venerdì 24 febbraio 2012

I diritti civili come beni comuni per Palermo. Ai candidati e alle candidate alle primarie del centrosinistra


L'Associazione Omosessuale Articolo Tre di Palermo lotta contro le discriminazioni delle persone LGBT e pensa che questa battaglia possa esser vinta solo se condotta mettendola in collegamento con tutte le altre vertenze aperte sul territorio, che hanno per oggetto le disuguaglianze di cui sono vittime le più differenti minoranze. Per questo nella scorsa primavera, come Articolo Tre, abbiamo preso pubblica posizione nella campagna referendaria sui beni comuni per i 4 SI. Riteniamo però che la battaglia per la conquista dei beni comuni non sarà mai vinta, se non si diffonderà la coscienza che nel concetto di bene comune rientrano a pieno titolo i diritti civili come beni comuni immateriali. Del resto, per la nostra Associazione la riflessione sui bei comuni, qualsiasi essi siano, resta monca e non efficace se non è basata sul pilastro dei diritti, perché non esiste bene comune se, prima, non esistono dei soggetti che collettivamente si pensano detentori alla pari di un diritto su un bene e ne rivendicano l'esigibilità. Chiediamo quindi ai candidati e alle candidate alle primarie del centrosinistra di incamminarsi con noi sulla strada della rivendicazione dei diritti delle persone LGBT. Chiediamo ai candidati/e che dimostrino piena consapevolezza che questa lotta ha pari dignità rispetto a tutte le altre, essendo parte insieme a queste della più generale piattaforma per i beni comuni. Non ci accontentiamo più soltanto di riconoscimenti simbolici, che ormai da più di dieci anni riceviamo in questo Paese e che non hanno portato a nessun avanzamento sulle questioni LGBT; inoltre, a livello comunale, la maggioranza uscente di centrodestra ha già compiuto degli atti simbolici in tal senso. Dai candidati di sinistra noi ci aspettiamo e pretendiamo di più, come, per esempio, sin da ora, l'inserimento nei loro programmi della complessa attuazione delle due mozioni approvate in materia dal Consiglio comunale e, in generale, la previsione di serie campagne contro le discriminazioni. Ci attendiamo, dunque, che i candidati di sinistra a sindaco di Palermo e le rispettive loro future maggioranze imbocchino con decisione la via che sembra abbiano preso le amministrazioni comunali di Milano e Napoli. Con recenti provvedimenti, negli ambiti di loro competenza, questi Enti locali hanno dimostrato di voler riconoscere la possibilità della concreta fruizione di ben definiti diritti anche alle persone LGBT, attraverso i servizi da loro erogati nei campi, per esempio, dei servizi sociosanitari, dell'accesso alla casa e dei servizi scolastici. Solo in tal modo si sostanzia al meglio il concetto dei beni comuni, garantendo a tutte e tutti l'esigibilità dei loro diritti, qualsiasi essi siano. Su questo terreno di battaglia non siamo disposti a fare sconti a nessuno e, una volta terminata la competizione elettorale, vigileremo sugli avanzamenti che saranno compiuti.
Vogliamo dire alle candidate e ai candidati che in questo percorso non saremmo soli, perché al nostro fianco ci sono già e ci saranno tutte le persone che hanno partecipato ai due Pride tenuti a Palermo (nel 2010 e nel 2011 rispettivamente 15.000 e 20.000). Si tratta di tutta una parte della città: donne e uomini, giovani e meno giovani, migranti, disoccupati, senza casa, studenti, ovviamente in maggioranza eterosessuali, che hanno riconosciuto in quella manifestazione e in quella lotta un luogo nel quale far confluire e rendere visibili tutte le istanze non riconosciute di cui sono portatrici e portatori. Hanno così dimostrato di possedere la consapevolezza che i diritti civili e, in particolare, i diritti delle persone LGBT non sono questioni da affrontare sempre e comunque in un secondo tempo, ma sono questioni centrali nelle quali si possono riconoscere tutte e tutti. Hanno dimostrato quindi di credere già che i diritti civili sono a tutti gli effetti beni comuni da richiedere a gran voce per la città di Palermo.
Anche quest'anno si terrà il Pride e, a maggior ragione in questo 2012 di scadenze elettorali, l'evento sarà costruito nel modo più partecipato possibile: coinvolgerà un gran numero di soggetti per forza di cosa agenti contemporaneamente nella campagna elettorale (oltre a partiti, centri sociali, sindacati, i più disparati movimenti ed associazioni). E' scontato che la precedente e vincente impostazione del percorso verso il Pride si ripeta e si consolidi, dando vita sicuramente ad una grossa manifestazione che sarà la prima manifestazione pubblica di massa subito dopo le elezioni, perché si terrà nella seconda metà di giugno a ridosso del 28, giornata internazionale dell'orgoglio omosessuale. L'evento avrà una forte valenza politica a prescindere e sarà questo il primo momento a partire dal quale il movimento LGBT palermitano metterà costantemente alla prova il nuovo sindaco, la nuova giunta e il nuovo Consiglio comunale. Un Pride di grande successo che speriamo aprirà la strada, per il 2013, al Pride nazionale che noi proporremo si tenga per la prima volta a Palermo.
Articolo Tre Palermo
Associazione omosessuale

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