domenica 28 luglio 2013

Giffoni, vince film su adozione gay

Al Giffoni Experience trionfa - nella categoria Generator +18 - "Any Day Now". Basato su una storia vera, la pellicola ambientata negli Anni 70 narra di una coppia di gay che si batte per adottare un ragazzo down, abbandonato dalla madre tossicodipendente. Bullismo, adozione, viaggio come evasione e speranza: sono i temi dei lungometraggi che hanno vinto, nelle varie categorie, la 43esima edizione della rassegna, aggiudicandosi il Gryphon Award.
Nella categoria Generator +16 ha vinto "La Jaula de Oro", produzione messicana-spagnola (2013) di Diego Quemada-Dìez. Il film racconta il viaggio di tre adolescenti dei quartieri poveri del Guatemala che tentano di raggiungere gli Usa. La categoria Generator +13 ha scelto "Regret!", pellicola dei Paesi Bassi (2013) dove il proprio "corpo imperfetto" diventa per un adolescente un ostacolo insormontabile per la propria felicità e motivo scatenante di un bullismo scolastico portato fino alle più drammatiche conseguenze. Il film è diretto da Dave Scharm, regista apprezzato quest'anno a Giffoni che vince anche come produttore nella categoria Elements +10 con "Mike says goodbye", Paesi Bassi (2012). Il film, diretto dalla candidata Oscar Maria Peters racconta la storia di due ragazzi olandesi che fanno i conti con la malattia e l'assenza dei genitori, ma anche con la loro amicizia.
Negli Elements +6 trionfa "The Famous Five 2", pellicola della Germania (2013) diretta da Mike Marzuk sul primo entusiasmante viaggio da soli di 5 ragazzi in campeggio. Nella categoria Elements +3 (bambini dai 3 ai 6 anni) vince il corto d'animazione "The Catch", USA (2012), storia di amicizia tra un giovane pescatore ed una volpe dalla altissima qualita' d'animazione, diretta da Scott McWhinnie e Josh Carroll, due studenti della Ringling School of Art and Design a Sarasota.
Nella sezione cortometraggi, il Gryphon Award viene assegnato a "Bobby" di Mehdi M. Barsaoui (Tunisia, 2013) per Elements+6, a "Weekend Daddy" di Johan Stahl Winthereik (Danimarca, 2013) per "Elements" +10. Sempre tra i corti ex equo nella categoria animazione Generator +18 con l'italiano "Mamma mia" di Milena Tipaldo, Francesca Marinelli (2013) e "But milk is important" di Anna Mantzaris e Eirik Grnmo Bjrnsenl (Norvegia, 2012); nella categoria corti fiction per Generator+18 vince "Penny Dreadful" di Shane Atkinson (USA, 2012), altro ex equo per la sezione corti "Masterclass" con "Father" di Ivan Bogdanov, Veljko Popovic, Moritz Mayerhofer, Asparuh Petrov, Rositsa Raleva, Dmitry Yagodin (Bulgaria/Croazia/Germania, 2012), e "The book of dead" di Alain Escalle (Francia).
Il direttore artistico Claudio Gubitosi, inoltre, sulla base dei risultati espressi dalle giurie, ha assegnato riconoscimenti ai seguenti film: (per Generator +6) "Alfie the little werewolf" (Netherlands) di Joram Luersen al quale va il Premio del Comune di Giffoni Valle Piana; (per Generator +10) "Clara and the secret of the bears" (Switzerland) di Tobias Ineichen al quale va il Premio dell'ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema); (per Generator +13) "The inevitable defeat of Mister and Pete" (USA) di George Tillman Jr. al quale va il Premio del Presidente del Senato; (per Generator +16) "Lore" (Germany/Australia/UK) diretto da Cate Shortland al quale va il Premio del Consiglio Regionale della Campania; (per Generator +18), "The girl with nine wigs" (Germany) di Marc Rothemund al quale va il Premio del Presidente della Camera dei Deputati. Infine per generator +18 Cortometraggi (fiction): "Beauty Mark" (Canada) di Mark Ratzlaff al quale va il Premio della Camera di Commercio di Salerno.

venerdì 26 luglio 2013

La mafia, i commercianti e la fruizione pubblica delle piazze



intervento di Luigi Carollo

Ciò che è accaduto stamattina a piazza San Domenico è terribile ed è un segnale di quanto molti (troppi) palermitani abbiano smarrito la comprensione di cosa significhino "cosa pubblica" e "bene comune". Anche partendo, per assurdo, dal presupposto che possa essere per qualcuno criticabile la scelta della pedonalizzazione e/o la modalità con cui si è proceduto a realizzarla: che senso ha distruggere gli arredi urbani e rivoltare una Piazza come un calzino? Questa non è una punizione inferta all'amministrazione o alla "politica", ma una punizione inferta a tutta la città usando violenza contro un bene che appartiene a TUTTE/I. Quella Piazza è vostra, è mia, è persino di coloro che l'hanno ferita e violata. In fondo questi imbecilli non sono nemmeno capaci di capire che è come se, per fare un dispetto o per protestare contro il Sindaco, avessero preso a randellate il LORO appartamento. Da quello che leggo, però, questo atto vandalico ha sortito qualcosa di positivo: ha risvegliato molti palermitani ed ha fatto loro comprendere quanto ogni singolo pezzo di Città sia un Bene che appartiene a TUTTE/I e proprio per questo va rispettato e curato secondo il principio per il quale "di tutti" non significa che chiunque può farne quel che vuole. Spero vivamente che questi stessi palermitani trovino quel filo di coerenza che lega il legittimo desiderio di non vedere una Piazza "nostra" trattata come un bene privato (il cui proprietario è persino libero di distruggerlo) e la capacità civica, prima ancora che politica, di comprendere che i luoghi della "movida notturna" appartengono anche a chi ci abita e non solo a chi va lì a divertirsi; e che i gazebo aperti dai vari locali sono realmente un bene sociale (e che produce socializzazione) solo se, oltre ad offrire un servizio alla propria clientela, non ledono la fruizione di strade a marciapiedi a tutti i loro proprietari (cioè tutte/i noi). Sarebbe un controsenso pericoloso ed anche piuttosto incivile, infatti, quello di capire che piazza San Domenico è anche nostra (e quindi commercianti e posteggiatori NON hanno disposto di un bene LORO) e al contempo non capire che la Vucciria, per fare solo un esempio, non è solo nostra (cioè di noi che andiamo lì a bere e socializzare) ma anche di chi ci abita.

per approfondire:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/palermo-commercianti-e-abusivi-distruggono-isola-pedonale-20130726_140051.shtml

http://www.balarm.it/articoli/sfregio-a-piazza-san-domenico.-sopruso-degli-incivili.asp

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/07/26/news/i_commercianti_e_posteggiatori_distruggono_l_isola_pedonale_a_piazza_san_domenico-63735203/

I diritti LGBT e la lotta alla mafia


Intervento di Articolo Tre in occasione dell'anniversario della morte 
di Rita Atria

Articolo Tre  aderisce pienamente a questa iniziativa pubblica, convinta com'è sin dalla sua fondazione nel 2006 che il movimento lgbt - soprattutto se opera nel territorio siciliano - deve lottare contro la mafia; Articolo Tre è talmente certa della necessità di questo impegno che ha inserito nel suo statuto un preciso riferimento alla lotta alla mafia. La mafia si nutre di una cultura maschilista e eterosessista, la stessa cultura che opprime le donne e tutte le persone lgbt, per questo una associazione omosessuale come Articolo Tre ha sempre inteso la sua battaglia contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere anche come una battaglia per la liberazione dall'oppressione mafiosa. Del resto ce lo dice la stessa vicenda di Rita: una donna suicida a causa della mafia. Articolo Tre è poi convinta del suo impegno nella lotta contro la mafia, per una ragione di ordine più generale: perché le battaglie per i diritti negati si tengono tutte assieme e la battaglia per diritti lgbt è, alla pari della battaglia contro la mafia, una battaglia per la legalità, una legalità non formale ma sostanziale. Articolo Tre ha infuso in questi anni una simile visione nel movimento che dal 2009 ha costruito a Palermo la manifestazione del Pride, si è appena concluso quello nazionale. Ogni anno, non a caso, all'interno del programma del pride si sono svolte iniziative che rendevano evidente la stretta relazione esistente tra i diritti lgbt da una parte, e la legalità e la lotta alla mafia dall'altra, ricordo solo- per brevità - l'incontro che si è svolto nel 2011 tra Articolo Tre e i ragazzi toscani venuti a partecipare ai campi di lavoro organizzati a Corleone nei terreni confiscati alla mafia dalla cooperativa Lavoro e non solo. Ritengo che la grandissima partecipazione al pride di tante siciliane e tanti siciliani, che sentono loro questo evento, a prescindere dall'orientamento sessuale, sia dovuta al fatto che hanno capito che la battaglia per i diritti delle persone lgbt è una battaglia che comprende dentro di sé tutte le battaglie, non ultima quella per la legalità e contro la mafia. 

Carlo Verri - Articolo Tre

Anniversario della morte di Rita Atria

Si rinnova il 26 luglio la memoria di Rita Atria. A ricordare la testimone di giustizia, a ventun’anni dalla morte, sarà l’associazione antimafie a lei intitolata. Prima tappa, il cimitero comunale, per l’omaggio nel luogo di sepoltura: un momento denso di significato, dopo la fresca deposizione della lapide in ricordo di Rita su una tomba per oltre un ventennio rimasta senza nome né volto. A seguire, in piazza Falcone e Borsellino, una serie di interventi che vedranno alternarsi sul palco alcune tra le piùprestigiose firme e tra le più incisive voci dell’antimafia, da Antonio Mazzeo a Riccardo Orioles, da Salvo Vitale a Pino Maniaci, da Rino Giacalone a Sebastiano Gulisano da Graziella Proto a Michela Buscemi: testimoni di memoria e impegno fattivo nella lotta a ogni forma di ingiustizia.


Venerdì 26 luglio 2013


Ore 17.00 Cimitero comunale - RICORDO CONDIVISO: Un fiore per Rita

Ore 20.00 Piazza Falcone e Borsellino - Presentazione “PASSAGGIO DI TESTIMONE” storie di giornalisti scomodi tratte dal libro ononimo Navarra Editore

Ore 21.30 Piazza Falcone e Borsellino - IMPEGNO IN MUSICA a cura di gruppi musicali

Interventi attivisti NO MUOS, NO TRIV, NO PONTE ed esponenti dell'associazione Articolo 3 per i diritti LGBT


https://www.facebook.com/events/626236927394025/?fref=ts

giovedì 25 luglio 2013

Crocetta fa marcia indietro sul Muos

Il governatore annulla la revoca alle autorizzazioni.



Rosario Crocetta, governatore della Regione Siciliana.
Rosario Crocetta

Nuova piroetta della Regione Siciliana sul Muos, il sistema satellitare Usa a Niscemi.
Il governatore Rosario Crocetta ha infatti deciso di annullare i provvedimenti con i quali la Regione aveva revocato le autorizzazioni già rilasciate per la costruzione della super antenna.
LA DENUNCIA DEI 5 STELLE. A denunciarlo è stato il gruppo del M5s all'Ars.
«Tale scellerata decisione interviene successivamente al rilascio del parere del Istituto superiore di sanità», si legge nella nota, «e sull'erroneo assunto che non siano più sussistenti i presupposti per l'applicazione del principio di precauzione».
«DECISIONE IN CONTRASTO COL TAR». Una decisione, quella di Crocetta, che secondo i deputati regionali pentastellati «si pone in netto contrasto con quanto statuito recentemente dal Tar che, proprio in virtù del principio di precauzione, aveva bocciato la richiesta di sospensiva, avanzata dal ministero della Difesa, dei provvedimenti revocati unilateralmente dalla Regione Siciliana».
SEL: «CROCETTA SVENDE LA SICILIA». Dura anche la reazione di Sel. «La decisione del governatore Crocetta di revocare lo stop alle autorizzazioni per l'installazione del Muos all'interno della stazione di Niscemi è incomprensibile», ha attaccato il vendoliano Erasmo Palazzotto, «e rappresenta un grave tradimento ai danni della Sicilia e dei siciliani e un regalo a quanti vogliono trasformare la nostra Isola in una portaerei protesa nel Mediterraneo».
Crocetta, ha fatto notare Palazzotto, «ha in questi mesi ribadito più volte la sua contrarietà al Muos e adesso si piega al diktat del governo centrale senza battere ciglio. Così facendo sta svendendo la Sicilia e dimostra come in campagna elettorale spesso si fanno promesse che servono solo a raccattare qualche voto in più».

Giovedì, 25 Luglio 2013 

Fonte:http://www.lettera43.it

martedì 23 luglio 2013

Omofobia, ok commissione giustizia: ddl alla Camera

Corteo STOPOMOFOBIA, 18 settembre 2009, Palermo
ROMA – Omofobia, la commissione giustizia della Camera ha approvato, con i voti di Pd, Pdl e Sel, il disegno di legge che introduce il reato di omofobia e transfobia. M5S e Scelta Civica si sono astenuti e la Lega ha votato contro. Da venerdì 26 luglio il testo sarà in aula.
Il disegno di legge porta la firma dei deputati Pd Ivan Scalfarotto e Pdl Antonio Leone. La commissione ha deciso di rinviare l’esame degli emendamenti direttamente all’aula così da incardinare il provvedimento prima della pausa estiva.
Ma lo scontro sugli emendamenti è solo rinviato. Non solo, infatti, i cattolici del Pdl sono pronti all’ostruzionismo in Aula con una pioggia di proposte di modifica, ma lo stesso Pd (con il sostegno di Sel e M5S) chiederà di inserire nella legge l’aggravante di omofobia sulla quale non si è trovata una mediazione con il Pdl.
In commissione, in una seduta notturna che si è conclusa poco dopo le 23 di lunedì 22 luglio, i relatori Scalfarotto e Leone, ma anche il governo, hanno chiesto ai gruppi di ritirare tutti gli emendamenti. Una richiesta cui Lega e M5S non hanno aderito. Ma le loro proposte di modifica sono state respinte. E’ stato accolto solo l’emendamento dei relatori che introduce l’omofobia nella legge Mancino, con il sì di Pd, Pdl e Sel, il no di Lega e di Alessandro Pagano (Pdl) e l’astensione di Sc e M5S.
I nodi aperti restano due: l’aggravante di omofobia, sostenuta dalla ‘maggioranza variabile’ Pd-Sel-M5S, e la richiesta dei cattolici (con diverse sfumature tra Pd, Pdl e Sc) di una norma di garanzia che tuteli l’espressione del dissenso e della libertà di opinione in ambito teologico o didattico. Su questi punti lo scontro è spostato in Aula. Dove i cattolici del Pdl, fortemente contrari alla legge, già annunciano che ripresenteranno la valanga di emendamenti non esaminata in commissione. Tutte circostanze che mettono in forte dubbio l’approvazione del testo entro l’estate. “Questo testo è il minimo che si potesse fare, ma contiene una grandissima novità, perché introduce i concetti di omofobia e transfobia nella legge italiana”, commenta Scalfarotto.

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/

lunedì 22 luglio 2013

COMUNE DI PALERMO – CONSULTA DELLE CULTURE


COMUNE DI PALERMO – CONSULTA DELLE CULTURE

COMUNICATO STAMPA

Si è svolta oggi a Palazzo delle Aquile la conferenza stampa di presentazione delle proclamazione dei comizi elettorali per eleggere i rappresentanti nella 'Consulta delle Culture', l’Istituzione cittadina per la partecipazione politica dei cittadini stranieri, extracomunitari, comunitari ed apolidi, che si terranno, per la prima volta a Palermo, il prossimo 20 ottobre dalle ore 8.00 alle ore 20.00

La Consulta è l’organo rappresentativo di tutti coloro i quali hanno una nazionalità diversa da quella italiana o che hanno acquisito la cittadinanza italiana ed è un organo consultivo e propositivo per le scelte di governo dell’amministrazione. Il Regolamento per l’istituzione della “Consulta” è stato approvato lo scorso 15 maggio dal Consiglio Comunale.

'Il 20 ottobre nascerà di fatto la quarta istituzione della città accanto alla Giunta, al Consiglio Comunale e ai Consigli di
Circoscrizione – hanno affermato il Sindaco e l’Assessore Giusto Catania - e sarà una grande festa per Palermo: le elezioni segneranno una tappa fondamentale per promuovere il protagonismo e la partecipazione di tutti i cittadini, indipendentemente dalla propria nazionalità, alla vita della città.'

Può candidarsi ogni cittadino straniero, comunitario, extracomunitario o apolide maggiorenne risiedente a Palermo e regolarmente soggiornante usando  gli appositi moduli (scaricabili dal sito www.comune.palermo.it o presso le sedi delle 8 circoscrizioni o nei locali dell’ufficio elettorale del comune e dell’assessorato alla partecipazione) che devono essere sottoscritti da almeno 50 firme autenticate di cittadini aventi diritto al voto. Le candidature devono essere presentate all’ufficio elettorale del comune dalle ore 8.00 del 20 settembre 2013 alle ore 12.00 del 26 settembre 2013. 

Hanno diritto al voto (secondo le iscrizioni anagrafiche al 31/05/2013) 18.348 cittadini (9.357 femmine e 8.991 maschi). Ogni cittadino straniero, comunitario, extracomunitario o apolide risiedente a Palermo, compiuti i 18 anni e regolarmente soggiornante per esprimere il proprio voto deve andare domenica 20 ottobre dalle ore 8.00 alle ore 20.00 nel seggio costituito nella circoscrizione di residenza:

I circoscrizione:      scuola Valverde (via Valverde,1) scuola Madre Teresa di Calcutta (via Maqueda, 53)
II circoscrizione:      scuola Amari (via G. F. Ingrassia, 33)
III circoscrizione:    scuola F. P. Perez (piazza F. P. Perez, 1)
IV circoscrizione:      scuola Montegrappa (via Gustavo Roccella, 37)
V circoscrizione:      scuola De Amicis (via Nazario Sauro, 11)
VI circoscrizione:      scuola Collodi (via Briuccia, 89)
VII circoscrizione:    scuola S. Domenico Savio (viale della Resurrezione, 1)
VIII circoscrizione:    scuola Archimede (piazza Castelnuovo, 40) scuola Marconi (via Antonino Di Giorgio, 4)

Lo scrutinio avviene alla chiusura dei seggi e il Sindaco entro 10 giorni dalle elezioni pubblica i risultati all’albo pretorio e sul sito del comune e lo notifica agli eletti.

Ad essere eletti saranno 21 membri ciascuno in rappresentanza di tutti i cittadini immigrati.
Si può votare un candidato anche non appartenente alla propria area geografica di appartenenza.
Al fine di garantire la rappresentatività, la ripartizione dei posti a rappresentante in Consulta viene definita per aree geografiche e nazionalità (in proporzione alle presenze sul territorio secondo i dati elaborati dall’ufficio statistica del comune sui residenti al 31/12/2011). Al fine di agevolare la rappresentanza di genere nelle aree geografiche per le quali sono previsti più di un componente,
saranno proclamati eletti il primo uomo e la prima donna di diversa nazionalità che hanno avuti più voti.

“La consulta delle culture – ha detto l’Assessore Catania -  sancisce un principio fondamentale che a Palermo tutti parteciperanno alla vita politica in quanto i residenti della città. Per noi, non esistono immigrati o stranieri, ma palermitani portatori di culture altre”.

“Questo è un nuovo importante passo avanti per Palermo, - ha detto il Sindaco Orlando - città dell’accoglienza e del diritto ad essere diversi ma uguali. Le elezioni dei rappresentanti della Consulta delle Culture coniugherà il bisogno dei palermitani a interagire con le altre comunità con la voglia di una comune partecipazione della vita politica della città. A fine agosto partirà una campagna informativa in quattro lingue: italiano, inglese, francese, cinese e arabo e invierò una lettera a tutti gli aventi diritto al voto indicando il seggio votazione”

AREE GEOGRAFICHE E COMPONENTI PER OGNI AREA:

Asia Centro Meridionale (7 componenti): Sri Lanka (ex Ceylon);Bangladesh; India; Pakistan; Afghanistan; Bhutan; Nepal; Kazakistan.

Asia Orientale e Asia Occidentale (2 componenti): Filippine; Repubblica Popolare Cinese; Giappone; Myanmar (ex Birmania); Vietnam; Thailandia; Indonesia; Repubblica della Corea (Corea del sud); Repubblica Popolare Democratica della Corea (Corea del nord); Malaysia; Singapore. - Repubblica Islamica dell’Iran; Georgia; Giordania; Iraq; Libano; Israele; Siria; Territori dell’Autonomia Palestinese.

Africa Settentrionale (3 componenti): Tunisia; Marocco; Sudan; Algeria; Egitto; Libia.

Africa Occidentale (2 componenti): Ghana; Costa d’Avorio; Nigeria; Capo Verde; Liberia; Senegal; Togo; Benin (ex Dahomey); Guinea; Burkina Faso; Sierra Leone; Mauritania; Mali; Gambia; Niger; Guinea Bissau.

Africa Orientale e Africa Centro Meridionale (1 componente): Mauritius; Eritrea; Etiopia; Somalia; Madagascar; Seychelles; Tanzania; Kenya; Zimbabwe (ex Rhodesia); Zambia; Mozanbico; Ruanda - Repubblica Democratica del Congo (ex Sudafrica); Camerun; Guinea Equatoriale; Gabon; Angola; Repubblica del Congo.

Paesi membri del Consiglio d’Europa (5 componenti): Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Repubblica Ceca, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria, ivi  inclusa: Bielorussia (che è stata sospesa dal C.d.E. nel 1997)

Americhe ed Oceania (1 componente): Stati Uniti d’America; Canada. – Ecuador; Perù; Brasile; Colombia; Cuba; Messico; Argentina; Repubblica Dominicana; Venezuela; Cile; Honduras; Uruguay; Guatemala; Bolivia; Panama; Paraguay; El Salvador; Haiti. – Australia.

DATI STATISTICI AL 31/12/2012
(I dati su cui si basano le determinazioni degli eletti sono al 31/12/2011)

cittadini residenti a Palermo per aree geografiche:

Asia Centro Meridionale 10247
Asia Orientale e Asia Occidentale 3116
Africa Settentrionale 3593 (la variazione del +1,4%: nel 31/12/2011 erano 3552)
Africa Occidentale 3728 (questo dato ha subito una forte variazione
rispetto al 2011 +16,2% al 31/12/2011 erano 3066)
Africa Orientale e Africa Centro Meridionale  1875
Paesi membri del Consiglio d'Europa  6171
Americhe ed Oceania  965
Apolidi 1

Cittadini residenti a Palermo per cittadinanza (prime 10 comunità):

Sri Lanka 5082
Bangladesh 4857
Romania 3224
Ghana 2327
Tunisia 1819
Filippine 1681
Marocco 1529
Mauritius 1408
Repubblica Popolare Cinese 1196
Costa d'Avorio 543

info: Piazza Giulio Cesare, 52 tel. 091/7403794 – 3730 mail:
consultadelleculture@comune.palermo.it


sito: www.comune.palermo.it

domenica 21 luglio 2013

PDL: C’è la crisi, niente leggi su gay ed eutanasia in Italia

QUANDO FINIRA' QUESTO GOVERNO MONOCOLORE PDL?

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La geniale richiesta di quattro parlamentari PdL: Lupi, Carfagna, Gelmini e Sacconi

Maria Stella Gelmini
Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi del Pdl propongono una moratoria legislativa sui temi etici: “Nel momento in cui l’ Italia affronta una straordinaria depressione civile, economica e sociale combinata con una persistente fragilità  politico-istituzionale, appare necessario evitare l’introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà  educativa”. L’iniziativa e’ stata proposta a conclusione della Summer School di formazione politica “Sorrento 2013″ organizzata dalla fondazione Costruiamo il Futuro, interpretando il pensiero degli oltre 400 giovani partecipanti e dei numerosi parlamentari presenti.
I QUATTRO PARLAMENTARI – I quattro parlamentari spiegano che “le iniziative legislative che ipotizzano una definizione di genere disancorata dal dato biologico, un reato anche per opinioni generali connesse al diritto naturale, diritti di coppia in contrasto con l’unicita’ del matrimonio, dividono la nazione. Per questa ragione proponiamo la moratoria legislativa su tutti i temi eticamente sensibili – e, come tali, divisivi – utilizzando questa legislatura per un approfondimento sereno su di essi alla ricerca di soluzioni largamente condivise che consolidino la base etica unitaria del nostro popolo. La stessa stabilità  politica ne trarrà  vantaggio perché il formarsi di maggioranze variabili su principi fondamentali mette a rischio quella coesione che costituisce presupposto per le rilevanti decisioni che dovranno essere assunte in relazione alla grande crisi dell’economia e del lavoro”. (AGI)

venerdì 19 luglio 2013

Cuba: Partito comunista lancia crociata contro omofobia

Negli ultimi anni l'Avana è impegnata 

su questo fronte di lotta

L'Avana, 19 lug. (TMNews) - Da oggi la lotta all'omofobia figura nello statuto del Partito comunista cubano, una svolta storica per il partito che un tempo puniva i gay spedendoli nei campi di lavoro. 
Lo ha annunciato Francisco Rodriguez, blogger e membro dichiaratamente Omosessuale del partito, precisando che è stato ufficializzato un Emendamento approvato inizialmente dal congresso nazionale del partito del gennaio 2012.
Rodriguez ha spiegato che l'emendamento in questione è stato pubblicato in un documento che ora circola fra gli 800,000 membri del partito. Esso invita a "contrastare in maniera risoluta i pregiudizi e i comportamenti discriminatori nei confronti del colore della pelle, del genere, della religione, Dell'orientamento sessuale e del territorio di origine".

Cuba già dagli ultimi anni ha cambiato atteggiamento verso l'omosessualità, grazie in parte agli sforzi della figlia del Presidente Raul Castro, Mariela Castro, che guida un centro di educazione sessuale nazionale. Dopo la Rivoluzione cubana del 1959, l'omosessualità era fuori legge e i gay venivano inviati in campi di lavoro. Oggi invece il sistema sanitario nazionale pratica l'operazione per cambiare sesso e tutti i lavori sono aperti ai gay ma una resistenza alla omosessualità persiste nella società. (con fonte Afp)

AltroQuando ha un sogno...


Noi di AltroQuando abbiamo un sogno...

che tutto il lavoro svolto in oltre vent'anni di attività non si disperda, ma venga piuttosto ricordato e diventi fonte di ispirazione per andare avanti. A dispetto dei tempi che mutano e della città che cambia volto.
  
Noi abbiamo un sogno...

che dopo la chiusura della bottega, AltroQuando rinasca, magari sotto forma di un'associazione culturale che prosegua, idealmente, il cammino già intrapreso. Magari con il sostegno di quanti lo hanno amato e sono cresciuti tra le sue mura. Che l'eredità sia raccolta da chi possiede ancora forze e passione, in modo che le istanze principali che hanno fatto battere il cuore di questa attività sopravvivano.


Noi abbiamo un sogno...

la fondazione di una biblioteca del fumetto che sappia passare sopra a mode e meccanismi commerciali, e possa spaziare tra i generi come in tanti anni ha fatto la nostra libreria, senza fossilizzarsi, ma tenendo desta l'attenzione su ciò che è nuovo, sperimentale, controtendenza, a volte economicamente debole, ma culturalmente forte e degno di supporto.

Abbiamo un sogno...

che le mostre bizzarre, imprevedibili, che hanno donato visibilità ad artisti esordienti, possano continuare, spigolando in quell'humus culturale antagonista che di solito non trova spazio nei canali ufficiali. Che le produzioni alternative, di fumetti e riviste di controcultura, possano ripartire, sia in cartaceo che in formato digitale, come forma di resistenza a un mercato omologante che tutto soffoca e appiattisce, sostenendo nuovi talenti che hanno cose da dire e forse sono ancora in cerca di un posto da poter chiamare casa. Che si continui a promuovere etichette musicali fuori dal coro, piccoli grandi libri, piccole grandi performance, piccole grandi idee.


Abbiamo un sogno...

che la divulgazione della cultura LGBT e l'accoglienza relativa a questo tema sociale possa proseguire più agguerrito che mai. Sempre contro ogni forma di omologazione, sempre caratterizzata da una vena creativa e dall'attenzione offerta alle realtà meno ascoltate anche all'interno dello stesso mondo omosessuale. Che si continuino a osservare e a promuovere le arti gay e si mantenga la militanza politica nel movimento.



Noi di AltroQuando abbiamo un sogno...

che questo messaggio, affidato alla corrente, possa fungere da spunto per nuove voci, nuove proposte, e che la linea di allegra follia, di imprevedibilità, con tutto il suo carico di iniziative eterogenee non si spenga mai, ma che continui ad ardere... sebbene in un altro quando.

E non ce ne voglia il reverendo King per l'audace citazione.




mercoledì 17 luglio 2013

Petizione / Senato della Repubblica: dimissioni di Roberto Calderoli da vicepresidente del Senato


Senato della Repubblica: dimissioni di Roberto Calderoli da vicepresidente del Senato


A:
Pietro Grasso, Presidente del Senato della Repubblica italiana
Chiedo le dimissioni del senatore Roberto Calderoli da vicepresidente del Senato in seguito alle dichiarazioni razziste (http://www.corriere.it/politica/13_luglio_14/calderoli-stop-clandestini_25a417fe-ec09-11e2-8187-31118fc65ff2.shtml).
Le posizioni razziste che Roberto Calderoli ha espresso sul ministro Cécile Kyenge sono incompatibili con la carica di vicepresidente del Senato della Repubblica italiana.
Cordiali saluti,
[Il tuo nome] 

clicca sul link qui sotto per firmare la petizione


martedì 16 luglio 2013

Nozze gay: legge piu' vicina anche in Gran Bretagna

La Camera dei Lord
(AGI) - Londra - Nozze gay piu' vicine anche in Gran Bretagna.
 La Camera dei Lord ha rigettato l'emendamento che intendeva bloccare la legge che regola i matrimoni tra coppie omosessuali, con 390 voti a favore del provvedimento di legge e 148 contrari. La legge, che verra' applicata, una volta approvata, in Inghilterra e in Galles, appare dunque piu' vicina.

IL FESTINO ED IL LOGO DEL "PALERMO PRIDE" SULLA CATTEDRALE

di Luigi Carollo


Lo dico subito: non ho mai amato le provocazioni (lasciano il tempo che trovano) ed amo ancor meno le polemiche con la Curia (non riconosco alla Chiesa il ruolo di interlocutrice su temi che riguardano solo le Istituzioni dello Stato). Motivo per cui, se il video da proiettare sulla Cattedrale lo avessero commissionato a noi del Coordinamento Palermo Pride, quasi certamente non avrei mai pensato di inserire l'asterisco che è ormai simbolo del Pride stesso né tanto meno altri riferimenti ai temi Lgbt. Però quel video non lo ha ideato il Palermo Pride. E questo cambia tutto. Quel che è accaduto ieri dimostra che il Pride che noi abbiamo costruito è diventato, anche al di là delle nostre aspettative, un "messaggio" ricco e complesso. E' diventato paradigma di inclusione, di partecipazione, di accoglienza senza barriere e, soprattutto, celebrazione della libertà di amare e desiderare a prescindere da Generi ed Orientamenti Sessuali. E di questo paradigma hanno preso possesso tutti/e: associazioni, movimenti e persone anche e soprattutto non Lgbt. Lo hanno preso e lo usano per esprimere la loro idea di libertà, la loro idea di partecipazione. Il Palermo Pride è diventato, in questa città, lo strumento che meglio e più velocemente di ogni altro permette di raccontare un progetto di Città libera ed inclusiva. Non solo perchè è la manifestazione più partecipata degli ultimi decenni, ma anche perchè è la prima e la sola che sia stata costruita per accogliere qualunque istanza di liberazione individuale e collettiva. Il Palermo Pride, e quindi il suo simbolo più riconoscibile, non appartengono più al solo Movimento e/o alla sola Comunità Lgbt: al punto che può addirittura accadere che il Comitato organizzatore del Pride scopra solo attraverso i giornali e i blog dell'asterisco proiettato sulla Cattedrale. Lo ammetto, per quanto mi riguarda con grande divertimento per giunta Questa idea ha suscitato scandalo e siamo noi organizzatori ad essere presi di mira? Mi dispiace, ma non per gli insulti bensì perchè chi ci attacca commette un errore di valutazione e di ignoranza. Siamo considerati i colpevoli di una provocazione? Mi dispiace, ma solo perchè non si è trattato di una provocazione e chi la riduce a questo non ha evidentemente colto il messaggio fondamentale. E cioè che dentro l'asterisco del Palermo Pride una grande parte di questa città trova le sue storie e le sue battaglie e le racconta senza più chiedere il permesso nemmeno a chi il Pride lo ha ideato e lo organizza; perchè l'asterisco è diventato un simbolo che va oltre i temi Lgbt. Anzi, ancora meglio: perchè una grande parte di questa città ha scelto di assumere le battaglie Lgbt come "segno" di una più complessa e più diffusa battaglia di Libertà. Quel che è accaduto ieri alla Cattedrale dimostra che noi organizzatori del Pride abbiamo "perso" il nostro simbolo. E quindi abbiamo decisamente "vinto". Politicamente e culturalmente. Quindi grazie a chi ha ideato e proiettato quel video, grazie Palermo e, per una volta, grazie anche Santa Rosalia

Lettera aperta di Pippo Russo a don Fabrizio Moscato sul logo del Palermo Pride proiettato sulla facciata della cattedrale

Ci permettiamo di pubblicare qui la lettera aperta che Pippo Russo ha scritto a don Fabrizio Moscato sulla vicenda della proiezione del logo del Pride sulla facciata della cattedrale di Palermo.
Lettera aperta a don Fabrizio Moscato.
Il non rivestire, al momento, alcuna carica pubblica mi permette di esprimere in piena libertà la mia opinione personale che non può coinvolgere, pertanto, nessun altro che me. Io non so di chi sia stata l'idea di proiettare quelle immagini "incriminate", simboli dei Pride, sulla facciata della Cattedrale, e non m'interessa. Forse si poteva evitare? Forse si, forse no. Sono state quelle immagini, per usare sue espressioni, "un insulto alla nobiltà della fede"? "una sudicia provocazione"? "una vergogna, un toccare il fondo"? "una strumentalizzazione dei bambini"? "l'imposizione di una minoranza che ha uno sguardo falso e deviato"? A me, piuttosto, mi hanno amareggiato queste sue frasi, caro don Fabrizio, frasi dure, impietose, di chi si mette dall'altra parte, dalla parte degli uomini della Legge e guarda il pubblicano, considerato tale secondo il suo giudizio, sottecchi, rasentando il rifiuto probabilmente senza rendersene conto. Chissà come avrebbe ragionato se lei fosse stato un omosessuale. E se, per tale condizione, fosse stato insultato, massacrato di botte, marchiato a vita, espulso dalla famiglia, dalle amicizie, dal lavoro, come sovente accade, basta leggere i giornali. Lei, ovviamente, ha tutto il diritto di espimere il suo pensiero negativo sull'accaduto, ma lei, caro don Fabrizio, ha tutto il dovere di espimere la sua opinione con amore, con rispetto, perchè gli omosessuali sono persone, donne e uomini uguali alle donne e agli uomini eterosessuali, con pregi e difetti, con aspirazioni e sentimenti, con paure e speranze, con il diritto a non essere discriminati per la loro condizione sessuale (ricorda l'art. 3 della Costituzione italiana?). E avrebbe dovuto farlo non perchè lei è un Sacerdote, caro don Fabrizio, ma perchè è un cristiano, un seguace di quel Cristo che s'è fatto uomo per caricarsi la sofferenza del mondo e dell'uomo, anche degli omosessuali, don Fabrizio, che troppo spesso, per una visione farisaica della fede e della religione, hanno sofferto e soffrono più degli altri perchè internati, perseguitati, derisi, picchiati, emarginati, uccisi. Le parole contano don Fabrizio, contano eccome, sono come pietre. Abbiamo bisogno di vescovi, di preti e di religiosi e religiose che senza rinunciare a nulla della dottrina cattolica parlino, però, il linguaggio dell'amore, della comprensione, della solidarietà, dell'abbraccio fraterno, il linguaggio del "siamo tutti figli di Dio", di un Dio che è Padre e Madre. Caro don Fabrizio, le ricordo, da cattolico quale sono con innumerevoli mancanze, che un insulto alla nobiltà della fede, una sudicia provocazione, non sono delle immagini proiettate su un sacro muro ma la complicità che per secoli alti prelati, preti e monaci hanno offerto a mafiosi, fin dentro i loro covi, e ad amici altolocati dei mafiosi, a politicanti, evasori fiscali, furbetti del quartierino, puttanieri ed affaristi, magari frequentatori del Vaticano, di sedicenti movimenti ecclesiali, di chiese e di messe domenicali e al contempo spavaldi rapinatori di beni e soldi della collettività per arricchimento personale, ladri di futuro, violentatori di valori, pervertitori delle giovani generazioni. Ecco, mi perdoni don Fabrizio, sono tali tristi figuri che mi sanno di sudicio.
Cordialmente.
Pippo Russo
https://www.facebook.com/pippo.russo.986/posts/587370551302544

lunedì 15 luglio 2013

Il Pride e la città di Palermo


In merito alla veloce proiezione del logo del Palermo Pride LGBTQI sulla facciata della Cattedrale, durante lo svolgimento del festino, ARTICOLO TRE non comprende le polemiche - che considera pretestuose - e ritiene con soddisfazione che il piccolo fatto sia la prova provata che il Pride in questa città, grazie al lavoro svolto dal 2009 sino ad oggi, è stato vissuto da ogni singolo cittadino e da ogni singola cittadina come il Pride di Palermo, a prescindere dalle differenti idee politiche e convinzioni personali di ognuno e ognuna.

domenica 14 luglio 2013

Il mio AltroQuando

Nota di Maurizio Clausi su FB- 13 luglio 2013 alle ore 17.02
AltroQuando chiuderà presto, ormai lo sappiamo tutti. AltroQuando non è stato solo un negozio di fumetti, è stata una fucina di idee e proposte che hanno coinvolto la comunità fumettistica di Palermo, un luogo in cui vivere, divertirsi, riflettere, parlare di fumetti, di diversità e di politica. In questo luogo sono nate amicizie, inimicizie, si sono consolidati amori (Fabio e Daniela ne hanno fatto anche un set per il servizio fotografico del loro matrimonio) si è stati bene e ci si è anche incazzati.
AltroQuando è stata la prima fumetteria di Palermo, in un’epoca, gli anni ’90, in cui nemmeno si sapeva cosa fosse una fumetteria. Quando nacque AltroQuando io c’ero. Anzi c’ero prima che l’idea di AltroQuando si formasse compiutamente. Ai tempi dell’Università, Facoltà di Architettura poco distante, in via Maqueda, ero già un appassionato di fumetti. Una passione cieca, coltivata in solitudine perché l’era di Internet e dei social network era di là da venire. E così c’ero io che compravo fumetti pur non avendo un posto in cui comprarli. Non c’era un luogo preferito ed esclusivo, c’era la città che scandagliavo con la mia bicicletta in cerca di quella copia dell’Uomo Ragno che fosse intonsa, perfetta, che non fosse stata mutilata dalle stringhe che la teneva prigioniera dei chioschi delle edicole. A quei tempi, più di adesso, i fumetti erano mal tollerati e gli edicolanti li relegavano nei posti peggiori, in verticale, stretti dai legacci.
Non potevo acquistare i fumetti in quelle condizioni per cui andavo a caccia di edicole che proponessero un trattamento migliore. Fra le edicole che conferivano un minimo di dignità al fumetto c’era l’edicola/libreria Mercurio, in via Marchese di Roccaforte, in cui i fumetti, o giornaletti come si chiamavano allora, facevano bella mostra di sé impilati gli uni sugli altri senza cinghie di contenimento. E se quel numero non c’era si andava all’edicola di fronte al porto, dagli ampi spazi o poi, in tempi più recenti, a quella di Piazza Ottavio Zino ormai chiusa. Ecco, mentre percorrevo l’intera città alla ricerca del fumetto perfetto, mi iscrissi all’Università e come di consueto cominciai a guardarmi in giro per individuare le edicole che facessero al caso mio. Una di questa si trovava fra Corso Vittorio Emanuele e via Alessandro Paternostro gestita da un anziano signore che cominciai a conoscere e che, dopo un po’, iniziò a tenermi da parte le copie migliori dei fumetti che acquistavo regolarmente. Il tempo a disposizione era parecchio, perché gli orari della Facoltà di Architettura erano cesellati in funzione dei comodi dei professori, per cui si creavano delle ore di buco nella giornata che ti costringevano a passare molto tempo fuori casa. Compravo i fumetti, lì, dicevo, in un’edicola che non chiudeva per il pranzo ma il cui gestore se lo faceva portare dalla famiglia in orribili contenitori di plastica, e consumava là i suoi pasti, un po’ nascosto, ma non troppo.
Un giorno il gestore dell’edicola mi disse che avrebbe ceduto l’attività e io ci rimasi un po’ male perché ormai lui mi conosceva e anche se non era un appassionato di fumetti ormai aveva imparato a comprendere, anche se non a capire completamente, le mie esigenze. E alla fine mi presentò il famoso compratore, quel Salvatore Rizzuto che avrebbe dato vita all’AltroQuando che abbiamo imparato ad amare e conoscere.
Salvatore aveva grandi idee. Da appassionato di fumetti, lui sì, voleva farne una fumetteria, servirsi da un distributore di fumetti e mettere su un’attività in cui fosse compreso il servizio arretrati, una vera chimera per la città. Nacque l’idea del negozio, non più semplice rivendita di giornali, e Salvatore cominciò a cercare un nome. Fra la ridda di ipotesi quella che si avvicinò di più a essere concretizzata fu “Altrove” e io rintuzzai con “AltroQuando”. La nascita dell’idea del nome AltroQuando si perde nella memoria quasi come le vere origini dell’Uomo Ragno in cui ognuno dei protagonisti dà la propria versione. Salvatore ha scritto che l’idea fu mia, ma io ho un vago ricordo che mi fu suggerita da qualcuno, forse Alessandro Borroni o forse Benedetto Inzerillo, persone che frequentavo abitualmente allora e con cui adesso ci siamo persi un po’ di vista. In ogni caso il nome venne accettato e AltroQuando fu. Adesso serviva un logo e io ne proposi uno che impiegai anche nella composizione di un’illustrazione che un giorno sarebbe diventata una cartolina che sarebbe stata esposta in una delle innumerevoli mostre organizzate in negozio.

Il mio logo fu scartato a favore di quello che fin dai primordi ha contraddistinto AltroQuando durante tutta la sua ultraventennale attività.
Erano giornate di grande fermento, l’edicola venne ristrutturata, cominciò ad arrivare il mobilio nuovo e arrivarono le prime spedizioni fatte di novità ma anche di arretrati delle serie periodiche che venivano continuamente rimpinguate. E si cominciarono a ordinare anche fumetti in lingua inglese e io e Benedetto fummo promossi consulenti sul campo per la gestione di questo settore.
Adesso Palermo aveva una fumetteria e la notizia fece il giro della città in un batter d’occhio. Frotte di lettori e collezionisti incalliti cominciarono a frequentare il posto e a divenire clienti abituali perché lì c’era quello che avevamo sempre sognato.
La mia frequentazione con AltroQuando si faceva via via più intensa, i buchi nell’orario delle lezioni mi consentivano di passare delle ore a chiacchierare e a discutere di fumetti, di autori ma anche di qualsiasi altra faccenda. Salvatore non finiva mai di sorprendermi con le sue storie di una vita vissuta pienamente, mentre io avevo vissuto fino a quel momento la vita di altri, quelle dei miei amati eroi dei fumetti.
Le cose andavano bene e i clienti che affollavano il negozio erano tanti che Salvatore pensò di trasferirsi un po’ più in basso, di fronte, per avere dei locali più vasti visto che lo spazio per i fumetti, sempre più abbondanti, non bastava mai. Ma questo non prima di avere avuto con sé Dino.
Dino, un vecchio amico di Salvatore che cominciò a collaborare nella vendita dei fumetti che diventava sempre più impegnativa. E si formò una coppia perfetta, l’Altro e il Quando, uniti da un rapporto di amicizia come potevano essere soltanto quelli di un tempo. Dino ci mise del suo, abituato com’era a trattare con la clientela, e la professionalità di AltroQuando si innalzò a livelli impensabili e divenne il suo punto di forza. E poi vennero altri collaboratori perché il numero dei clienti era tale che erano necessarie forze nuove.
E poi ci fu un periodo in cui AltroQuando cominciò a vendere, grazie all’amico Kurz, anche dei film, film come non se ne erano mai visti a Palermo e forse quello fu l’apice del fulgore di AltroQuando.
Poi tutto cambiò. Lentamente e progressivamente. La situazione cominciò a peggiorare, la crisi cominciava a mostrare i primi segni e il settore film fu abbandonato. Conseguentemente il negozio ridusse i suoi spazi portandoli a quelli dell’attuale configurazione. Fu un lento ma inesorabile declino. La chiusura sempre dietro l’angolo indusse un giorno un piccolo esercito di disegnatori volontari a donare le proprie opere per offrire una speranza. Il pezzo più prestigioso fu un disegno di Leo Ortolani che venne battuto all’asta per più di 500 euro.

Sembrava che il peggio fosse passato ma non era così. Gli sforzi avevano soltanto rimandato l’inevitabile anche se avevano mostrato a Salvatore tutto il sostegno e il prestigio di cui AltroQuando godeva.
E poi venne la malattia di Salvatore che lo colpì proprio mentre AltroQuando navigava in acque tempestose. Le condizioni di Salvatore non gli consentirono più di occuparsi del negozio e l’anima di AltroQuando si affievolì. Certo, restava Dino che come ultimo baluardo resisteva alle ondate di crisi ma ormai non c’era più nulla da fare.
Adesso AltroQuando chiude, la sirena d’allarme è stata azionata, le scialuppe stanno per prendere il mare, gli ultimi clienti avranno qualche giorno per ritirare i fumetti messi da parte e poi il sipario calerà definitivamente.
E senza AltroQuando noi amici e clienti ci disperderemo in mille rivoli, chi si rivolgerà alla poche fumetterie superstiti in città, chi si rivolgerà ai negozi online e vagheremo senza tregua, proprio come faceva un giovane, un tempo, che setacciava la città in cerca della copia perfetta. Un’epoca si è chiusa, per sempre, e noi resteremo orfani in cerca di un altro AltroQuando.

Nota di Maurizio Clausi su FB