di Luigi Carollo
Lo
dico subito: non ho mai amato le provocazioni (lasciano il tempo che
trovano) ed amo ancor meno le polemiche con la Curia (non riconosco alla
Chiesa il ruolo di interlocutrice su temi che riguardano solo le
Istituzioni dello Stato). Motivo per cui, se il video da proiettare
sulla Cattedrale lo avessero commissionato a noi del Coordinamento
Palermo Pride, quasi certamente non avrei mai pensato di inserire
l'asterisco che è ormai simbolo del Pride stesso né tanto meno altri
riferimenti ai temi Lgbt. Però quel video non lo ha ideato il Palermo
Pride. E questo cambia tutto. Quel che è accaduto ieri dimostra che il
Pride che noi abbiamo costruito è diventato, anche al di là delle nostre
aspettative, un "messaggio" ricco e complesso. E' diventato paradigma
di inclusione, di partecipazione, di accoglienza senza barriere e,
soprattutto, celebrazione della libertà di amare e desiderare a
prescindere da Generi ed Orientamenti Sessuali. E di questo paradigma
hanno preso possesso tutti/e: associazioni, movimenti e persone anche e
soprattutto non Lgbt. Lo hanno preso e lo usano per esprimere la loro
idea di libertà, la loro idea di partecipazione. Il Palermo Pride è
diventato, in questa città, lo strumento che meglio e più velocemente di
ogni altro permette di raccontare un progetto di Città libera ed
inclusiva. Non solo perchè è la manifestazione più partecipata degli
ultimi decenni, ma anche perchè è la prima e la sola che sia stata
costruita per accogliere qualunque istanza di liberazione individuale e
collettiva. Il Palermo Pride, e quindi il suo simbolo più riconoscibile,
non appartengono più al solo Movimento e/o alla sola Comunità Lgbt: al
punto che può addirittura accadere che il Comitato organizzatore del
Pride scopra solo attraverso i giornali e i blog dell'asterisco
proiettato sulla Cattedrale. Lo ammetto, per quanto mi riguarda con
grande divertimento per giunta
Questa idea ha suscitato scandalo e siamo noi organizzatori ad essere
presi di mira? Mi dispiace, ma non per gli insulti bensì perchè chi ci
attacca commette un errore di valutazione e di ignoranza. Siamo
considerati i colpevoli di una provocazione? Mi dispiace, ma solo perchè
non si è trattato di una provocazione e chi la riduce a questo non ha
evidentemente colto il messaggio fondamentale. E cioè che dentro
l'asterisco del Palermo Pride una grande parte di questa città trova le
sue storie e le sue battaglie e le racconta senza più chiedere il
permesso nemmeno a chi il Pride lo ha ideato e lo organizza; perchè
l'asterisco è diventato un simbolo che va oltre i temi Lgbt. Anzi,
ancora meglio: perchè una grande parte di questa città ha scelto di
assumere le battaglie Lgbt come "segno" di una più complessa e più
diffusa battaglia di Libertà. Quel che è accaduto ieri alla Cattedrale
dimostra che noi organizzatori del Pride abbiamo "perso" il nostro
simbolo. E quindi abbiamo decisamente "vinto". Politicamente e
culturalmente. Quindi grazie a chi ha ideato e proiettato quel video,
grazie Palermo e, per una volta, grazie anche Santa Rosalia

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