domenica 19 giugno 2011

Anche l’Onu contro l’omofobia. E l’Italia?

Già definito “storico” il provvedimento che il Consiglio dei Diritti Umani ha approvato.
Il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu ha approvato in mattinata una risoluzione che già gli organi di stampa non esitano a definire “storica”, visto che si tratta dell’equiparazione a livello mondiale – d’altronde, parlano le Nazioni Unite – degli omosessuali rispetto agli eterosessuali: insomma, siamo davanti ad una vera e propria moratoria delle discriminazioni, che non è chiaro ancora quale seguito potrà avere a livello mondiale, ma che di certo risulta un passo simbolico molto importante in tutto l’occidente.
MOMENTO STORICO – Le parole sono chiare.
Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha approvato una risoluzione “storica”, che afferma la parità dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’orientamento sessuale. “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e a ciascuno di loro spettano tutti i diritti e le libertà senza distinzione di alcun tipo”, è scritto nel testo.
Di alcun tipo, come si vede, e dunque viene bocciata anche qualsiasi tipo di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Una pronuncia come abbiamo detto che rischia di essere un passo storico, e che già come un evento storico sta facendo discutere, non foss’altro perché è stata presentata e fortemente voluta dal Sudafrica.
La risoluzione, presentata dal Sudafrica, ha ottenuto 23 voti a favore, 19 contrari e 3 astensioni. Tutti gli stati africani ed arabi hanno opposto una tenace opposizione alla risoluzione.
L’approvazione di questa risoluzione rischia ora di causare un vero e proprio incidente diplomatico.
POLEMICHE – Secondo un media degli Emirati Arabi Uniti, il fatto che sia stato appunto il Sudafrica a promuovere questa risoluzione ha dato il via ad un dibattito in seno alla compagine africana dell’Onu che rischia di spaccare nel profondo il continente nero e i suoi meccanismi diplomatici. Il punto sarebbe, infatti, che il Sudafrica avrebbe scavalcato tutti gli altri paesi africani, che avevano già bocciato la proposta di risoluzione. Ma il più importante stato africano ha voluto fare di testa sua.
La Nigeria, parlando a nome del gruppo Africano, ha attaccato il Sudafrica per le sue posizioni. L’inviato nigeriano ha affermato che gli stati africani avevano intenzione di discutere la materia “fino a rintracciare il consenso nei tradizionali meccanismi nei quali discutiamo le risoluzioni. Ma non avendo noi trovato quel consenso, il Sudafrica ha deciso di portarlo avanti senza gli altri membri del gruppo africano, in altri termini, rompendo le tradizioni del gruppo. Il che mi fa pensare, perché il Sudafrica è la colonna più importante del continente”, ha detto il nigeriano, aggiungendo che oltre il 90% dei sudafricani non approverebbe la risoluzione.
Hanno allo stesso modo votato in maniera radicalmente contraria anche gli appartenenti al gruppo dei paesi islamici. Per loro parla il Pakistan.
“Siamo seriamente preoccupati da questo tentativo di introdurre nozioni che non hanno alcun fondamento legale” nel diritto internazionale.
Sull’altra parte della barricata, fra i favorevoli, gli americani.
Dal canto suo il delegato americano ha affermato che questo voto “entra nella storia della lotta per l’uguaglianza e la giustizia” nel mondo. “Si tratta di un passo importante verso il riconoscimento dei diritti dell’uomo come diritti universali”, ha sottolineato.
Secondo TmNews “la risoluzione prevede anche uno studio sulle eventuali leggi discriminatorie e sulle violenze nei confronti di individui o gruppi a causa del loro orientamento sessuale”, il che, confrontato con il DDL Concia sulla omotransfobia che è stato affossato alla Camera, fa pensare.

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