Di Virgilio Bartolucci
E
dunque, eccola la squadra che Mario Monti ha voluto nel suo governo. Si
tratta di 17 Ministeri, di cui 12 con portafoglio e 5 senza, tutti
rigorosamente affidati a tecnici, 14 uomini e 3 donne. Nessun politico,
per non creare imbarazzo ai partiti, ma, piuttosto, professori, un
banchiere, un ambasciatore, un ammiraglio, un avvocato e un professore
avvocato, oltre a tre esponenti del gentilsesso alla guida di Dicasteri
importanti.
Rispetto
all’esecutivo precedente calano da 23 a 17 i ministeri e diminuiscono
anche le donne che, dalle 6 del governo Berlusconi, passano a 3, sia
pure con incarichi di primaria importanza.
Un
esecutivo composto da persone mature, almeno a giudicare dall’età media,
che nel governo Monti è di 63 anni, con solo 6 ministri sotto i 60
anni. Un incremento anagrafico considerevole, visto che il governo
Berlusconi aveva un’età media di 52 anni. La composizione geografica
vede 9 ministri del Nord ( sei sono lombardi), 5 quelli del centro e
tre del Sud.
Sarà
questa, dunque, la composizione del nuovo esecutivo che deve portare
l’Italia fuori dalle secche della crisi, vediamo meglio chi sono i
prescelti.
MINISTRI CON PORTAFOGLIO:
Economia. Il Presidente del Consiglio Mario Monti sarà anche il ministro dell’Economia.
Sviluppo e Infrastrutture
Agli
albori della sua carriera riveste l’incarico di direttore generale nelle
aziende del gruppo di Carlo De Benedetti: prima alla Cir, poi
all’Arnoldo Mondadori Editore, quindi a L’Espresso. Nel ’96 diventa
amministratore delegato del Banco Ambrosiano che, dopo gli scandali e la
vicenda Calvi, fonde con Cariplo. Nel ’98 è alla guida delle Poste
Italiane. Sarà lo stesso Passera ad inaugurare l’era dei servizi
finanziari con l’innovativo Banco Posta. Al timone di Poste il manager
raggiunge il pareggio di bilancio.
Nel 2002
rientra dalla porta principale a Banca Intesa, a cui, nel 2006, annette
Sanpaolo Imi. Intesa San Paolo è una sua creatura guidata anche nella
crisi con circospezione e pagando dazio meno di altri, anche per
l’indiscussa abilità politica con cui si muove.
La
Cancellieri rifiuta e il 20 ottobre 2011, diventa commissario
prefettizio in nella Parma scossa dal terremoto della giunta Vignali,
invischiata in ogni tipo di corruzione e scandalo. Un incarico che,
però, non dura nemmeno tre settimane, la Cancellieri vola al Viminale
per servire il paese.
Di lei
si ricorda una gaffe clamorosa sulla presenza della mafia a Genova che
la Cancellieri aveva escluso. A Catania nei suoi confronti, invece, è
stata aperta una indagine per abuso di potere, relativa alla vicenda di
un teatro cittadino per cui sarebbero state richieste delle consulenze
gonfiate e poco utili.
Inizia
al Ministero degli Affari Esteri come responsabile al Cerimoniale della
Repubblica e per le visite ufficiali all’esterodelle delegazioni del
Governo Italiano all’estero. Nel 1975 diventa Primo Segretario per gli
affari politici all’Ambasciata italiana a Parigi. dal 1978 fino al 1983
ha ricoperto il ruolo di Consigliere Economico e Commerciale in Canada.
Console Generale a Vancouver durante l’Expo ’86, l’anno dopo torna a
Roma alla Direzione Generale degli Affari Economici e, in seguito, alla
Direzione Generale del Personale. Nel periodo che va dalla
riunificazione della Germania alla prima guerra del Golfo è a Bruxelles
come Consigliere Politico presso la Rappresentanza d’Italia presso la
NATO. Dal 1993 al 1998 è a New York presso la Rappresentanza d’Italia alle Nazioni Unite.
Al
Ministero degli Esteri a Roma ha rivestito il ruolo di Vice Segretario
Generale, Direttore Generale per la Cooperazione Politica Multilaterale e
Diritti Umani. Ha assistito il ministro degli Esteri sui temi della
sicurezza internazionale. Particolarmente degno di nota è l’incarico di
Ambasciatore italiano in Israele tra il 2002 e il 2004. Tra agosto 2008 e settembre 2009, Terzi è stato Rappresentante Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a New York.
Il neo
ministro degli Esteri era già salito agli onori della cronaca. Un paio
di anni fa, infatti, la sua ex moglie ha inviato una dura lettera alla
Presidenza della Repubblica e al Presidente del Consiglio sostenendo che
il marito spacciava a Washington un’altra donna quale “ambasciatrice” o
“moglie dell’ambasciatore”. La risposta dell’ambasciatore Terzi fu secca: causa civile contro la donna.
Ha
difeso Romano Prodi nel processo Cirio, il legale della Fininvest
Giovanni Acampora nel processo IMI-SIR, Francesco Gaetano Caltagirone
nell’inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi per il crac Cirio,
l’ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni, il prefetto
Vincenzo Parisi e l’Unione delle comunità ebraiche italiane nel processo
Priebke. Tra i suoi assistiti figurano anche Eni e Telecom.
Dal 1997
al 2001 è stata la prima donna a ricoprire la carica di Vice-Presidente
del Consiglio della Magistratura Militare. Considerata vicina all’Udc,
nel 2002 è stata in lizza per il ruolo di Vice-Presidente del Consiglio
superiore della magistratura, prima di ritirare la candidatura.
Ama
recitare in teatro nel ruolo di avvocato e nell’estate 2003, nell’ambito
del Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha intepretato il ruolo di
difensore contrapponendosi ad Antonio Di Pietro nel ruolo dell’accusa.
Dopo oltre trent’anni di carriera nella Marina militare, è nominato ammiraglio di squadra nel 1999.
Nominato
segretario generale della difesa il 26 marzo 2001, mantiene l’incarico
fino al 10 marzo 2004, quando è promosso a capo di stato maggiore della
difesa.
Il 14
novembre 2007 il comitato militare della NATO (NAMILCOM), composto dai
capi di stato maggiore dei ventisei Paesi dell’alleanza, lo ha eletto
suo presidente, incarico effettivamente ricoperto dal 13 febbraio 2008.
È
considerata una dei massimi esperti sui temi della previdenza. Ha
fondato il Cerp, Centre for Research on Pensions and Welfare Policies,
di Moncalieri, uno dei maggiori centri studio sullo stato sociale in
Italia e in Europa.
Ha
svolto importanti ricerche sui sistemi di previdenza, assicurazioni
sulla vita e risparmio delle famiglie ed è membro del Nucleo di
valutazione sulla spesa previdenziale presso il ministero del Lavoro. È
anche componente del Nucleo di valutazione della Spesa Previdenziale,
costituito presso il Ministero del Welfare, membro del comitato
editoriale della Rivista Italiana degli Economisti, editorialista de Il
Sole 24 Ore e membro del CdA di Buzzi Unicem.
Salute. Renato
Balduzzi, 57 anni, di Voghera, è il nuovo ministro della Salute.
Balduzzi aveva già fatto parte dell’ufficio legislativo dell’ex ministro
Rosi Bindi. È considerato un giurista esperto di Sanità e presidente
dell’Agenas, l’agenzia per i servizi sanitari regionali. Si tratta di un
ente che lavora per le Regioni, realizzando ricerche, studi e
promuovendo la collaborazione di queste istituzioni con il Governo.
Balduzzi
ha scritto il più importante testo sull’organizzazione sanitaria degli
ultimi anni: la cosiddetta “riforma Bindi” del 1999, con cui è stata
introdotta la libera professione intramoenia, cioè, svolta in strutture
Asl o convenzionate a prezzi concordati con l’azienda.
Agricoltura. Mario Catania,
59 anni, di Roma, è stato nominato al Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali. Laureato in giurisprudenza. All’età di
ventisette anni è entrato come funzionario nel Ministro
dell’Agricoltura. Nel 1987 passa alla direzione della tutela economica
dei prodotto agricoli, prima di vincere, l’anno seguente, il concorso
per dirigente.
Prima di
essere nominato ministro da Mario Monti il 16 novembre 2011 ha avuto
l’incarico di capo Dipartimento delle politiche agricole e
internazionali.
Dal 1978
al 1990 è stato Direttore sanitario del Servizio Pubblico di Igiene e
medicina del Lavoro di Porto Marghera (Venezia). Dal 1992 al 1998 è
stato Professore presso l’Università degli Studi di Parma nel
Dipartimento di Scienze Ambientali. Dal 1991 al 2011 è stato Direttore
Generale del Ministero dell’Ambiente, Inoltre
dal 1991al 2000 Clini diventa Direttore Generale del Servizio
Prevenzione dell’Inquinamento Atmosferico e acustico nelle industrie, e
dal 2002 è Direttore Generale della Protezione Internazionale
dell’Ambiente e Sviluppo Sostenibile. Dal 1993 al 1997 è membro del
Consiglio di Amministrazione dell’ENEA, di cui diventa, dal 2004 al
2007,Vice Commissario.
Beni culturali.
Lorenzo Ornaghi, 73 anni, di Villasanta, provincia di Monza Dal 2002 è
rettore della Cattolica di Milano ed è al suo terzo mandato. Si è
laureato in Scienze politiche nel ’72 all’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano dove ha lavorato fino all’87 come ricercatore. Nello
stesso periodo è divenuto poi professore associato presso l’Università
di Teramo. Nel 1990 è tornato alla Cattolica come titolare della
cattedra di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche e di
Storia delle dottrine politiche. Negli ultimi anni Ornaghi ha scritto
molti volumi e saggi su riviste italiane e internazionali approfondendo
il sistema politico e le èlite dell’Italia, oltre che l’integrazione
politico-istituzionale dell’Europa e la Costituzione europea. Nel 2006
ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano.
MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO:
Sport e Turismo. A Piero Gnudi, bolognese, 73 anni, va il ruolo di ministro senza portafoglio di Turismo e Sport.
Gnudi è
membro del direttivo di Confindustria, nonché del cda di Unicredit
Group. Dal 2002 al 2011 è stato presidente del consiglio
d’amministrazione dell’Enel. Laureato in economia e commercio, a Bologna
è titolare di un importante e noto studio di commercialista. Politicamente
vicino a Romano Prodi, Gnudi ha fatto parte dal 1994 del consiglio di
amministrazione dell’Iri, ricoprendovi l’incarico di sovrintendere alle
privatizzazioni nel ’97, presidente ed amministratore delegato nel ’99 e
presidente del comitato dei liquidatori nel 2002. Nel
1995, sotto il governo Dini, altro amico e collega bolognese di area
prodiana, Gnudi è stato consigliere economico dell’allora ministro
dell’Industria Alberto Clò.
Coesione territoriale. Al
Ministero che fa arrabbiare Calderoli siede Fabrizio Barca, nato a
Roma, 59 anni e un curriculum di studi di alto profilo internazionale.
Il suo percorso inizia con la laurea in Scienze statistiche e
demografiche (indirizzo economico) all’Università di Roma; master of
Philosophy in Economia all’Università di Cambridge e visiting professor
presso le Università Mit e Stanford. Ha insegnato nelle Università di
Siena, Bocconi, Roma ‘Tor Vergata’, Modena, Urbino. È capo del
dipartimento delle Politiche di Sviluppo del ministero dell’Economia e
delle Finanze. Rispetto all’incarico che andrà a ricoprire, ha
contribuito, dal 1998, al ministero del Tesoro, agli studi sullo
sviluppo economico italiano e alla rifondazione delle politiche
territoriali di sviluppo, studi in precedenza portati avanti presso la
Banca d’Italia come direttore di Area. Nel 1999 è stato nominato
presidente del comitato per le Politiche territoriali dell’ Ocse. Barca
ha inoltre scritto numerosi saggi e volumi sull’impresa, sul governo
societario, sul capitalismo italiano.
Rapporti con il Parlamento. Il
Ministero che inizialmente sarebbe dovuto andare a un politico, verrà
gestito da Piero Giarda, milanese, 75 anni, laureato in economia e
commercio nell’Università Cattolica di Milano nel 1962, ha studiato
nelle Università di Princeton e Harvard nel periodo 1965-69. È
responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria dell’Università
Cattolica. Componente del Comitato direttivo della scuola per il
dottarato in Economia e finanza delle amminsitrazioni pubbliche. Ha
svolto attività di consulenza alla Presidenza del Consiglio e al
Ministero delle Finanze. È stato Presidente della Commissione Tecnica
per la Spesa pubblica presso il Ministero del Tesoro dal 1986 al 1995. È
stato Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro dal 1995 al
2001. Libero docente di Scienza delle finanze e diritto finanziario nel
1970. Ha insegnato all’Università Cattolica dal 1968 fino al 1976 in
qualità di professore incaricato; dal 1976 al 2001 in qualità di
professore ordinario di Scienza delle finanze. Ha insegnato anche alla
Università degli Studi della Calabria dal 1972 al 1975 e all’Università
di Harvard nel 1970.
Cooperazione internazionale. Andrea
Riccardi, nato a Roma il 16 gennaio del 1950, è ordinario di Storia
contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre, noto come studioso
della Chiesa in età moderna e contemporanea. Soprattutto, però, Riccardi
è conosciuto per essere il fondatore della Comunità di Sant’Egidio: il 7
febbraio del 1968, ancora studente, Riccardi si riunì per la prima
volta con un gruppo di liceali, nell’Oratorio della Chiesa Nuova, il
santuario di san Filippo Neri. Da quel primo incontro nascerà appunto la
Comunità di Sant’Egidio che nel settembre 1973 stabilì il proprio
centro in Piazza Sant’Egidio, a Roma, in un ex convento di monache
carmelitane. Con la Comunità Riccardi ha concretizzato un forte impegno
per la pace che lo ha visto nel ruolo di mediatore in diversi conflitti e
ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni Paesi, tra cui il
Mozambico, il Guatemala, la Costa d’Avorio.
Sottosegretario della Presidenza del Consiglio. Antonio
Catricalà, nato a Catanzaro, 59 anni, fino ad oggi Presidente
dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ruolo ricoperto
dal 9 marzo 2005. Catricalà torna a Palazzo Chigi dove è già stato
segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo
incarico all’Antitrust sarebbe terminato a marzo 2012. La sua lunga
carriera di magistrato e giurista, inizia con la laurea raggiunta a
ventidue anni 110 e lode in legge a Roma. A seguito di concorso viene
nominato, assistente di Pietro Rescigno (professore “storico” de La
Sapienza – Facoltà di Giurisprudenza), di cui era stato studente. Studia
economia, sociologia, storia e scienza dell’amministrazione presso
l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, allievo di Federico Caffè. A
ventiquattro anni vince il concorso in magistratura ordinaria e supera
l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense. Ha
vinto i concorsi per procuratore dello Stato e, a ventisette anni, per
avvocato dello Stato. Dal 2006 è Presidente di sezione del Consiglio di
Stato in posizione di fuori ruolo. Presidente e componente di collegi
amministrativi, ha collaborato con l’Ufficio legislativo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stato Capo di Gabinetto e
consigliere giuridico nei Ministeri. È stato segretario generale
dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
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