lunedì 12 settembre 2011

L’urlo dei gay iraniani: “siamo ovunque!”


Un gruppo Facebook contro la censura e la repressione
In un regime che tuttora criminalizza l’omosessualità – prevedendo per essa la pena di morte – come quello dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad, i gay e le lesbiche d’Iran sono ridotti al silenzio. E cercano di uscire da questa situazione pesante nell’unico modo che ha dimostrato di essere efficace: usando la rete, i social network. Grazie a Facebook i soggetti LGBT d’Iran si stanno organizzando per, innanzitutto, donarsi conforto reciproco.
ESSERE OMOSESSUALI IN IRAN – Il che non è poco. Il Guardian ci racconta la genesi della pagina, sempre più frequentata, che è stata intitolata con un grido, il grido degli omosessuali iraniani: “We are everywhere”. Siamo dappertutto.
Un gruppo di gay, lesbiche, bisessuali e transgender iraniani hanno postato video personali su Facebook in una campagna pensata per sottolineare le discriminazioni contro le minoranze sessuali in Iran, dove gli omosessuali sono condannati a morte. Centinaia di Iraniani dentro e fuori dal paese si sono uniti in una pagina Facebook, chiamata “siamo ovunque”, che incoraggia i membri a condividere le proprie storie personali online. Membri della campagna in Iran hanno postato messaggi audio o video che non rivelano la loro identità, mentre altri hanno scelto di parlare del loro orientamento sessuale in maniera libera.



Cosa pesa di più ai gay iraniani? Cosa è che non riescono a reggere? Cosa li schiaccia? Il silenzio, la necessità sulle loro spalle di mentire, di nascondersi; il non potersi mostrare per ciò che sono.
“Sono gay, e il mio più grande problema in Iran è che io non posso essere me stesso”, ha detto un gay iraniano, identificato come Mehdi, che ha postato un video dall’interno del paese. “Devo sempre giocare un ruolo. Devo sopprimere la mia esistenza e parte della mia identità, nascondermi nella paura della società e dei problemi che potrei dover affrontare”. Nel video, Mehdi mostra la sua faccia dal basso. “Come nel video, devo nascondere una parte di me dagli altri che mi circondano”
UNA VITA DIFFICILE – Sono inoltre molti i gay e le lesbiche da tutto il mondo che si sono uniti al gruppo e che mandano messaggi di supporto.
Buona fortuna per la vostra legittima lotta per essere riconosciuti e per essere ciò che siete senza dovervi nascondere. Amore e supporto da Tel Aviv.
E anche gli etero che mostrano supporto alla lotta degli omosessuali.
“Seguite le regole o preparatevi per l’esecuzione. Rispetto da chi non è gay”.
Secondo il Guardian, moltissimi iscritti scrivono dalla Turchia perché il confinante paese è divenuto nel corso degli anni il paese in cui gli omosessuali iraniani hanno cercato rifugio e asilo.
Molti di essi si lamentano perché pur essendo andati in Turchia per cercare rifugio, ma sono stati oggetto di atteggiamenti omofobici da parte dei cittadini locali.


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