L'Associazione
Omosessuale Articolo Tre di Palermo lotta contro le discriminazioni
delle persone LGBT e pensa che questa battaglia possa esser vinta
solo se condotta mettendola in collegamento con tutte le altre
vertenze aperte sul territorio, che hanno per oggetto le
disuguaglianze di cui sono vittime le più differenti minoranze. Per
questo nella scorsa primavera, come Articolo Tre, abbiamo preso
pubblica posizione nella campagna referendaria sui beni comuni per i
4 SI. Riteniamo però che la battaglia per la conquista dei beni
comuni non sarà mai vinta, se non si diffonderà la coscienza che
nel concetto di bene comune rientrano a pieno titolo i diritti civili
come beni comuni immateriali. Del resto, per la nostra Associazione
la riflessione sui bei comuni, qualsiasi essi siano, resta monca e
non efficace se non è basata sul pilastro dei diritti, perché non
esiste bene comune se, prima, non esistono dei soggetti che
collettivamente si pensano detentori alla pari di un diritto su un
bene e ne rivendicano l'esigibilità. Chiediamo quindi ai candidati e
alle candidate alle primarie del centrosinistra di incamminarsi con
noi sulla strada della rivendicazione dei diritti delle persone LGBT.
Chiediamo ai candidati/e che dimostrino piena consapevolezza che
questa lotta ha pari dignità rispetto a tutte le altre, essendo
parte insieme a queste della più generale piattaforma per i beni
comuni. Non ci accontentiamo più soltanto di riconoscimenti
simbolici, che ormai da più di dieci anni riceviamo in questo Paese
e che non hanno portato a nessun avanzamento sulle questioni LGBT;
inoltre, a livello comunale, la maggioranza uscente di centrodestra
ha già compiuto degli atti simbolici in tal senso. Dai candidati di
sinistra noi ci aspettiamo e pretendiamo di più, come, per esempio,
sin da ora, l'inserimento nei loro programmi della complessa
attuazione delle due mozioni approvate in materia dal Consiglio
comunale e, in generale, la previsione di serie campagne contro le
discriminazioni. Ci attendiamo, dunque, che i candidati di sinistra a
sindaco di Palermo e le rispettive loro future maggioranze imbocchino
con decisione la via che sembra abbiano preso le amministrazioni
comunali di Milano e Napoli. Con recenti provvedimenti, negli ambiti
di loro competenza, questi Enti locali hanno dimostrato di voler
riconoscere la possibilità della concreta fruizione di ben definiti
diritti anche alle persone LGBT, attraverso i servizi da loro erogati
nei campi, per esempio, dei servizi sociosanitari, dell'accesso alla
casa e dei servizi scolastici. Solo in tal modo si sostanzia al
meglio il concetto dei beni comuni, garantendo a tutte e tutti
l'esigibilità dei loro diritti, qualsiasi essi siano. Su questo
terreno di battaglia non siamo disposti a fare sconti a nessuno e,
una volta terminata la competizione elettorale, vigileremo sugli
avanzamenti che saranno compiuti.
Vogliamo
dire alle candidate e ai candidati che in questo percorso non saremmo
soli, perché al nostro fianco ci sono già e ci saranno tutte le
persone che hanno partecipato ai due Pride tenuti a Palermo (nel
2010 e nel 2011 rispettivamente
15.000 e 20.000). Si tratta di tutta una parte della città:
donne e uomini, giovani e meno giovani, migranti, disoccupati, senza
casa, studenti, ovviamente in maggioranza eterosessuali, che hanno
riconosciuto in quella manifestazione e in quella lotta un luogo nel
quale far confluire e rendere visibili tutte le istanze non
riconosciute di cui sono portatrici e portatori. Hanno così
dimostrato di possedere la consapevolezza che i diritti civili e, in
particolare, i diritti delle persone LGBT non sono questioni da
affrontare sempre e comunque in un secondo tempo, ma sono questioni
centrali nelle quali si possono riconoscere tutte e tutti. Hanno
dimostrato quindi di credere già che i diritti civili sono a tutti
gli effetti beni comuni da richiedere a gran voce per la città di
Palermo.
Anche
quest'anno si terrà il Pride e, a maggior ragione in questo 2012 di
scadenze elettorali, l'evento sarà costruito nel modo più
partecipato possibile: coinvolgerà un gran numero di soggetti per
forza di cosa agenti contemporaneamente nella campagna elettorale
(oltre a partiti, centri sociali, sindacati, i più disparati
movimenti ed associazioni). E' scontato che la precedente e vincente
impostazione del percorso verso il Pride si ripeta e si consolidi,
dando vita sicuramente ad una grossa manifestazione che sarà la
prima manifestazione pubblica di massa subito dopo le elezioni,
perché si terrà nella seconda metà di giugno a ridosso del 28,
giornata internazionale dell'orgoglio omosessuale. L'evento avrà una
forte valenza politica a prescindere e sarà questo il primo momento
a partire dal quale il movimento LGBT palermitano metterà
costantemente alla prova il nuovo sindaco, la nuova giunta e il nuovo
Consiglio comunale. Un Pride di grande successo che speriamo aprirà
la strada, per il 2013, al Pride nazionale che noi proporremo si
tenga per la prima volta a Palermo.
Articolo Tre Palermo
Associazione omosessuale

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