Intervistato Pino Apprendi (deputato regionale PD), che con Alessandro Aricò (deputato regionale FLI), collabora con il Coordinamento Stop Omofobia Palermo e l'avv. Corrada Giammarinaro alla stesura del progetto di legge regionale siciliana contro le discriminazioni delle persone omosessuali.
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Intervista al parlamentare del Pd Pino Apprendi
“Un registro regionale per le coppie di fatto”
di Giulia Noera
6 novembre 2010 - “Mi piacerebbe che si potesse accelerare l’iter parlamentare del disegno di legge contro l’omofobia per la istituzione del registro regionale delle unioni civili e coppie di fatto. Ed è per questo che ho inviato una lettera al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, e a quello della Commissione Affari istituzionali. ”
Sono queste le prime parole pronunciate da Pino Apprendi, parlamentare Pd, intervistato da BlogSicilia sulla sua volontà di perseguire in questa sua intenzione a sfondo sopratutto sociale, più che politico.
Il ddl è stato presentato nei giorni scorsi, primo firmatario lo stesso Apprendi che è anche vice presidente della commissione Attività produttive dell’Ars.
“È importante che il Parlamento siciliano si esprima con fermezza e riconosca i diritti negati e dia certezze alle coppie conviventi senza distinzioni, in ossequio anche ai principi costituzionali- dice il deputato- In questo momento, in cui dilaga un’assurda violenza omofoba, volevo rinnovare il mio impegno sociale, che mette sullo stesso piano tutti i cittadini.
L’importante, nella coppia di fatto, è avere diritti reciproci e, come ben sappiamo, tanto per citare un esempio che può apparire banale, in caso di incidente o ricovero, il convivente non può nemmeno avere accesso alla cartella clinica.
Per non parlare in caso di morte. Tutto questo, in una società civile, è veramente inammissibile, sopratutto visto che in Italia si stima che le coppie di fatto siano ormai quasi 700.000, ovvero il 5% della popolazione.
E sono in continuo aumento. In più, vorrei aggiungere-continua Apprendi- l’idea di avere un ’registro regionale’ e non uno comunale, come esiste in altre parti d’Italia, eviterebbe l’impugnativa da parte della Corte Costituzionale come è successo in altri comuni. Vorrei veramente risolvere questo problema una volta per tutte”.
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