mercoledì 9 novembre 2011

Comune approva registro per unioni civili: critiche le associazioni Lgbt

Palermo Pride: «È paradossale che venga creato un registro per le coppie di fatto quando manca una legislazione complessiva che tuteli gli omosessuali»


PALERMO - È stato accolta tra polemiche, distinguo e contestazioni la mozione sul registro per le unioni civili approvata ieri dal consiglio comunale di Palermo. Il provvedimento di Sala delle Lapidi, che fa riferimento al Ddl regionale sulle coppie di fatto proposto dal deputato del Pd Pino Apprendi e da Alessandro Aricò di Fli, è stato criticato da molti esponenti di centro e di destra ma anche, un po’ a sorpresa, dalle associazioni che difendono i diritti dei Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans). Il coordinamento di «Palermo pride» in primo luogo, critica la mozione approvata da palazzo delle Aquile, innanzitutto nel metodo. «Non capiamo – lamenta il portavoce Luigi Carollo – perché per approvare leggi che riguardano gli omosessuali non vengano mai chiamati in causa i diretti interessanti, attraverso le associazioni e i movimenti che li rappresentano. Il portavoce del Palermo Pride, pur giudicando il voto di ieri «un segnale positivo», fa notare come l’istituzione di registri delle unioni civili altrove si siano rivelati provvedimenti «fallimentari» e fa appello alle forze politiche per un approccio più pragmatico.


MOZIONE NON SUFFICIENTE - «È paradossale – osserva - che venga creato un registro per le coppie di fatto quando manca una legislazione complessiva che tuteli gli omosessuali». Il riferimento è ad alcuni esperimenti legislativi di altre regioni d’Italia, in primo luogo quello Ligure: «abbiamo bisogno – conclude Carollo –di un'operazione legislativa complessa che tuteli gli omosessuali come individui e che riguardi l’accesso a tutti i servizi gestiti dalla regione: dall’edilizia popolare alle agevolazioni sanitarie». Posizione analoga a quella assunta dall’arcigay che, sebbene giudichi la mozione “un passo importante, non manca di sottolineare che «La semplice istituzione del registro delle unioni civili non è sufficiente, perché non cambia in alcun modo la vita quotidiana delle persone trans, lesbiche, gay e bisessuali della città».Già nei giorni scorsi d’altronde il Coordinamento «Stop Omofobia», cartello che racchiude una galassia di associazioni di cui l’arcigay fa parte, aveva espresso «forti perplessità» sul disegno di legge Apprendi-Arico’ fermo all’Ars «che – dicono - non sostiene e non aiuta in alcun modo le coppie di fatto o la vita quotidiana di lesbiche, gay, bisessuali e trans».

Daniele Tagliavia
09 novembre 2011
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/9-novembre-2011/comune-approva-registro-unioni-civili-critiche-associazioni-lgbt-1902107639342.shtml

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