mercoledì 16 novembre 2011

I legami e i rapporti di potere dei nuovi ministri


Da Passera a Ornaghi e Profumo, i legami e i rapporti di potere dei nuovi ministri.

di Alessandro Da Rold e Gabriella Colarusso

Un governo di qualità, non c'è che dire. Accademici, tecnici di fama internazionale, professionisti con curricula che faranno tremare i professori di Francoforte e relazioni consolidate da anni di lavoro ad alti livelli negli ambienti che contano: dalla grande finanza internazionale alla Cei, dall'Europa agli Stati Uniti, dalla banca Mondiale al Vaticano. Tutta un'altra aria, insomma rispetto ai personaggi del vecchio esecutivo berlusconiano che fino a pochi giorni fa monopolizzavano le pagine dei quotidinai nazionali.
Ma anche un governo nel quale gli esponenti di maggior peso, da Corrado Passera, neoministro dello sviluppo economico, a Elsa Fornero, titolare del Welfare, allo stesso Mario Monti, hanno avuto incarichi nelle più importanti banche italiane, come Intesa San Paolo e Unicredit, e internazionali, come Goldman Sachs.
DI PIETRO SOLLEVA QUESTIONE DEL CONFLITTO. E puntualmente le voci su un  possibile conflitto di interessi sono inziate a circolare. Anche se, fino a ora a sollevare apertamente la questione  tra gli esponenti politici italiani, è stato il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. «Molti ministri» ha detto Di Pietro «hanno storie personali legate a poteri forti imprenditoriali per lavori o a consulenze che, da una parte, qualificano le loro professionalità. Vogliamo però capire se lavoreranno per il bene della collettività. Per questo non li criminalizziamo, ma vogliamo vederli all'opera».
CORRADO PASSERA E LE OPERAZIONI DI INTESA. Nessuno vuole mettere in dubbio la correttezza degli esponenti del nuovo governo, ma nei palazzi romani fanno notare che Corrado Passera, il nuovo ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei trasporti, da amministratore delegato di Intesa San Paolo si è occupato di operazioni complesse che riguardavano le grandi aziende pubbliche del Paese, dalla costituzione della cordata per salvare Alitalia alla riorganizzazione di Edison fino a Parmalat.

Intesa San Paolo e il caso Alitalia

La partita più importate è stata la privatizzazione della nostra compagnia aerea di bandiera, nel 2009, con la costituzione di una cordata di imprenditori, Cai, della quale ancora oggi Intesa San Paolo è azionista di riferimento. Con quella operazione, ha spiegato a Lettera43.it l'economista Alessandro de Nicola, «per salvare Alitalia, si sono di fatto accantonate le norme antitrust».
PASSERA ARBITRO IMPARZIALE. Ma la domanda che in queste ore circola tra azionisti e politici è se e come ministro Passera riuscirà a essere arbitro imparziale nella delicata gestione di Cai, una realtà imprenditoriale che ha fatto nascere e che ha seguito da vicino negli ultimi anni. Altro nodo è quello di Edison: Intesa Sanpaolo è stata advisor di A2a, la ex muncipalizzata milanese e bresciana che ha stipulato pochi giorni fa accordi tuttora in divenire con la francese Edf, operazione che ora Passera dovrà seguire nella fase finale, ma da ministro.
LA BIIS DI INTESA SAN PAOLO SPECCHIO DEL MINISTERO. Altro punto riguarda la configurazione stessa del super ministero. La scelta di unire tre deleghe - Infrastrutture, Trasporti e Sviluppo economico – ricalca l'organizzazione della Biis, Banca Infrastrutture, Innovazione e Sviluppo che fa capo a Intesa Sanpaolo, che è tra i maggiori finanziatori delle infrastrutture italiane.
FORNERO: DALLA BANCA MONDIALE AL WELFARE. Poi c'è il caso di Elsa Fornero, il nuovo ministro del Welfare, che ha un passato e un presente (per il momento non si è ancora dimessa) di attività nel mondo bancario. La Fornero, infatti, è vice presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, dove siede l'amico Giovanni Bazoli, ed è stata per anni consulente per la Previdenza della Banca Mondiale. 

Un piede in Unicredit e tre in Vaticano

Altro ministro con un piede in banca è Francesco Profumo, rettore uscente del Politecnico di Torino, nominato dalla Gelimini presidente del Cnr il 13 agosto scorso e membro del consiglio di amministrazione di Unicredit Private Banking: fu eletto nel luglio del 2008 per rafforzare il legame della società sul territorio.
L'IMPRONTA CATTOLICA NEL GOVERNO. Che dire poi di Paola Severino, nuovo ministro di Grazia e Giustizia, sposata con  Paolo di Benedetto, membro della Consob da luglio 2003. La Severino è vice rettore della Luiss di Roma ed esperta di reati bancari.
Ma il governo Monti è soprattutto un esecutivo a forte impronta cattolica. La nomina di Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica, alla Cultura è stata benedetta dal cardinal Angelo Bagnasco. Il neoministro dei beni culturali, oltre che vicepresidente del quotidiano Avvenire, è stato membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Policnico di Milano.
Poi c'è Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, a cui è stato affidato il dicastero di Cooperazione Interna e Internazionale.
IL VETO DELLA CEI SU VERONESI. È grazie al veto della Cei sull'oncologo e convinto progressista sui temi di bioetica Umberto Veronesi, invece, se Renato Balduzzi ha ottenuto l'incarico di ministro della Salute. Balduzzi è presidente del Meic, movimento ecclesiale di impegno culturale, che esiste da 70 anni e si definisce «l'avanguardia missionaria per il mondo della cultura e delle professioni all'interno della grande famiglia dell'Azione Cattolica Italiana». Si dice che a volere Valduzzi a capo del Meic sia stata proprio la Cei. Che, a questo punto, starà festeggiando di buon grado il primo governo dell'era post-Berlusconi.
 Mercoledì, 16 Novembre 2011

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