(AGENPARL) - Roma, 27 ott - Estendere la legge Mancino – Reale ai crimini di omofobia e transofobia. E’ questa la linea tracciata dalla proposta di legge presentata oggi dal gruppo dell’Idv, in conferenza stampa, a Montecitorio.
La legge Reale del 1975 ha ratificato un importante strumento internazionale, ossia la convenzione di New York sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Si tratta di una legge completa che comprende una parte repressiva ed una preventiva. Con la prima si va punire chi propaganda idee fondate sulla superiorità razziale o etnica e chi commette reati per finalità d’odio etnico, razziale o religioso. Con quella preventiva, invece, si vietano le associazioni che hanno tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi etnico-razziali. L’Idv fa proprie queste direttive. Ll’on. Antonio Di Pietro spiega, infatti, che questa proposta di legge prevede una forma di rieducazione per chi commette reati di omofobia e transofobia. “E’ una proposta di legge che non ha un iter articolato – incalza Di Pietro – basta semplicemente fare un’aggiunta alla legge Mancino – Reale, sulla quale tra l’altro si è già intervenuti per proteggere le minoranze linguistiche. Si tratta di una legge di iniziativa parlamentare – preme il leader dell’Idv – che non necessita, quindi, di un avallo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti”. Sono tre i principali motivi che spingono Di Pietro e i suoi a presentare questo provvedimento. In primis assicurare la qualità della nostra democrazia, che deve riconoscersi per un atteggiamento di rispetto e di difesa da parte della politica verso le minoranze. In secundis, se l’Italia vuole veramente muoversi verso l’apertura e l’integrazione, la politica deve garantire l’effettiva partecipazione di tutti al progresso sociale. In ultimo, non per importanza, si rileva che “chi discrimina divide, chi divide separa e, separare, vuol dire allontanare”. Allontanare dal tessuto sociale, si legge nel testo del disegno di legge, significa generare situazioni di illegalità sempre più gravi. Tra le cause del dilagare della discriminazione sessuale, individuate dal gruppo dell’Idv, c’è la condizione politica, ossia la mancanza di una volontà politica scevra da pregiudizi e che voglia veramente legiferare sulla tutela delle persone omosessuali e trans. Anche il Pd, con l’on. Anna Paola Concia, ha fatto la sua proposta di legge contro l’omofobia e la transofobia. Ma, a sentire Federico Palomba, capogruppo dell’Idv in Commissione Giustizia, non basta aggiungere “una semplice aggravante”, com’è nelle intenzioni del Pd. “Occorre una reazione sociale adeguata alla profondità di questa incoltura” stigmatizza Palomba. Interviene, infine, Alessandro Cresci, coordinatore fiorentino dei dipietristi, che negli ultimi giorni è stato vittima di omofobia e lancia un messaggio ” Basta associare l’omosessualità alla pedofilia. E poi a chi etichetta gli omosessuali come ‘diversi’ vorrei chiedere: ‘diversi da chi e, soprattutto, perché?”.

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