martedì 30 novembre 2010

DDL GELMINI, AUTOSTRADA BLOCCATA A BOLOGNA VIDEO

•Passa norma "antiparentopoli"
In un Palazzo Montecitorio presidiato in massa dalle forze dell'ordine per le annunciate manifestazioni di studenti l'Aula della Camera ha ripreso l'esame della riforma dell'Universita. Il via libera sul testo, secondo accordi presi in conferenza dei capigruppo, potrebbe giungere oggi. Restano da votare 110 tra emendamenti e subemendamenti, compreso quello presentato dal governo sull'emendamento 'antiparentopolì dell'Idv.
Durante la riunione del Consiglio dei ministri Silvio Barlusconi ha 'chiamato' l'applauso per il ministro della Pubblica Istruzione, che sta per affrontare nell'aula di Montecitorio il voto finale sulla riforma universitaria.

GOVERNO ANCORA BATTUTO Governo battuto nell'Aula della Camera su un emendamento del Fli all'articolo 19 della riforma dell'Università, relativo agli assegni di ricerca. Il testo, su cui c'era il parere contrario di governo, commissione e commissione Bilancio, è stato approvato con 277 sì e 257 no. Con questo emendamento, proposto dal finiano Fabio Granata, la commissione che valuta i progetti dei candidati e formula la graduatoria per l'assegnazione degli assegni di ricerca, se intenderà ricorrere a esperti revisori esterni all'ateneo dovrà farlo senza «oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica». La formulazione iniziale diceva «senza oneri nuovi o maggiori oneri».
BOTTIGLIE CONTRO POLIZIA Gli studenti stanno lanciando ortaggi e qualche bottiglia contro i mezzi della polizia schierati davanti a Montecitorio.

TRIESTE, STUDENTI OCCUPANO BINARI Una quarantina di studenti e ricercatori universitari hanno occupato intorno alle 12:30 i binari della stazione di Trieste centrale, scandendo slogan ed esponendo striscioni di protesta contro il Ddl Gelmini. Si tratta di parte dei manifestanti che stamani avevano inscenato un corteo spontaneo dall'Università fino alla sede del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Un corteo si è spaccato dal presidio e si è diretto nello scalo ferroviario, dove ha occupato la zona al termine delle banchine della stazione, impedendo la partenza e l'arrivo dei convogli.
L'occupazione dei binari è durata circa mezz'ora e ha causato alcuni ritardi ai convogli in partenza e in arrivo tra i 20 e i 40 minuti. I dimostranti - un centinaio in tutto - sono quindi tornati a formare un corteo che, lungo le rive del capoluogo giuliano si è diretto verso Piazza Unità, dove è previsto un ulteriore presidio di protesta nel primo pomeriggio.

AUTOSTRADA BLOCCATA A BOLOGNA A Bologna la protesta anti Gelmini ha bloccato l'autostrada. Il corteo, alcune migliaia tra universitari e studenti delle superiori, è entrato, passando dal casello della Fiera, nel tratto cittadino dell'A14, invadendo entrambe le carreggiate. La circolazione era stata precedentemente deviata dalla polizia. Il serpentone, un'unione di due cortei, era partito dal centro della città. Poi ha deviato dai viali di circonvallazione su via Stalingrado e poi su via Aldo Moro transitando davanti agli uffici della Regione. Da lì la manifestazione si è diretta decisamente verso il casello dell'autostrada. Dopo un breve presidio, appena entrati in direzione nord (lungo la cui direzione si è diretto in marcia), in attesa che il corteo si ricompattasse, al grido di «blocchiamo tutto» è scattata l'invasione.

PASSA EMENDAMENTO ANTIPARENTOPOLI Passa alla Camera l'emendamento contro le «parentopoli» nelle Università. Non potrà rispondere ai procedimenti per la chiamata all'insegnamento chi è parente «fino al quarto grado compreso» di un professore del dipartimento o della struttura che effettua la chiamata ovvero del rettore, del direttore generale o di un consigliere di amministrazione. Anche Fli ha votato a favore dell'emendamento. «La soluzione trovata è equilibrata», ha spiegato Fabio Granata. L'Idv, che pure aveva presentato l'emendamento in partenza, ha invece definito come «gattopardesca» la scelta intrapresa, ed ha ritirato il proprio emendamento, fatto proprio da Lega e Fli.

BARI, OCCUPATO IL PETRUZZELLI 'Gelmini cala il sipariò: è quanto scritto sullo striscione srotolato da un balcone del teatro Petruzzelli di Bari, da una delegazione di studenti dell'Università di Bari che ha occupato simbolicamente il politeama. «Tra poco - spiegano - lasceremo il teatro e ci sposteremo altrove». «Lo stesso striscione - dicono gli studenti all'ANSA - lo abbiamo srotolato ieri dall'interno del teatro Piccinni di Bari, ma alcuni esponenti del centrodestra al Comune lo ha strappato: sono ancora visibili - sottolineano - i lembi dello striscione che sventolano». Fuori dal teatro Petruzzelli ci sono numerosi studenti e ricercatori baresi. «Eravamo partiti in 600 da centro città - dicono gli organizzatori - e poi ci siamo incontrati con altri gruppi di studenti del Campus al ponte di corso Cavour», che successivamente, dopo poco, hanno liberato.

ROMA, UN MIGLIAIO DI STUDENTI AL CAMPIDOGLIO Un migliaio di studenti, che sta protestando contro il ddl Gelmini, ha riempito la scalinata del Campidoglio. A sbarrare loro l'accesso alla Piazza del Campidoglio è un cordone formato dalle Forze dell'ordine.

MILANO, LANCI DI UOVA ALLA CATTOLICA Una delle sedi dell'università Cattolica di Milano, in via Carducci (lo studentato internazionale), è stata fatta segno di lanci di uova e di altri oggetti partito dal corteo di studenti che stanno sfilando per le vie del centro cittadino manifestando contro il decreto Gelmini. Dal corteo sono partiti una serie di cori che inneggiano alla scuola pubblica e contestano il finanziamento delle scuole private.

SBARRATE VIE PER MONTECITORIO Le vie di accesso a Piazza Montecitorio sono sbarrate da forze dell'ordine e camionette di polizia e carabinieri. La Piazza è blindata. Via del Corso è 'sigillatà a metà, in direzione piazza Montecitorio come piazza Colonna, via in Aquiro e i tanti vicoli che portano a Piazza Montecitorio. Secondo quanto si è appreso un gruppo di studenti avrebbe tentato di accedere alla piazza ma è stato bloccato. Il corteo partito dalla Sapienza si trova a via Cavour ed è diretto, sottolineano i manifestanti, a Piazza Montecitorio.

ROMA, TRAFFICO IN TILT Traffico in tilt nel centro di Roma per i cortei studenteschi diretti verso Montecitorio. La circolazione nel centro storico è seriamente compromessa dai piccoli cortei spontanei degli stessi studenti e dai blocchi stradali predisposti dalle forze dell'ordine. I mezzi in transito su via del Corso e nelle strade limitrofe, principalmente furgoni e camion di fornitori diretti verso gli esercizi commerciali di zona, sono stati deviati su percorsi pedonali piazza Fontana di Trevi, solitamente isola pedona, è stata per forza di cose aperta al traffico. La piazza e le strade che circondano il monumento settecentesco, di solito precluse alla circolazione di mezzi a motore, sono state dunque invase da moto e auto, provocando lo stupore dei turisti.

CORTEO A ROMA: QUALE FUTURO TRA MACERIE? «Quale futuro tra questo macerie». Dietro questo striscione migliaia di studenti, medi e universitari, sono partiti dall'università La Sapienza di Roma, diretti a Montecitorio per protestare contro i tagli all'istruzione e il ddl Gelmini che potrebbe essere approvato oggi alla Camera. Molti studenti delle scuole superiori sono arrivati in corteo e con i mezzi pubblici per raggiungere la Sapienza e partire con gli universitari. Altri piccoli cortei spontanei erano già partiti alla spicciolata diretti sempre a Montecitorio.

BLOCCHI IN TUTTE LE CITTA' «Fermatevi» e «lo chiederemo paralizzando il paese con le nostre iniziative». Con questo grido di battaglia studenti, ricercatori e dottorandi stanno organizzando in tutte le città italiane cortei spontanei che hanno lo scopo di bloccare traffico e attività. Un giorno di caos per far sentire la loro voce e chiedere ancora una volta al Parlamento di bloccare l'approvazione del ddl Gelmini che oggi va in aula. «In queste settimane -si legge in una nota dell'Udu, l'Unione degli universitari- centinaia d'iniziative di contestazione contro la Riforma dell'università si sono moltiplicate in giro per il paese, occupazioni delle facoltà, dei tetti, blocchi del traffico, cortei, occupazione dei principali monumenti del nostro paese. Iniziative che avevano una sola richiesta: bloccare il DDL e salvare l'università pubblica dalla sua morte». Manifestazioni di protesta che ieri ne hanno organizzate in 19 paesi in oltre 90 atenei sparsi per l'Europa «Con questo disegno di legge -aggiunge l'Udu- il Governo vuole l'eutanasia del sistema universitario. Sistema, che noi per primi da anni diciamo che non va, ma questa riforma non Š la medicina, ma il suo veleno mortale. Questa Š una riforma che taglia il fondo per le borse di studio, introduce un'idea di merito finta, diminuisce drasticamente la rappresentanza studentesca elimina la figura del ricercatore e soprattutto taglia il finanziamento al fondo di finanziamento ordinario. Tagli che decreteranno la chiusura di molti atenei. Noi non difendiamo i baroni, ma li vogliono cacciare. Loro -concludono- stanno con lei, non con noi».

MILANO, BREVE OCCUPAZIONE IN CADORNA E GARIBALDI Gli studenti che stanno sfilando a Milano per il No Gelmini Day hanno occupato per una ventina di minuti i binari della stazione Cadorna causando il ritardo di alcuni convogli. Alcuni giovani si sono stesi sui binari fino all'arrivo delle forze dell'ordine, ma la manifestazione si è conclusa senza alcuno scontro e gli stessi studenti sono poi usciti dalla stazione per riunirsi al corteo principale che ora sta sfilando lungo via Carducci intonando slogan contro il governo.
Anche la stazione Garibaldi delle Fs, quasi contemporaneamente a quella delle Ferrovie Nord di Cadorna, è stata oggetto di una breve forma di occupazione da parte di alcuni studenti legati alle manifestazioni in corso a Milano contro il ddl Gelmini. Secondo quanto annunciato nel corteo, e confermato dalla Questura, alcune decine di studenti che si trovavano in transito da Garibaldi in attesa di riunirsi al corteo che sta sfilando per le vie del centro, poco dopo le 10, sono scesi su alcuni binari, che hanno poi liberato «dopo una decina di minuti».

CENTINAIA IN CORTEO A BARI Più di 600 studenti delle facoltà di Scienze politiche, Giurisprudenza, Lettere e filosofia e Scienze della formazione stanno partendo in corteo da piazza Umberto, nel centro di Bari, per protestare contro il ddl Gelmini sulla riforma dell'Università, che potrebbe essere approvato oggi. Gli studenti si incontreranno con un altro corteo studentesco del Campus, composto da altre 600 persone, alle quali potrebbero aggiungersi studenti delle scuole superiori di Bari. «Dovremmo presto essere alcune migliaia - hanno spiegato gli organizzatori all'ANSA - e riusciremo a bloccare la città: ieri abbiamo occupato solo un ponte, ma oggi faremo di più». Gli studenti hanno intenzione di entrare verso le 14 nel teatro Petruzzelli di Bari, per srotolare uno striscione dall'interno dell'edficio. Intanto alla facoltà di Agraria di Bari sta per iniziare un consiglio straordinario di facoltà, «indetto - spiegano gli studenti - dal rettore dell'università di Bari, Corrado Petrocelli».

MIGLIAIA A GENOVA Dicono di voler bloccare infrastrutture e trasporti gli studenti medi e universitari, che in oltre 3 mila, stamani sono partiti in corteo da piazza Caricamento con lo striscione «Ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città - studenti in lotta». Nel corteo, con studenti medi di tante scuole genovesi in autogestione nelle scorse settimane, universitari e ricercatori precari appare una mano gigantesca fatta dagli studenti del liceo Barabino «che si riprende il futuro» come spiegano i giovani. C'è anche un mezzo busto di cartone con le scritte: «la riforma Gelmini ci taglia le gambe» e «Gelmini ci vuole cretini». In tarda mattinata nel cortile del rettorato verrà seguita la diretta della discussione alla Camera della riforma Gelmini, grazie a un megaschermo installato dai ricercatori precari.

TAFFERUGLI A BRESCIA Mattinata di tensione a Brescia per le manifestazioni contro la riforma Gelmini sfociate in scontri in piazza Loggia e nell'occupazione dell'aula magna della facoltà di Economia e Commercio. Intorno alle 10 il corteo degli studenti ha cercato di forzare il cordone di sicurezza che si trovava di fronte a palazzo Loggia, per entrare nella sede dell'amministrazione comunale. Ne sono nati dei tafferugli in cui i manifestanti hanno lanciato bottiglie contro le forze dell'ordine e gli agenti hanno fatto ricorso al manganello. Un giovane è stato fermato. Poco dopo, gli studenti si sono spostati nella facoltà di Economia dove attualmente si trovano.

PRECARI SU CANAL GRANDE A VENEZIA Contro la riforma dell'Università del ministro Gelmini, in attesa di notizie dal Parlamento, è ripresa stamane anche a Venezia la protesta di docenti e studenti. In centro storico, sulla terrazza (altana) di Palazzo Cappello che si affaccia sul Canal Grande, si alternano, una ventina tra ricercatori, precari e studenti. Palazzo Cappello, sede degli studi euroasiatici di Cà Foscari, è stato sede della protesta già ieri. Sulla facciata è stato steso lo striscione «Ddl gelmini no riforma sì», scritto in rosso e blu come la vecchia matita per correggere i compiti in classe. Verso il tetto, invece, è comparsa su un lenzuolo bianco la scritta che recita «difendiamo la ricerca». In terraferma, lungo il Corso del Popolo di Mestre, circa 200 studenti delle scuole medie superiori hanno sfilato con musica a tutto volume, slogan e striscioni contro il Ddl Gelmini. Tra le scritte «blocchiamo la riforma» e «rovinate la scuola, distruggete il futuro».

CORTEO IN CENTRO A TORINO Un corteo con centinaia di studenti è partito stamani, a Torino, da Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Univerisità, occupata da diversi giorni per protestare contro la riforma del ministro Gelmini. Il corteo sta causando disagi e blocchi nella circolazione nel centro cittadino. Alla manifestazione partecipano anche gli studenti delle facoltà scientifiche e del Politecnico.

RETTORE PISA: DA MINISTRO ATTACCO SCOMPOSTO «Sono stupito e preoccupato dell'attacco che il ministro Gelmini ha fatto al rettore di Firenze Alberto Tesi. Qui si tocca l'autonomia universitaria». Intervistato da Repubblica, il rettore dell'ateneo di Pisa Massimo Augello difende il collega fiorentino che ha invitato i docenti a non fare lezione oggi, nel giorno in cui alla Camera riprende la discussione sulla riforma Gelmini dell'Università. «Al di là di ciò che penso io della riforma - prosegue il rettore, che pure ha sospeso per un giorno la didattica - è importante dare agli studenti la possibilità di manifestare un dissenso». Per Augello le dichiarazioni del ministro Gelmini - che ieri ha definito quello del rettore di Firenze «un comportamento inaccettabile e inqualificabile di chi vuole conservare i propri privilegi» - «sembrano senza logica» perchè, spiega, «proprio la riforma dà più potere ai rettori». «Ci possono essere stati degli sprechi - aggiunge il rettore - e chi ha sbagliato deve pagare», ma «sono stufo di quell'immagine caricaturale che si tenta di dare al mondo accademico. Sembra quasi che sia stata preparata una campagna mediatica di discredito per favorire il passaggio della riforma. Non si guarda alla sostanza», ovvero «dove si vuole portare questo Paese che investe l'1% del Pil nella ricerca e dove da anni si tagliano le risorse alle università». 

http://www.leggo.it/




















































































































VIDEO
 Il corteo a Pavia
 Roma, corteo a piazza Venezia
 La protesta a Pisa (YouReporter)

















Nessun commento:

Posta un commento