uno dei ragazzi viene immobilizzato da tre poliziotti,uno dei quali gli schiaccia il viso con il ginocchio
(AGI) - Palermo, 11 ott. - Arresti non convalidati: non esistevano i presupposti per l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi. Rimessi in liberta' i tre giovani tratti in arresto sabato scorso per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e manifestazione non preavvisata nel corso dei tafferugli davanti al liceo classico Umberto I di Palermo. Si e' conclusa in questo modo, poco fa, l'udienza del processo per direttissima. La decisione e' stata presa dal giudice della prima sezione del tribunale Lorenzo Chiaramonte. Pubblico ministero Ennio Petrigni, difensore Fabio Lanfranca. Alla notizia, nei pressi dell'aula di giustizia e all'esterno e' esplosa la gioia e la soddisfazione degli oltre 500 manifestanti che si erano radunati fuori dall'edificio. Cesare, Ruggero e Francesco sono stati avolti dall'abbraccio dei familiari, degli amici e dei tanti che sentivano propria la loro causa. L'udienza era iniziata circa venti minuti dopo mezzogiorno: erano entrati in aula senza manette e i poliziotti stavano a distanza. Uno dei giovani con i capelli col toupe' e la barba, l'altro coi capelli lunghi, il terzo corti. Intanto, all'esterno circa cinquecento studenti e appartenenti a sigle di sinistra e antifasciste, in presidio nello spazio tra piazza della Memoria e il nuovo Palazzo di giustizia di Palermo, non hanno mai smesso di protestare e di chiedere la liberazione dei compagni, contestando le modalita' dell'intervento della Digos sabato scorso e scandendo slogan come "Tutti liberi, tutti liberi". A loro si sono uniti i liceali dell'Umberto giunti in corteo al termine di un'assemblea, ai quali si sono aggiunti gli studenti del Garibaldi e del Cannizzaro. Presenti anche sindacalisti e docenti che giudicano sproporzionata la risposta degli agenti a quanto accaduto due giorni fa. E un gruppo di avvocati ha annunciato la nascita di un pool di 'soccorso giudiziario' in grado di intervenire in casi del genere. Per i penalisti "e' giunto il momento che l'avvocatura faccia la sua parte in una situazione che sul versante dei diritti civili sta diventando sempre piu' insostenibile". (Fonte AGI) .
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