Proprio per la sua sessualità, Rudolf Brazda fu punito più volte dal sistema, con la prigione e con l’espulsione in Cecoslovacchia. Incriminato ancora per le sue relazioni gay, fu infine deportato nei campi di concentramento perché considerato “recidivo”.
Nato in Germania, da genitori di origine ceca, nel 1913, Rudof Brazda
era tra le 10.000 persone che furono internate nei campi di sterminio
nazisti a causa del loro orientamento sessuale.
Visse per tre anni nel campo di concentramento di Buchenwald, costretto
ad indossare abiti che riportavano sul bavero il “triangolo rosa”, il
distintivo che era stato imposto agli omosessuali dai nazisti. Il
nazismo considerava l’omosessualità una degenerazione sessuale, il cui espandersi poteva essere pericoloso per la purezza e la perfezione della razza ariana.
La storia e le vicende di Brazda vennero alla ribalta in occasione
della realizzazione del monumento a Berlino, nel 2008, dedicato agli omosessuali vittime dei campi di concentramento.
Rudof Brazda è stato naturalizzato francese nel 1960 e nel mese di
aprile aveva ricevuto l’onore di essere insignito Cavaliere della Legion
d’Onore. I funerali si svolgeranno la prossima settimana e, come
specificato nel suo testamento, il suo corpo sarà cremato. Le ceneri
saranno poste accanto a quelle di Edward Mayer, compagno di deportazione e di vita per ben 50 anni, e morto nel 2003. (Foto: watkinblog.splinder.com)

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