sabato 19 febbraio 2011

Morto giovane ambulante marocchino si era dato fuoco per l'ennesima multa


Noureddine Adnane, ambulante con licenza e permesso di soggiorno in regola, si era dato fuoco per protestare contro l'ennesima multa dei vigili. I caschi bianchi gli hanno contestato il fatto che era fermo nella stessa strada da troppo tempo

Noureddine Adnane non ce l'ha fatta. L'ambulante marocchino che si è dato fuoco venerdì della settimana scorsa in via Ernesto Basilie,  per protestare contro l'ennesimo controllo da parte della polizia municipale, è morto questa mattina alle 11 al centro grandi ustionati dell'ospedale Civico.

FOTO I sogni infranti di Noureddini
Parenti e amici che non si sono mai allontanati dall'ospedale, sono precipitati nella disperazione più profonda. Proprio ieri Noureddine aveva sospirato alcune parole riconoscendo per la prima volta i suoi congiunti che lo salutavano dall'altra parte del vetro della camera asettica.

Nato e cresciuto in un povero villaggio nei dintorni di Casablanca, è stato poi costretto a trasferirsi a Palermo per trovare un lavoro. Secondo di otto figli, Noureddine Adnane, fin da ragazzo si è preso cura dei suoi fratelli minori. Noureddine due anni fa era diventato padre di una bambina, Khadija che è in Marocco con la madre. Il sogno di Noureddine era quello di mettere da parte un po' di soldi per fare arrivate in Sicilia il resto della sua famiglia. A Palermo si era adattato benissimo, in città lo avevano ribattezzato "Franco".

La redazione di Repubblica Palermo ha aperto una raccolta di fondi in collaborazione con il Ciss per la famiglia di Noureddine. In mattinata aveva deciso di andare a fargli visita il presidente del Senato Renato Schifani.

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