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a proposito della manifestazione studentesca di oggi a Roma. Il titolare del Viminale legge le agenzie e spiega: "Mazze, pietre, petardi, bombe carta... Si va così a una manifestazione pacifica? Non mi pare che le intenzioni dei manifestanti fossero pacifiche".
Per questo Maroni esprime "apprezzamento" per come il prefetto di Roma e i prefetti delle altre città hanno tutelato l'ordine pubblico. "Se ci fosse stato l'assalto al Parlamento- conclude Maroni- allora sì che la censura dell'ordine pubblico sarebbe stata motivata. Ma così non è stato, così non deve essere".
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LE PROTESTE IN TUTTA ITALIA - Sale la posta in palio, cresce la tensione nella protesta degli studenti. Nel giorno del voto alla Camera della riforma dell'Università, praticamente ovunque si registrano proteste di piazza da parte degli studenti universitari, ma anche di ricercatori. Un dato indicativo è quello che fornisce l'Udu, l'Unione degli universitari: "Sono oltre 400.000 gli studenti in mobilitazione in tutta Italia- dichiara- Non ci fermeremo fino a che il ddl Gelmini non sarà ritirato. Cercano di zittirci bloccando il sit in autorizzato davanti a Montecitorio, ma noi siamo più forti di loro perché in gioco c’è il nostro futuro”. Momenti di tensione, soprattutto con le forze dell'ordine, non sono sicuramente mancati. Come a Milano, dove sono state bloccate le stazioni ferroviare. O a Torino, in cui i manifestanti hanno bloccato la tangenziale. Scontri con le forze dell'ordine a Roma: gli studenti hanno cercato di forza il 'muro' alzato dalle forze dell'ordine in centro per cercare di raggiungere piazza Montecitorio, ma sono stati respinti. Queste alcune delle proteste nelle città più grandi:

MILANO - Decine di studenti, forse 150 in tutto, hanno bloccato i binari della stazione di Cadorna per meno di un'ora. Binari bloccati anche alla stazione di Porta Garibaldi e Greco. C'è stato, in pieno centro, anche un lancio di oggetti nei confronti delle forze dell'ordine: i carabinieri, per tutta risposta, hanno caricato e manganellato gli studenti. In mattinata erano otto i cortei che hanno bloccato le strade, mandando il traffico in tilt. Si sono poi uniti formando un lungo serpentone. I manifestanti hanno tentato un blitz a Palazzo Marino e lanciato uova e petardi contro la facciata della sede dell'Università Cattolica.

TORINO
- Gli studenti hanno bloccato la tangenziale. Oltre a quelli universitari in piazza c'erano gli studenti delle superiori. Hanno occupato l'ufficio scolastico regionale, bloccando le strade nell'ora di punta e la tangenziale. Poi hanno raggiunto piazza Castello dove c'erano a manifestare i ricercatori, 'armati' di pentole e coperchi.

ROMA - In piazza 50.000 studenti, divisi tra cortei principali, da La Sapienza a piazza Montecitorio, e non. C'è stato anche chi ha raggiunto la piazza direttamente senza aggregarsi ai cortei. Arrivati in centro, gli studenti hanno tentato di raggiungere Montecitorio ma sono stati respinti dalle forze dell'ordine. Ci sono state anche cariche, lanci di oggetti, anche di ortaggi, con la risposta di fumogeni dall'altra. Dopo aver fatto retromarcia, si sono portati verso la stazione Termini ed hanno occupato i binari.

NAPOLI - 20.000 studenti in corteo. Due i cortei degli studenti campani, con un gruppo di manifestanti che ha dedicato l'agitazione al regista toscano scomparso ieri Mario Monicelli con lo striscione: "Caro Mario, la faremo 'sta rivoluzione". Gli studenti sono quindi passati davanti alla sede del palazzo dell'amministrazione provinciale, dove hanno lanciato alcuni sacchetti della spazzatura davanti all'ingresso principale. Un altro lancio di sacchetti di rifiuti c'è stato anche in via Santa Lucia, contro sede della Regione Campania. In più studenti dell'accademia di Belle Arti si sono diretti verso la galleria Umberto I dove hanno dato luogo a un flash mob. In più della vernice rossa è stata 'usata' contro l'insegna del Cepu.

BARI - Occupazione simbolica da parte dei manifestanti del teatro Petruzzelli. A centinaia sono scesi in piazza: di questi, un gruppo ha bloccato il cavalcavia di corso Cavour, mandando in tilt il traffico. Altre manifestazioni di protesta sono in corso nelle università di Foggia e Lecce.

FERRARA - "Scontro" tra studenti di Rua-Udu e Azione Universitaria. Tutto è iniziato alle ore 11 di questa mattina a Ferrara, quando diversi professori della facoltà di Medicina hanno deciso di terminare anticipatamente le lezioni dicendo ai ragazzi di partecipare all'assemblea all'aperto del giardino della facoltà e con striscione pendente dalle finestre, organizzata da Rua-Udu contro la Riforma Universitaria. I militanti di Giovane Italia e Azione Universitaria hanno deciso di contestare questa azione. Così, in solo 10 minuti, radunato un piccolo “manipolo” di 5 militanti e “armati” bandiere tricolori e megafoni, con coraggio siamo andati a contestare questo ennesimo atto di prepotenza e di falsità che i sindacati di sinistra hanno fatto.

CAGLIARI
- Occupato le facoltà e bloccano alcune strade della città. Dopo un corteo nel centro della città, circa 300 studenti hanno bloccato l'incrocio tra via Roma e il largo Carlo Felice. Dopo una dimostrazione sotto la sede del Pdl al grido di "Buffoni" e "Dimettiti", hanno raggiunto la sede del Consiglio regionale. La manifestazione spontanea era cominciata stamattina appena gli studenti hanno saputo che la discussione del disegno di legge Gelmini era stata rinviata a questa sera.

URBINO
- Occupato il rettorato.

TERAMO - Occupata la radio d’ateneo e assemblea permanente.

L’AQUILA - Proseguono le occupazioni nelle facoltà.

FIRENZE - Studenti continuano l’occupazione dei tetti.

GENOVA - 3.000 studenti occupano la sopraelevata.

PISA
- Occupata la stazione.

LECCE - 3.000 studenti in corteo occupano l’anfiteatro romano.

ANCONA
- Occupati i tetti delle facoltà.

PAVIA
- 2.500 studenti in corteo bloccano le strade della città.

COSENZA
- 3.000 studenti bloccano la Salerno-Reggio Calabria.

CATANIA
- 7.000 studenti bloccano la stazione centrale.

PALERMO
- 50.000 studenti in corteo bloccano il porto e la Cattedrale.

PADOVA
- Migliaia di studenti in corteo bloccano la stazione.
30 novembre 2010

 «Agenzia Dire» www.dire.it

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