lunedì 8 luglio 2013

Africa Subsahariana: dove l’omofobia è legge

foto Amnesty
Nell’Africa Sub Sahariana l’omofobia è legge (come in Russia). È quanto emerge dal nuovo rapporto diAmnesty International “Quando amare diventa un reato. La criminalizzazione degli atti tra persone dello stesso sesso nell’Africa subsahariana” (.pdf). Presentato il 25 giugno 2013 negli USA, il documento denuncia il pericoloso livello raggiunto dall’omofobia in alcuni paesi africani, dove gli attacchi e le persecuzioni nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) si fanno sempre più evidenti.

 In Sud Sudan, Burundi, Uganda, Liberia e Nigeria come in Kenya, Sudafrica e Camerun qualsiasi atto omosessuale subisce attualmente l'imposizione di pene severe che arrivano a contemplare persino la pena di morte.

 “Ma nessuna persona nel 2013 dovrebbe essere aggredita o uccisa perché è attratta da un’altra persona o condivide con lei una relazione intima. Questi attacchi devono essere fermati” ha dichiaratoWidney Brown di Amnesty International. “Troppe volte, le aggressioni a singole persone o gruppi sono alimentati da importanti leader politici o religiosi i quali, invece, dovrebbero usare la loro posizione per combattere la discriminazione e promuovere l’uguaglianza”.

Il rapporto di Amnesty International che esamina le disposizioni di legge vigenti in ciascun paese dell’Africa subsahariana e come esse incidano negativamente sulle persone Lgbti africane contiene numerose interviste e documenti inediti che mettono in luce la difficoltà 
di vivere quotidianamente tra discriminazione e minacce. Ne emerge che l’omosessualità, spesso descritta dai giudici come un insieme di “atti carnali innaturali” o di “azioni contro l'ordine naturale”, se escludiamo dodici Paesi africani in cui non c’è una normativa specifica che la vieti, è oggi un reato in 38 paesi dell'Africa subsahariana.

 “Negli ultimi cinque anni, Sud Sudan e Burundi hanno introdotto nuove leggi che puniscono gli atti tra persone dello stesso sesso. I parlamenti di Uganda, Liberia e Nigeria stanno esaminando leggi che prevedono l'aumento delle pene esistenti e la situazione non è migliore in Uganda, Kenya, Sudafrica e Camerun” ha spiegato Brown.



articolo di Alessandro Graziadei
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