domenica 26 giugno 2011

Il Ghana verso la depenalizzazione dell’omosessualità

di Fulvio Beltrami


Il Ghana é sempre stato attento alla promozione della cultura, della tolleranza, della giustizia sociale e dello sviluppo della popolazione, considerati come principi base del Paese fin dall’indipendenza.
Fautore del PanAfricanismo e della musica classica africana, il Paese ha recentemente ridotto la povertà dal 51,7% del 1991 al 26,5% e raggiunto l’autosufficienza alimentare grazie alle politiche economiche e sociali promosse dall’ex Presidente Agyekum Kufor, recentemente premiato negli Stati Uniti dalla Fondazione del Nobel per l’Alimentazione Mondiale assieme al ex Presidente Brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.
Pur avendo una democrazia imperfetta, il Ghana rappresenta un modello per altri Paesi Africani.
Le uniche ombre che gravano sul Paese sono l’aumento della corruzione e una distorta politica gestionale delle richezze petrolifere.
Vari leader del mondo politico e della società civile sono coscienti di questo problema e sembrano indirizzati a trovare soluzioni per arginare queste “derive antidemocratiche” come vengono definte dai Ghanesi.
Sul fronte della libertà sessuale il Ghana ha recentemente aperto un dibattito nazionale con l’obiettivo di depenalizzare l’omossessualità,  garantire il pieno rispetto dei diritti civili ai gay e combattere la discriminazione sessuale.
Il Professore F.T. SAI, ex Presidente della Commissione del Ghana sull’AIDS, esperto della salute sessuale della popolazione e promotore del dibattito nazionale sulla libertà sessuale ha, in questi giorni, lanciato un feroce attacco contro gli alti veritici della Chiesa Presbiteriana Ghanese, accusata di omofobia.
Da alcuni mesi la Chiesa Presbiteriana ha promosso una crociata contro l’omosessualità definta come un crimine contro l’umanità e chiedendo misure penali più servere rispetto a quelle già esistenti.
Il Professore SAI ha rivolto un appello alla Chiesa Presbiteriana invitandola a rivedere le sue posizioni anacronistiche sulla omosessualità.
La Costituzione garantisce ad ogni cittadino ogni libertà, compresa quella sessuale, che non sia in contrasto con il bene collettivo del Paese. Il mio punto di vista é che l’omosessualità rientra a pieno titolo nelle libertà garantite dalla Costituzione. Io non la pratico ma non la condanno. Non so se l’omosessualità abbia cause genetiche, psicologiche o se è semplicemtne una libera scelta personale. Qualunque sia la causa che spinga un cittadino Ghanese a preferire lo stesso sesso, la sua scelta va rispettata e difesa”, dichiara alla stampa nazionale il Professore SAI.
Questo illustre personaggio del mondo accademico e scientifico del Ghana sta creando una lobby traversale all’interno del Governo e dei partiti di opposizione affinché vengano abrogati dal Codice Penale gli articoli che definiscono l’omosessualità come un crimine.
Questa lobby tenta di arginare le recenti derive anticostituzionali intrapprese dal Governo sotto la pressione della Chiesa Presbiteriana. Recentemente la polizia ha aperto dei dossier investigativi su 8.000 cittadini Ghanesi sospettati di comportamenti criminali e di aumentare il contagio HIV/AIDS, solo perché sono omosessuali.
La lobby sta tentando anche di correggere la posizione di varie Associazioni per i Diritti Umani che rivendicano la legalizzazione dell’omosessualità definendola però un’anomalia.
Secondo il Professore SAI l’omosessualità non é normale o anormale, semplicemente una scelta individuale. Non si tratta di legalizzare questa scelta sessuale aprendo dibattiti simili alla legalizzazione della marjiuana in Europa, ma di garantire ad ogni cittadino il rispetto della libertà sessuale in piena conformità con la Costituzione.
A discapito della Chiesa Presbiteriana, l’opinione pubblica Ghanese sembra propensa ad ascoltare le idee del Professore SAI che, come molti Ghanesi affermano, contribuiscono al rafforzamento di una società libera e democratica.
Fulvio Beltrami
25 giugno 2011
Monrovia, Liberia

Nessun commento:

Posta un commento