Londra: da dicembre al via le unioni civili.
A partire dal 5 dicembre, in Gran Bretagna le coppie omosessuali potranno celebrare le loro nozze per rito civile nei luoghi di culto che glielo permetteranno. Non vige però nessun obbligo, e non mancano le polemiche.
Il sottosegretario alle parità Lynne Featherstone ha, infatti, annunciato mercoledì 2 ottobre, l'abrogazione di una legge che vietava alle chiese e ad altre strutture religiose di celebrare le unioni civili sotto il loro tetto.
Una volta levato il bando la stima è di 1.500 gay che approfitteranno dell'opportunità per portare il partner o la partner all'altare in una chiesa o in sinagoga. Ogni anno in Gran Bretagna vengono celebrate 5.500 cerimonie di unione civile tra gay.
LA CHIESA NON CI STA. Ma nessun luogo di culto sarà obbligato a offrire le cerimonie civili e la Chiesa d'Inghilterra ha già fatto sapere di non essere pronta a dare la propria benedizione a coppie omosessuali (leggi il caso di Oslo).
Qualche mese fa gli anglicani avevano detto che ci dovrebbe essere «assoluta libertà» per le diverse tradizioni religiose di «risolvere queste questioni secondo le proprie convinzioni e le proprie procedure interne» (anche il Brasile è favorevole).
Il sottosegretario alle parità Lynne Featherstone ha, infatti, annunciato mercoledì 2 ottobre, l'abrogazione di una legge che vietava alle chiese e ad altre strutture religiose di celebrare le unioni civili sotto il loro tetto.
Una volta levato il bando la stima è di 1.500 gay che approfitteranno dell'opportunità per portare il partner o la partner all'altare in una chiesa o in sinagoga. Ogni anno in Gran Bretagna vengono celebrate 5.500 cerimonie di unione civile tra gay.
LA CHIESA NON CI STA. Ma nessun luogo di culto sarà obbligato a offrire le cerimonie civili e la Chiesa d'Inghilterra ha già fatto sapere di non essere pronta a dare la propria benedizione a coppie omosessuali (leggi il caso di Oslo).
Qualche mese fa gli anglicani avevano detto che ci dovrebbe essere «assoluta libertà» per le diverse tradizioni religiose di «risolvere queste questioni secondo le proprie convinzioni e le proprie procedure interne» (anche il Brasile è favorevole).
Ma il clero rischia azioni legali per non fornire servizi
Secondo alcuni prelati anglicani, l'abrogazione della norma rischia di causare guai in ogni caso.
Per il vescovo di Winchester, Michael Scott-Joynt, si potrebbe addirittura arrivare a una situazione in cui il clero rischierebbe di essere esposto ad azioni legali per non aver fornito servizi ai propri fedeli sulla base della loro sessualità. «Credo che esporrà non l'intera Chiesa d'Inghilterra ma i singoli individui ad accuse di discriminazione per aver celebrato i matrimoni, ma non le unioni civili nelle loro chiese», ha detto Scott-Joynt in una riunione alla camera dei Lord.
FAVOREVOLI QUACCHERI ED EBREI PROGRESSITI. A permettere le nozze civili saranno invece quei gruppi - quaccheri, seguaci della chiesa unitaria ed ebrei progressisti - che fin dall'inizio avevano messo il governo sotto pressione proprio per abrogare la norma. Ma anche tra gli anglicani vi è chi la pensa diversamente.
Nel 2010 cinque vescovi avevano scritto una lettera al Times nella quale affermavano che non era giusto che alle coppie omosessuali non venisse offerta la scelta tra un unione civile e un matrimonio religioso.
L'APPOGGIO DI CAMERON. Per il primo ministro David Cameron, che al congresso del suo partito a Manchester aveva detto di credere nelle nozze gay perché il matrimonio «è un valore dei conservatori», si tratta comunque di un passo avanti importante.
Ed è così anche per il suo governo, fronda ultraconservatrice a parte. «Siamo impegnati nella promozione dell'eguaglianza per i gay e i bisessuali e nell'assicurare la libertà di religione e di credo per tutti', ha scritto Featherstone in un documento ministeriale aggiungendo: «Per promuovere entrambi questi obbiettivi il governo si impegna a rimuovere l'ostacolo legale alle unioni civili registrate nei luoghi di culto i cui gruppi religiosi hanno scelto di permetterle».
Per il vescovo di Winchester, Michael Scott-Joynt, si potrebbe addirittura arrivare a una situazione in cui il clero rischierebbe di essere esposto ad azioni legali per non aver fornito servizi ai propri fedeli sulla base della loro sessualità. «Credo che esporrà non l'intera Chiesa d'Inghilterra ma i singoli individui ad accuse di discriminazione per aver celebrato i matrimoni, ma non le unioni civili nelle loro chiese», ha detto Scott-Joynt in una riunione alla camera dei Lord.
FAVOREVOLI QUACCHERI ED EBREI PROGRESSITI. A permettere le nozze civili saranno invece quei gruppi - quaccheri, seguaci della chiesa unitaria ed ebrei progressisti - che fin dall'inizio avevano messo il governo sotto pressione proprio per abrogare la norma. Ma anche tra gli anglicani vi è chi la pensa diversamente.
Nel 2010 cinque vescovi avevano scritto una lettera al Times nella quale affermavano che non era giusto che alle coppie omosessuali non venisse offerta la scelta tra un unione civile e un matrimonio religioso.
L'APPOGGIO DI CAMERON. Per il primo ministro David Cameron, che al congresso del suo partito a Manchester aveva detto di credere nelle nozze gay perché il matrimonio «è un valore dei conservatori», si tratta comunque di un passo avanti importante.
Ed è così anche per il suo governo, fronda ultraconservatrice a parte. «Siamo impegnati nella promozione dell'eguaglianza per i gay e i bisessuali e nell'assicurare la libertà di religione e di credo per tutti', ha scritto Featherstone in un documento ministeriale aggiungendo: «Per promuovere entrambi questi obbiettivi il governo si impegna a rimuovere l'ostacolo legale alle unioni civili registrate nei luoghi di culto i cui gruppi religiosi hanno scelto di permetterle».
Mercoledì, 02 Novembre 2011

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