di Agostino Del Vecchio
Foggia -“NICHI Vendola nudo è bellissimo”. Lo scrive oggi un articolo de Il Foglio di Giuliano Ferrara. Un giornalista in grado di passare, senza colpo ferire, da un lista elettorale “No aborto” (0,1 % di preferenze alle ultime elezioni) a una manifestazione “Contro il neo puritanesimo ipocrita”, rito per pochi intimi svoltosi lo scorso sabato 12 febbraio al teatro Dal Verme di Milano in presenza del “tosto” (ipse dixit) direttore del Giornale Alessandro Sallusti “a nome di tutti quelli che non prendono ordini da Berlusconi ma difendono l’Italia dal progetto di scardinare il berlusconismo con ogni mezzo per mettere al suo posto un civismo minacciosamente illiberale”.
E proprio al “tosto” Sallusti grava, di sovente, l’insano compito di elaborare una calcolata macchina del fango. La tattica è sempre uguale a se stessa e con un livello pari a uno spot di detersivo per i piatti. La speranza, che, come è noto, è l’ultima a morire, si basa sul concetto che, a forza di sporcare tutti, tutti appaiano alla fine egualmente lindi. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Solo che, in mancanza di ciccia, gli effetti risultano quanto meno esilaranti, quando non proprio autolesionistici.
Un nudista in una spiaggia nudista è più vizioso ed esecrabile di un premier erotomane e pedofilo. Questa la tesi de Il Giornale che, a San Valentino, snobbando la manifestazione “Se non ora, quando?”, che ha avuto luogo il giorno prima e ha portato in piazza, ricordiamo, oltre un milione di donne, ha pubblicato in prima pagina una foto del futuro presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che porta la data del 1979. “Che bei ricordi di libertà e sfida al conformismo bacchettone quelle giornate a Capo Rizzuto nel ’79, con il movimento gay italiano che si ritrovava sulla spiaggia calabrese, pelle al sole e nudità al vento dello Ionio, per disfarsi di un’etica pubblica ritagliata sull’abito delle beghine”. Così recita l’articolo firmato da Paolo Bracalini, che aggiunge anche: “Sulle onde del progresso civile, tra cotanti liberi pensatori e omosex finalmente coscienti di sé, anche tanti etero «che hanno aperto gli occhi, gli slip o entrambi », «una sfilata di Wande Osiris, femministe d’avanguardia, maestre e puttane», molti «maschi in crisi che sublimavano in droghe e rock & roll e una ventina di compagne lesbiche“.
”La mia reazione è una risata, perché questo è il senso di una disperazione”, questa la risposta del presidente della Regione Puglia, Vendola, a margine di un incontro sull’uso sostenibile dell’acqua, al Comitato delle regioni a Bruxelles. ”Lo scoop è rilevante – afferma con ironia il leader di Sel – anche perché la foto si poteva vedere su internet da sempre”.
Così, mentre in piazza scendevano oltre un milione di donne a chiedere rispetto per il premier e protestare per un mondo fatto di vallette siliconate e finte (?) dementi, il Giornale di Sallusti pensava bene di censurare la manifestazione di piazza e di sbattere in prima pagina un’immagine “scandalosa” solo per chi non ha internet. Passeggiare nudi in una spiaggia nudista è un reato, per il “picchiatore” Sallusti, almeno quanto, se non peggio, la concussione, la prostituzione minorile e il riciclaggio di denaro in paradisi fiscali.
Nel frattempo il TG1 del “fido” (nel senso di Emilio Fede) Augusto Minzolini sulla manifestazione delle donne si limitava a evidenziare il commento del Premier: “È stata la consueta mobilitazione di parte e faziosa contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualunque pretesto per battere un avversario che non vince alle urne”. “Io non avrei preso parte, non c’era bisogno di farla“, gli faceva eco la sciantosa Elisabetta Canalis nel corso della sempre più dimessa presentazione del Festival di Sanremo.
In compenso, dopo un anno e mezzo di eccesso di propaganda, il “tiggì di Minzo” riusciva nella difficile impresa di perdere oltre 1 milione di spettatori, scalzato, di recente, anche dal TG5 di Clemente Mimun. Stranamente lo stesso numero di persone scese, lo scorso 13 febbraio, nelle piazze delle più importanti città d’Italia, compresa quella di Foggia.
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