Allora ragazze, che ne dite, organizziamo qualcosa? Proviamoci, non mi va di fare la solita manifestazione in corteo...
Si pensava di organizzare una sorta di free-session (ma che orrore di parolaaaaaaaaa) di donne. 10/15 minuti l'una di musica, teatro, danza, letture (a tema of course, ironiche, serie, trasgressive, ognuna a suo modo)... insomma una specie di "palco aperto" dove si alternano donne che hanno qualcosa da dire o d...a suonare/cantare, soprattutto giovani, naturalmente con un coordinamento-regia. Si potrebbero coinvolgere le associazioni, tipo Mamma Africa, e dare un'idea di chi siano le donne africane, che NON sono tutte le nipoti del decaduto Mubarak... e altre, naturalmente. Si potrebbe chiedere piazza Massimo, che ne pensate?
Avete aderito in tanti all'iniziativa e questo vuol dire che anche a Palermo c’era tanta attesa per un evento che nasceva spontaneamente dal basso, in linea con quello che sta accadendo al livello nazionale.
Proprio per rispettare il carattere spontaneo, trasversale e apartitico, sarebbe giusto stabilire delle priorità in vista della riunione organizzativa del 3 febbraio (alle 18.00 presso l'associazione culturale Mutazioni, in via G. Di Marzo, 43, quasi all'incrocio con via Lo Jacono, un cancello accanto al supermercato SIsa). Anche perché ci sembra di capire che questo è una richiesta che giunge da molti di voi. Fra noi organizzatrici (è bene chiarire che siamo state soltanto più pronte di altri nel lanciare il sasso ma non abbiamo intenzione di intestarci nulla ne di rivendicare primogeniture) ci siamo chiarite le idee e pensavamo domani di ribadire i seguenti punti:
1) l'idea di una levata d'orgoglio femminile (alla quale si sono uniti, giustamente, anche gli uomini) è nata dal basso, con la partecipazione di artiste e donne dello spettacolo, ma senza il patrocinio dei partiti, quindi anche a Palermo si dovrebbe rispettare lo stesso spirito
Si pensava di organizzare una sorta di free-session (ma che orrore di parolaaaaaaaaa) di donne. 10/15 minuti l'una di musica, teatro, danza, letture (a tema of course, ironiche, serie, trasgressive, ognuna a suo modo)... insomma una specie di "palco aperto" dove si alternano donne che hanno qualcosa da dire o d...a suonare/cantare, soprattutto giovani, naturalmente con un coordinamento-regia. Si potrebbero coinvolgere le associazioni, tipo Mamma Africa, e dare un'idea di chi siano le donne africane, che NON sono tutte le nipoti del decaduto Mubarak... e altre, naturalmente. Si potrebbe chiedere piazza Massimo, che ne pensate?
Avete aderito in tanti all'iniziativa e questo vuol dire che anche a Palermo c’era tanta attesa per un evento che nasceva spontaneamente dal basso, in linea con quello che sta accadendo al livello nazionale.
Proprio per rispettare il carattere spontaneo, trasversale e apartitico, sarebbe giusto stabilire delle priorità in vista della riunione organizzativa del 3 febbraio (alle 18.00 presso l'associazione culturale Mutazioni, in via G. Di Marzo, 43, quasi all'incrocio con via Lo Jacono, un cancello accanto al supermercato SIsa). Anche perché ci sembra di capire che questo è una richiesta che giunge da molti di voi. Fra noi organizzatrici (è bene chiarire che siamo state soltanto più pronte di altri nel lanciare il sasso ma non abbiamo intenzione di intestarci nulla ne di rivendicare primogeniture) ci siamo chiarite le idee e pensavamo domani di ribadire i seguenti punti:
1) l'idea di una levata d'orgoglio femminile (alla quale si sono uniti, giustamente, anche gli uomini) è nata dal basso, con la partecipazione di artiste e donne dello spettacolo, ma senza il patrocinio dei partiti, quindi anche a Palermo si dovrebbe rispettare lo stesso spirito
2) i parlamentari, consiglieri comunali ed eventuali candidati a prossime elezioni, per favore aderiscano soltanto a titolo personale
3) a livello nazionale sembra che ci sia una partecipazione trasversale e non è il caso di tradire questa aspettativa con l’esposizione di simboli di partito o sindacato
4) legittima invece l'adesione di organizzazioni storiche femminili o associazioni culturali.
5) l'evento del 13 è solo una delle iniziative dei prossimi giorni per mandare a casa il governo, ma nasce soprattutto dall'orgoglio della parte pulita della popolazione italiana determinata a difendere la propria dignità, soprattutto all’estero. Ci sono in parallelo altre iniziative da parte di partiti e movimenti, non in conflitto le une con le altre, anche perché non si può vincere un avversario tanto radicato con una sola iniziativa.
6) Infine: l’iniziativa nasce in nome delle donne, per opporsi ad una mentalità che vede in modo distorto, se non vergognoso, il ruolo femminile nei rapporti di lavoro e interpersonali. Questo però non vuole assolutamente escludere altri generi, gli uomini ad esempio, che rischiano di essere accomunati ad uno stile di vita definito “un brutto film degli anni 50”. Non dimentichiamo però che il mondo degli omosessuali è stato vigliaccamente offeso e deriso dai membri di questo governo, oltre che esposto alla violenza spicciola di zelanti fiancheggiatori. Quindi questa è una battaglia che ci deve vedere tutti uniti, uomini, omosessuali, donne, in nome di una dignità nazionale.
Alessandra Notarbartolo, Stefania Blandemburgo, Maria Adele Cipolla, Anna Lavima
3) a livello nazionale sembra che ci sia una partecipazione trasversale e non è il caso di tradire questa aspettativa con l’esposizione di simboli di partito o sindacato
4) legittima invece l'adesione di organizzazioni storiche femminili o associazioni culturali.
5) l'evento del 13 è solo una delle iniziative dei prossimi giorni per mandare a casa il governo, ma nasce soprattutto dall'orgoglio della parte pulita della popolazione italiana determinata a difendere la propria dignità, soprattutto all’estero. Ci sono in parallelo altre iniziative da parte di partiti e movimenti, non in conflitto le une con le altre, anche perché non si può vincere un avversario tanto radicato con una sola iniziativa.
6) Infine: l’iniziativa nasce in nome delle donne, per opporsi ad una mentalità che vede in modo distorto, se non vergognoso, il ruolo femminile nei rapporti di lavoro e interpersonali. Questo però non vuole assolutamente escludere altri generi, gli uomini ad esempio, che rischiano di essere accomunati ad uno stile di vita definito “un brutto film degli anni 50”. Non dimentichiamo però che il mondo degli omosessuali è stato vigliaccamente offeso e deriso dai membri di questo governo, oltre che esposto alla violenza spicciola di zelanti fiancheggiatori. Quindi questa è una battaglia che ci deve vedere tutti uniti, uomini, omosessuali, donne, in nome di una dignità nazionale.
Alessandra Notarbartolo, Stefania Blandemburgo, Maria Adele Cipolla, Anna Lavima
Se non ora quando ? Domenica 13 febbraio 2011 ore 10.00 concentramento piazza Croci, in corteo fino a Piazza Verdi ore 11.00 piazza Verdi, davanti il teatro Massimo, free-session di donne. Musica, teatro, danza, letture... un "palco aperto" dove si alternano donne, soprattutto giovani, che hanno qualcosa da dire, ognuna con un linguaggio diverso. Vi ricordiamo che il volantino e il logo sono scaricabili dal sito di SE NON ORA, QUANDO? |
| http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/ | |||

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