UGANDA - Vita durissima per gli omossessuali in Uganda. Nel paese africano essere omosessuali è un reato e negli ultimi tempi alcuni uomini politici e del mondo dello spettacolo sostengono la necessità della pena di morte per alcuni atti commessi dagli omosessuali. In quel Paese è opinione diffusa che i gay siano contagiosi e che la loro diffusione sia da contrastare duramente per evitare la rovina della società. Il presidente Museveni è un "cristiano rinato" e l'omofobia è un asse portante della sua politica sia per le sue convinzioni religiose, sia per le credenze della popolazione ugandese. Recentemente il tabloid ugandese "Rolling Stones" ha promosso una campagna stampa, la quale denuncia decine di presunti gay, con tanto di foto, e in prima pagina mette una bella fascia gialla con scritto "Hang Them", impiccateli!; inoltre numerosi sono i casi in cui gli omosessuali vengono linciati e bruciati vivi legati a un copertone infuocato. Naturalmente questi dettagli non interessano ai Paesi Occidentali, i quali hanno con il governo Ugandese ottimi rapporti, del resto la sensibilità in materia in questa area geografica è ben sintetizzata dalla recente frase del Premier italiano "Meglio guardare una bella ragazza che essere gay".
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