sabato 12 giugno 2010

O Si E’ Felici O Si E’ Complici

Spettacolo teatrale “O Si E’ Felici O Si E’ Complici” regia di Massimo Verdastro tratto da un testo di Nino Gennaro, con la Compagnia Verdastro/Della Monica e Massimo Milani.
A trenta anni dai tragici fatti di Giarre e dalla nascita di Arcigay La Compagnia Verdastro Della Monica presenta "O si è felici o si è complici" Lettura scenica dall’opera di Nino Gennaro a cura di Massimo Verdastro con Nando Bagnasco, Francesca Della Monica, Andrea Macaluso, Massimo Milani, Giuseppe Sangiorgi e Massimo Verdastro
Musiche a cura di Francesca Della Monica
Video di Pippo Zimmardi

Lo spettacolo è donato per adesione e in maniera assolutamente gratuita dal regista e dalla compagnia di attori al Sicilia Pride 2010 di Palermo, per ricordare il suicidio/omicidio di Giorgio e Toni avvenuto a Giarre nel 1980 e in occasione dei 30 anni dalla nascita a Palermo del primo circolo Arcigay della storia.
Il comitato organizzatore del Pride chiede solamente un contributo di 5€ per coprire le spese di spostamento della compagnia teatrale.
Gli inviti vanno ritirati presso Quir di Gino e Massimo in Via Ponticello 55/57 (di fronte Casa Professa), Palermo.
Per info contattare il 328328972 o 3474975622.

Nino Gennaro
poeta, politico di 'strada', autore teatrale, saggista, attore, nasce a Corleone nel 1948 e muore di Aids a Palermo nel settembre 1995.
L'impegno culturale e politico, la battaglia antimafia e il suo essere in prima linea per l'affermazione dei diritti omosessuali, fondamenti del suo essere artista, fanno di lui una figura dirompente nel variegato mosaico di quanti si sono spesi in prima persona perché Corleone non fosse "una repubblica indipendente" e i corleonesi non fossero considerati soltanto come "gregari di Liggio". Nino è tuttavia una personalità inscrivibile nel panorama della drammaturgia e della poesia non solo italiana di questi ultimi anni, per aver compreso e analizzato la portata del retaggio culturale della sua terra e per averlo "traghettato" in una dimensione spaziale e poetica più ampia che trascende la territorialità.
Per questo suo essere testimone partecipe di realtà complesse e per la vitalità che nella sua espressione umana e poetica non riesce a distinguere tenerezza e dissacrazione, amore e distacco, la sua voce è stata accostata a quella di Pasolini, Genet, Cioran, Testori, Koltès, Jarman.

Massimo Verdastro
a partire dai primi anni ’90 si è fatto promotore e interprete dell’opera di Nino Gennaro portando in scena, in molte città italiane e anche all’estero, gran parte dei testi “teatrosi” del poeta di Corleone. Una divina di Palermo è stato il primo spettacolo che ha rivelato ad un pubblico più ampio la potenza espressiva e l’impegno civile di Gennaro. Dopo Una divina di Palermo, Verdastro ha portato in scena: La via del sexo, Rosso Liberty, Alla fine del pianeta, Teatro Madre, O si è felici o si è complici. Nel 2005 per Editoria e Spettacolo è stato pubblicato il libro Teatro Madre – sei testi di Nino Gennaro per ricordarlo a dieci anni dalla morte.

Massimo Milani
Transgender*, artigiano, uno dei cinque presidenti onorari di Arcigay Sicilia e uno dei Sindaci di Arcigay Palermo, impegnato da sempre nel campo dei diritti civili e in particolare di quelli delle persone LGBT.
Da oltre 30 anni militante del movimento omosessuale, prima a Roma e poi a Palermo, fu tra gli attivisti del “FUORI!” negli anni ’70 e tra i fondatori, nel dicembre 1980 e a Palermo, del primo circolo Arcigay della storia, nato in seguito al suicidio/omicidio di Giorgio e Toni a Giarre che tanto sconvolse la comunità omosessuale.
Nel 1981, ad un anno dalla scomparsa dei due giovani amanti, Arcigay Palermo proprio a Giarre tenne il primo incontro pubblico in commemorazione degli stessi, incontro al seguito del quale lo storico militante omosessuale Nino Gennaro propose uno spettacolo in loro ricordo.
Nel 1990 Milani apre insieme al compagno Campanella il “NEO”, il primo Centro culturale omosessuale di Palermo e nel 1993, davanti la Casa comunale di Palermo (Palazzo Pretorio), sposa simbolicamente il compagno decennale Gino Campanella, partner nella vita e nelle mille battaglie di civiltà.
Nel 2003, il Coordinamento GLBT di Palermo che vedeva collaborare diverse associazioni e militanti, organizza la manifestazione durata un’intera settimana a favore delle unioni tra persone dello stesso sesso dal titolo “25 anni Illegalmente Insieme” che vede Massimo e Gino protagonisti assoluti. Durante il corso di questa manifestazione, per la prima volta una coppia gay (in quanto coppia gay che avanza richieste precise di riconoscimento per se e per tutti) viene ricevuta ufficialmente dal Sindaco della città di Palermo.
Oggi Massimo Milani e Gino Campanella hanno fortemente voluto che a 30 anni dal suicidio/omicidio di Giarre e dalla nascita della prima Arcigay, nonché a 15 anni dalla scomparsa dell’intellettuale siciliano Nino Gennaro, si riproponesse una lettura del testo teatrale di quest'ultimo, “O si è felici o si è complici”, affinché non venga disperso un patrimonio di memoria e di battaglie civili che appartengono a tutte le persone sensibili all’evoluzione civile di questo Paese e di questa Regione.

Data:
martedì 15 giugno 2010
Ora:
21.00 - 22.00
Luogo:
Teatro Nuovo Montevergini
Via:
Via Montevergini 8
Città/Paese:
Palermo, Italy

Sicilia pride 2010: il programma!

Sicilia pride 2010: il programma!

Mercoledì 9 Giugno
18.00: Presentazione del Calendario Ufficiale del Sicilia Pride 2010 ed inaugurazione della mostra fotografica “Alterità” di Francesco Paolo Catalano. La Feltrinelli, via Cavour 133.
20.00: Cineforum dei MeditaMondi. Plesso didattico Aule Nuove, via Parlavecchio 3.
21.00: Rassegna cinematografica “Human Rights Youth Organization – In The Street” dedicata ai temi della “Diversità”. LEFT, via degli Schioppettieri 8.

Giovedì 10 Giugno
18.00: Libero Spazio di Discussione – Incontro/Dibattito sul tema “Diritti e Tutela Giuridica delle Persone Lgbt in Italia e in Europa”. Partecipano: prof. Antonello Miranda; avv. Maria Chiara Di Gangi, dott.ssa Rita Duca. A seguire aperitivo “Verso il Pride”. Left, via degli Schioppettieri 8.
22.30: One Shot Ciccone. I Grilli, Largo Cavalieri di Malta 11.

Venerdì 11 Giugno
18.00: Presentazione del libro “Benvenuti nel Paese delle Donne” di Francesca Rosati Freeman. Partecipano: Gabriella D’Agostino, Giovanna Fiume ed Ernesto Melluso. A seguire aperitivo “Verso il Pride”. Circolo Malaussene, Piazzetta di Resuttano 4.
ore 21.30: Raggae contro l'omofobia - serata benefit Sicilia pride 2010. JAKA (Raggae da Firenze), JAHMENTO (Raggae da Trapani), GABBIANIN SABAT & MUFASA (raggae + D'n'b), PASTARASTA ( Raggae da Palermo). Facoltà di Scienze Politiche, Via Maqueda 324.

Sabato 12 Giugno
17.00: Proiezione del cortometraggio “La Capretta di Chagall”, premiato al Torino GLBT Film Festival 2010. Partecipano le BadHole, introduce Alessandro Rais. Circolo Arci Blow Up, piazza Sant’Anna 18
19.30: Aperitivo “Verso il Pride” organizzato da Muovi Palermo. Casa Pitrè, via Principe di Villafranca 1.

Domenica 13 Giugno
20:00 e 22:00: “Sei Bellissima”, performance inedita di Emma Dante. La Vicaria, via Polito 5/c.
20.00: Inaugurazione della mostra di pittura “L’Arte contro l’Omofobia, l’Amore e le sue Molteplici Forme”. Da una proposta di AGEDO Palermo. Palazzo Fatta, piazza Marina.
23.30: “Tutti Pazze per il Pride” presenta: Party “Pazza Pazza sulla Terrazza" con Pinguo DJ from Vienna e Drag Queen. Produzione Euterpe Management / Le Tre Boracce. Palazzo Fatta, piazza Marina.

Lunedì 14 Giugno
17.00: Convegno su “I Diritti Umani nel Mondo” in collaborazione con Amnesty International e C.I.S.S. Sala delle Lapidi a Palazzo delle Aquile, piazza Pretoria.
20.30: Happy(LGBT)Hour e proiezione della partita Italia-Paraguay "Verso il Pride". Circolo Arci Blow Up, Piazza Sant'Anna 18.

Martedì 15 Giugno
18.00: Presentazione del libro di Maura Chiulli, "Maledetti Froci, Maledette lesbiche" e, in anteprima nazionale, del libro di Margherita Giacobino “L’Uovo Fuori dal Cavagno”. Partecipano le autrici. NZocchè Circolo Arci, via Ettore Ximenes 95.
22:00: Spettacolo teatrale “O Si E’ Felici O Si E’ Complici” regia di Massimo Verdastro da un testo di Nino Gennaro, con la Compagnia Verdastro/Della Monica e Massimo Milani. Teatro Nuovo Montevergini, via Montevergini 8.
23:30: Serata LGBT con dj Mod. La Isla Blu, Viale dei Saraceni, Isola Delle Femmine (Pa)

Mercoledì 16 Giugno
Giarre (CT):
19.00: “La Nostra Storia 30 Anni Dopo, 1980 – 2010”, Ricordo di Giorgio e Toni presso la Sala Romeo del Palazzo della Cultura di Giarre. Partecipano: Teresa Sodano (Sindaco di Giarre), Paolo Patanè (Presidente Nazionale Arcigay), Leo Cantarella (Assessore alla Cultura), Saro Pettinato, Piero Montana, Eliana Rasera, Agostino Zumbo e Luciano Mirone. Modera: Agata Ruscica (Presidente Arcigay Sicilia).
21.00: “La Nostra Storia 30 Anni Dopo”, Fiaccolata da via Macherione a Piazza Duomo e al Monumento dei Caduti.
Palermo:
19.00: Incontro/Dibattito su “Legalità e Differenze”. Partecipano: Aurelio Grimaldi e Padre Scordato. NZocchè Circolo Arci, via Ettore Ximenes 95.
21.30: “Tutti Pazze per il Pride” presenta: "Amore Libero su Red Carpet ", prima visione del film di Stefano Consiglio "L'Amore Basta". Vernissage, sfilata di coppie Lgbt su red carpet e, a seguire, dibattito pubblico col regista. Cinema Fiamma, largo degli Abeti 6.
22.30: “Tutti Pazze per il Pride” presenta: Serata dance con DJ PEX, drag queen e live performance. Le Terrazze dei Candelai a Sferracavallo, via Plauto 33 (Punta Matese, dopo la Baia del Corallo). Produzione Euterpe Management.

Giovedì 17 Giugno
17.00: Incontro pubblico su “La storia del movimento LGBT da Palermo 1980”, condotto da Vanni Piccolo e con Paolo Patanè, Piero Montana, Porpora Marcasciano, Titti De Simone, Salvatore Rizzuto Adelfio, Gino Campanella e Massimo Milani. Cinema Metropolitan
21.30: Primo concerto in Piazza Verdi con i Waines e Venus in Drops e con la partecipazione di Giuseppe Giambrone.
22:30: “Tutti Pazze per il Pride” presenta: Love Burlesque for Pride, dj set di Miss Lucybel Von Hell. Produzione Le Tre Boracce. Level, piazza Magione.

Venerdì 18 Giugno
09.00 – 17.30: Convegno Internazionale “Queer Crossings. Contemporary Perspectives On Gender And Sexuality”. A cura di Silvia Antosa ed Elisabetta Di Giovanni. Biblioteca Comunale “Casa Professa”, piazza Professa 1.
17.00: Presentazione del Tavolo di confronto tra la Regione Siciliana e le associazioni Lgbt per una proposta di legge sul riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Interverranno: On. Alessandro Aricò, On. Antonello Cracolici, Stefania Munafò (Consigliere Comunale), Antonella Monastra (Consigliere Comunale), On. Sonia Alfano, On. Rosario Crocetta, Porpora Marcasciano, Paolo Patanè e Vladimir Luxuria. Villa Filippina, piazza San Francesco di Paola 18
19.00: Incontro con Vladimir Luxuria e Porpora Marcasciano, condotto da Vanni Piccolo. Villa Filippina, piazza San Francesco di Paola 18.
21.00: Cena di autofinanziamento per il Pride con Vladimir Luxuria. NZocchè Circolo Arci, via Ettore Ximenes 95.
21:00: Inaugurazione della mostra fotografica "La Maschia": Giosafat nelle immagini di Silvia Andretti. Skip La Comune, via Sampolo 135.
ore 21,15: Concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, diretta da Miguel Angel Gomez-Martinez, Marussa Xyni, soprano: TURINA, La oracion del torero; PALOMO, Cantos del Alma, ALBENIZ, Iberia suite, Navarra suite. Per i partecipanti al pride muniti di invito, è previsto uno sconto pari al 20% del prezzo sul biglietto. Teatro Politeama Garibaldi, Piazza Ruggiero Settimo – Palermo
21.30: Secondo concerto in Piazza Verdi con SuperVicky, dj set di Barbarella ed Eva Kant, animatrici delle serate Omogenic a Roma, Viola Valentino.
23.30: One Shot Pride: festa di apertura del Pride Day. La Isla Blu, Viale dei Saraceni, Isola delle Femmine (PA).

Sabato 19 Giugno
09.30 – 16.00: Seconda sessione del Convegno Internazionale “Queer Crossings. Contemporary Perspectives On Gender And Sexuality”. Biblioteca Comunale “Casa Professa”, piazza Professa 1.
15.00: Concentramento in Piazza Magione. Durante il concentramento e il corteo la redazione radio e tv di Caterpillar/Il Sabato del Villaggio effettuerà dei collegamenti in diretta da Palermo per Rai3.
Percorso: Piazza Magione, Via Rao, Via Lincoln, Foro italico, Corso Vittorio Emanuele, Via Roma, Via Cavour, Piazza Verdi. Madrina del Corteo e del Pride: Vladimir Luxuria.
20.30: Piazza Verdi: interventi politici, concerto/spettacolo di chiusura con Daniele Magro, Gennaro Cosmo Parlato e artisti da definire. Consegna dei Premi Sicilia Pride 2010.
00:30: Exit Party per il Pride: festa di chiusura del Pride Day. Bier Garten, viale Regione Siciliana 6469.

martedì 25 maggio 2010

incontri e letture verso il Sicilia Pride 2010 - maggio e giugno

Giovedì 10 giugno ore 18 incontro con
Antonello Miranda, Maria Chiara Di Gangi e Rita Duca
dal titolo:


Diritti e tutela giuridica delle persone LGBT
in Italia e in Europa

SEI BELLISSIMA, spettacolo di Emma Dante per il Sicilia Pride 2010


SEI BELLISSIMA

spettacolo di Emma Dante per il Sicilia Pride 2010

Lo spettacolo "Sei bellissima" è una performance strutturata come un collage inedito di brani estratti dagli spettacoli di Emma Dante, in particolare "Mishelle di Sant'Oliva" e "Le Pulle", quest'ultimo mai finora rappresentato a Palermo.
Le rappresentazioni saranno due, alle ore 20 ed alle ore 22: si potrà accedere solo su invito ed è consigliabile arrivare a La Vicaria almeno mezzora prima dello spettacolo perchè è obbligatorio il tesseramento (assolutamente gratuito) all' Associazione Culturale creata da Emma.

IMPORTANTE!
Gli inviti potranno essere ritirati esclusivamente:
- lunedì e mercoledì dalle ore 17 alle 20 presso la sede di Rifondazione Comunista in via Enrico Albanese 19;
- giovedì dalle ore 18 alle 21 al Left in via degli Schioppettieri 8;
- domenica dalle ore 19 alle 22 al Blow Up in piazza Sant'Anna 18.

Per ritirare l'invito è necessario un contributo di 7 Euro al fine di coprire le spese di allestimento che sono a carico del Comitato Sicilia Pride 2010. Teniamo infatti a sottolineare che sia il lavoro di Emma Dante, che quello dei suoi attori, viene prestato a titolo assolutamente gratuito come segnale di adesione personale e politica al Sicilia Pride 2010.

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www.emmadante.it
www.siciliapride.org

lunedì 24 maggio 2010

"Primavera dei diritti" - Cena erotica ... verso il Sicilia Pride LGBT


Verso il Sicilia Pride LGBT

Il 19 giugno 2010, si terrà a Palermo il Sicilia Pride LGBT 2010, straordinaria occasione per tutti e tutte noi non solo per rivendicare diritti sempre meno garantiti, ma anche e soprattutto per promuovere una cultura radicalmente alternativa a quella sessista dominante.
La cultura maschilista ci ha abituati a criminalizzare le differenze fino a creare vere e proprie gerarchie fra i generi sessuali che di fatto alimentano fenomeni di violenza, discriminazione ed emarginazione.
Trent’anni fa, a Giarre, Antonio Galatola e Giorgio Agatino Giammona decisero di morire… erano stati privati della libertà di amarsi, della libertà di esistere. Da quella tragedia è nato il primo circolo Arcigay a Palermo, e oggi, per la prima volta nella storia di questa stessa città, più di quaranta fra associazioni, movimenti, sindacati, partiti e singoli cittadini stanno organizzando una manifestazione di orgoglio della comunità LGBT. Sarà una manifestazione di tutte e di tutti… La cultura alternativa che vogliamo costruire valorizza le differenze, riconosce e rispetta l’identità di ognuno, con l’intenzione di promuovere la consapevolezza che le lotte contro le discriminazioni sessuali, di religione, per i diritti umani e per i diritti civili, le lotte dei lavoratori e dei migranti, le lotte per la casa e per il diritto alla salute, fanno tutte parte di una battaglia comune per l’affermazione dell’antirazzismo, dell’egualitarismo, della laicità dello Stato…
dell’etica contro il moralismo.


E su questi presupposti che l’associazione omosessuale Articolo Tre e il collettivo Malaussène vi invitano a partecipare alla cena di autofinanziamento del Sicilia Pride LGBT 2010, che si terrà venerdì 28 maggio alle ore 21.00 in piazzetta di Resuttano n. 4, presso la sede del Malaussène (dando le spalle all’Antica Focacceria San Francesco, bisogna percorrere 50 metri a destra rispetto alla Basilica di S. Francesco d’Assisi, lungo via Maletto).

Si tratta di una cena erotica! I migliori cuochi e le migliori cuoche del Malaussène e di Articolo Tre vi proporranno buonissimi piatti all’insegna dell’eros!

Ecco una prima bozza del menu (riceverete il menu completo nei prossimi giorni):

- pecorino e burrata di altamura
- frocia ai finocchetti
- frocia con patate
- insalata di arancia e finocchio
- pasta al forno saffica (vegetariana)
- insalata di pasta
- sarde a beccafico
- cazzilli
- patate, piselli e zucchine (saltate in padella)
- polpettine di spinaci

dolci:
- salame turco
- cannoli siciliani
- minne di vergine

Il contributo richiesto per la cena sarà di € 10,00 (vino incluso). L’intero ricavato sarà impiegato dal coordinamento regionale “stop omofobia” per le spese di organizzazione del Sicilia Pride LGBT 2010.

Chiunque volesse partecipare alla preparazione di qualche piatto speciale non esiti a contattarci all’indirizzo lucianor85@msn.com

Per maggiori informazioni visitare il sito: http://siciliapride.org/


giovedì 13 maggio 2010

PALERMO QUEER FESTIVAL



Il Palermo International Queer Festival è un festival internazionale che si propone di presentare al pubblico una varietà di prodotti culturali italiani e stranieri incentrati sulla rappresentazione delle identità di genere e degli orientamenti sessuali. Il festival è interdisciplinare e propone un programma di eventi artistici e culturali che vanno da proiezioni cinematografiche di film, lungometraggi, cortometraggi e documentari inediti a spettacoli di danza e performances teatrali, da mostre e installazioni di arti visive a incontri e convegni di letteratura, concerti musicali e live set di musicisti e Dj. Il Festival si propone inoltre di affrontare la tematica delle identità di genere e degli orientamenti sessuali soprattutto attraverso la produzione di artisti e performers provenienti dal bacino mediterraneo, da sempre strategico crocevia culturale.

Nell’ottica di una valorizzazione di voci e forme artistiche legate innovative ed originali in merito alla rappresentazione delle identità di genere e gli orientamenti sessuali, il Festival si fa promotore di tre bandi di concorso, ognuno inerente una disciplina artistica diversa: letteratura, cortometraggio e installazioni fotografiche e video. I/le vincitori/trici dei concorsi saranno premiati con un premio in denaro e con una pubblicazione/installazione del proprio lavoro.

Lo svolgimento della prima edizione ufficiale del Festival è previsto per Maggio 2011.

PROGRAMMA
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DOMENICA 16 MAGGIO

Ore 17,30 Villa Castelnuovo
Esposizione fotografica di Alain Battiloro
Introduzione di Ezio Ferreri, sarà presente l'autore
Lancio del bando di concorso fotografico
Seguirà aperitivo.
Ore 20,30 Cityplex Metropolitan - Sala 5
Proiezione de " La Mala Educaciòn" di Pedro Almodòvar.
Introduzione di Margherita Giacobino.

LUNEDI' 17 MAGGIO
Ore 17,30 Libreria Feltrinelli
Eleonora Chiavetta presenta
" L'Educazione Sentimentale di C.B." Edizioni La Tartaruga, 2007
"La Morte è Giovane" Edizioni Salani, 2009
di Margherita Giacobino. Sarà Presente l'autrice.
Lancio del bando di concorso letterario.
Ore 20,30 Cityplex Metropolitan - Sala 5
Proiezione del documentario "Due Volte Genitori"
Intervengono: Claudio Cipelletti (Regista)
Francesca Marceca (Presidente di Agedo Palermo)
Claudio Cappotto (Psicologo e Psicoterapeuta)
Lancio del bando di concorso dei cortometraggi

MARTEDì 18 MAGGIO
Ore 17,30 Cityplex Metropolitan - Sala 5
Tavola rotonda sull'omofobia. Intervengono:
Silvia Antosa (Direttore artistico del Festival)
Elio Di Piazza (Prof. Ordinario di Letteratura inglese - Università di Palermo)
Cirus Rinaldi (Ricercatore di Sociologia Giuridica, della Devianza e del Mutamento Sociale - Università di Palermo)
Maria Chiara Di Gangi (Avvocato Rete Lenford)
Giuseppe Burgio ( Assegnista di Educazione -interculturale - Università di Palermo)
Luigi Carollo (Portavoce del Coordinamento Stop Omofobia)
Seguirà Aperitivo
Ore 20,30 Cityplex Metropolitan - Sala 5
Proiezione dello spettacolo "Mishelle di Sant'Oliva" con Giorgio Li Bassi e Francesco Guida

lunedì 26 aprile 2010

PRECARI NEL LAVORO PRECARI NEI DIRITTI




Nell'ambito delle iniziative pubbliche verso il Sicilia Pride, che si svolgerà a Palermo il 19 giugno 2010, vi invitiamo a partecipare all'iniziativa

precari nel lavoro
precari nei diritti


che si svolgerà giovedì 29 aprile 2010 alle ore 17
nella sala conferenze "Ex E.C.A."
Piazza Sant'Antonio - Termini Imerese


ne discuteranno:
Luigi Carollo - Associazione Omosessuale Articolo Tre
Alessandro Bellavista - Prof.re Ordinario di Diritto del Lavoro, Università di Palermo
Gigliola Toniollo - Responsabile Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale
Carmen Cera - Responsabile Amnesty International Termini Imerese
Filippo Giunta - Circolo "Neda e Taraneh", SEL Termini Imerese

sono stati invitati gli operai della FIAT di Termini Imerese



Di seguito un estratto dal documento politico del Pride che spiega il senso dell'iniziativa:

Un appello alle Donne, alle Comunità di migranti, alle lavoratrici ed ai lavoratori della nostra Regione, a tutte quelle categorie sociali ed umane costrette a vivere in un continuo stato di cittadinanza precaria, affinché riconoscano nel nostro Pride una casa di rivendicazioni e di diritti che accoglie tutti; affinché si comprenda che nelle nostre battaglie non ci sono solamente i nostri Diritti e le nostre Libertà ma i Diritti e le Libertà di tutte/i; affinché si riconosca che la matrice delle discriminazioni di cui siamo vittime è, fondamentalmente, la stessa.

domenica 25 aprile 2010

Sicilia Pride 2010 - Palermo 19 giugno 2010

Palermo 19 giugno 2010

Il 19 giugno 2010 Palermo ospiterà per la prima volta nella sua storia il Pride LGBT. Questa manifestazione non sarà semplicemente cittadina ma avrà carattere regionale. Inoltre, poiché quest’anno ricorre il trentennale della nascita, proprio a Palermo, del primo circolo Arcigay (cioè quella che entro cinque anni sarebbe diventata la più diffusa e territorialmente radicata associazione LGBT nazionale), non è forse un caso che questo Pride venga percepito sempre più come un Pride nazionale, cosa che è del resto testimoniata da numerosi siti internet, da svariati articolo su giornali nazionali e, non ultimo, dalla scelta di Milano di svolgere il proprio Pride cittadino il giorno 12, in concomitanza, cioè, con quello di Roma, pur di evitare una sovrapposizione con la manifestazione palermitana.

Questo Pride si distingue per due caratteristiche assolutamente innovative:

1. la struttura del suo soggetto organizzatore: il Coordinamento Stopomofobia di Palermo infatti, oltre a raccogliere al suo interno tutte le associazioni LGBT cittadine, vede stabilmente al nostro fianco ed in proporzione numericamente di molto superiore partiti, movimenti, collettivi, centri sociali, sindacati, associazioni non LGBT. Tutti questi soggetti, pur mantenendo la loro autonomia, hanno scelto di scrivere una parte significativa
del loro percorso dentro il movimento e le battaglie sociali LGBT;
2. lo stesso Pride pur essendo innanzitutto la festa della visibilità e dell’orgoglio della comunità LGBT, nonché il più visibile e partecipato momento di rivendicazione di tutti i diritti a noi negati, si sta sviluppando, nella sua organizzazione, sempre più come un’occasione di confronto con l’intera società. Il percorso da noi strutturato, ricco di seminari, convegni, dibattiti pubblici, spettacoli musicali, teatrali, di danza, cinematografici, feste, non solo a Palermo ma anche a Giarre, Termini Imerese e altri comuni siciliani, ha inoltre trasformato il Pride LGBT in una casa aperta a tutte le differenze e a tutte le istanze sociali, tutto ciò lo rende un evento assolutamente storico, non solo per l’intera città di Palermo ma anche per tutta la Regione. Oltre al corteo finale il Sicilia Pride 2010 prevede almeno un concerto finale con artisti di rilevanza nazionale e la strutturazione di un Pride Village in grado di ospitare per una settimana concerti,
spettacoli e iniziative politiche.


Maggiori dettagli su tutte le iniziative saranno diffusi attraverso il sito www.siciliapride.org e anche attraverso facebook, manifesti e volantini nelle prossime settimane.

Documento politico del Sicilia Pride, Palermo 19 giugno 2010

Il 31 ottobre del 1980, a Giarre, due ragazzi gay di 15 e 25 anni, Antonio Galatola e Giorgio Agatino Giammona, decisero di farsi uccidere in segno di resa rispetto all’impossibilità di vivere pubblicamente il loro amore. Il dolore e la rabbia seguiti a questo atroce fatto di cronaca avrebbero portato, poco più di un mese dopo, alla nascita del primo circolo Arcigay a Palermo.

Trent’anni fa, quindi, è accaduto in Sicilia un fatto straordinario: un gruppo di persone omosessuali, sicuramente non consapevole di dar vita ad un’esperienza che sarebbe diventata nel giro di pochi anni nazionale ed istituzionale, ha preso la decisione di portare le battaglie per i diritti delle persone omosessuali dentro un movimento più grande e complesso. Un atto Politico dirompente che, per le conseguenze prodotte ed il significato simbolico oggi ancora più forte, merita di essere celebrato dall’intera comunità Lgbt proprio nella città in cui ha avuto origine. Una celebrazione, tuttavia, che va accompagnata ad una consapevolezza: in trent’anni è molto cambiata la percezione dell’omosessualità e della transessualità tra le donne e gli uomini del nostro Paese, così come molto è cresciuta all’interno della comunità Lgbt la consapevolezza della necessità di affermare la propria visibilità, il tutto, però, nel tragico silenzio assente delle nostre Istituzioni. In Italia è cresciuta una comunità, ma senza nessun passo avanti nel riconoscimento dei suoi Diritti essenziali. Ne è prova la inadeguata e semplicistica risposta delle nostre Istituzioni all’escalation di violenze che l’estate scorsa ha colpito persone gay, lesbiche e transgender a Roma, Bologna, Messina ed in altre città italiane, risposta esclusivamente concentrata su un piano meramente repressivo e di ordine pubblico, di facciata appunto, e la successiva bocciatura in Parlamento di una piccola proposta di legge contro le violenze a matrice omofoba, per mezzo di una scandalosa pregiudiziale di incostituzionalità. Come se le persone gay, lesbiche e trans nel nostro Paese vivessero, agissero, amassero al di fuori della nostra Carta Costituzionale. Per questo motivo il Pride Lgbt, che in molti Paesi del mondo è il momento politicamente più significativo dell’affermazione dell’orgoglio e della fierezza di essere gay, lesbiche, transgender, in Italia non può essere solo un giorno di Festa. Esso è ancora, purtroppo, un momento di rivendicazione di Diritti ingiustamente negati. Oltre 16 anni dopo le prime raccomandazioni dell’Unione Europea, i nostri Pride devono ancora essere un grido di protesta e di richiesta di Diritti di cittadinanza elementari:

1) Il diritto di non essere offesi, calunniati, picchiati, uccisi per la propria identità di genere e per il proprio orientamento sessuale;
2) Il diritto di accedere al Matrimonio perché, come chiede la stessa UE, uguali legami sentimentali non possono ricevere trattamenti differenti; ed un diverso pronunciamento da parte della Corte Costituzionale (atteso per Aprile 2010) sarebbe quindi incomprensibile, violento e lesivo non solo degli Art. 2 e 3 della nostra Costituzione ma anche, appunto, degli indirizzi ormai affermatisi nell'intera Europa cui la stessa Costituzione prevede che il nostro Ordinamento si adegui;
3) Il diritto di accedere alle adozioni: essendo centrale il diritto dei minori a ricevere cure ed affetto, e non quello delle coppie ad adottare, non esiste oggi alcuno studio scientifico, sociologico, pedagogico che possa negare la capacità di due donne o due uomini di garantire cura, affetto, stabilità ai propri figli tanto quanto una coppia eterosessuale;
4) Il diritto di vedere finalmente applicate le normative contro il licenziamento e le differenze di trattamento in ambito lavorativo a causa della propria identità di genere e del proprio orientamento sessuale.

Ma il nostro, in particolare, è un Pride Regionale ed in quanto tale sarebbe un calco di quello Nazionale se, alla festosa celebrazione del nostro Orgoglio ed alla rivendicazione di quei Diritti fondamentali per la nostra Comunità, non si accompagnasse la capacità di comprendere il nostro Territorio (ancor più in questo particolare momento storico) ed il desiderio di parlare alle nostre Istituzioni locali ed alle cittadine ed ai cittadini della nostra Regione. Per questo il nostro scendere in piazza non può che portare con sé altre due ulteriori richieste:

1) Un appello alla Regione Siciliana affinché il recentemente siglato Protocollo contro le Discriminazioni non rimanga una semplice dichiarazione di intenti ma divenga un reale impegno verso la nostra Comunità: per esempio attraverso l’approvazione di una Legge Regionale contro le Discriminazioni fondate sul Genere e sull’Orientamento sessuale (sul modello di quanto accaduto pochi mesi fa nella Regione Marche) che sia non solo uno strumento di difesa dalle violenze ma, soprattutto, una garanzia della parità di accesso agli stessi Diritti e Servizi riconosciuti alle persone ed alle coppie eterosessuali, in linea coi Trattati Costituzionali Europei di cui l’Italia, troppo spesso, dimentica di essere cofirmataria;
2) Un appello alle Donne, alle Comunità di migranti, alle lavoratrici ed ai lavoratori della nostra Regione, a tutte quelle categorie sociali ed umane costrette a vivere in un continuo stato di cittadinanza precaria, affinché riconoscano nel nostro Pride una casa di rivendicazioni e di diritti che accoglie tutti; affinché si comprenda che nelle nostre battaglie non ci sono solamente i nostri Diritti e le nostre Libertà ma i Diritti e le Libertà di tutte/i; affinché si riconosca che la matrice delle discriminazioni di cui siamo vittime è, fondamentalmente, la stessa.

Probabilmente non esiste altra manifestazione al mondo che sia più inclusiva di un Pride: è nella sua natura, è nel suo DNA, è nella sua Storia, perché nella liberazione sessuale, di identità e di generi, nella liberazione e nell’appropriazione dei nostri corpi e dei nostri desideri passa la liberazione di una intera società. Ed infatti non esiste centralità della Comunità Lgbt e delle sue battaglie se, convinti di essere portatori di istanze minoritarie, non riuscissimo a rivolgere il nostro sguardo verso tutto ciò che ci sta intorno e non comprendessimo che quanto sta accadendo oggi nella nostra Regione, così come nel resto del nostro Paese, non può che vederci, assieme alle donne, agli immigrati, ai disabili, ai poveri, ai diversamente credenti ed ai non credenti, come una minaccia, un potenziale nemico, un fastidio con cui convivere ma da emarginare, sicuramente come presenza scomoda da non tutelare e da non riconoscere. Donne, neri, omosessuali, musulmani, transessuali, poveri: tutti fanno gioco, purché sia possibile additare qualcuno più “sfortunato” con cui entrare in competizione o da colpevolizzare per la perdita delle proprie garanzie. Per questo il nostro Pride, partendo dalle nostre specifiche rivendicazioni, non può non ospitare e comprendere tutte le altre lotte di rivendicazione che agitano il nostro Territorio: affinché esso possa realmente diventare non solo una Celebrazione della nostra Differenza ma anche e soprattutto uno strumento di educazione permanente al rispetto della Differenza in sé.
Le parole d’ordine del movimento lgbt sono ormai da anni, non a caso, “Parità, Dignità, Laicità”, parole d’ordine che riguardano tutte e tutti e che non parlano solo della nostra Comunità ma di una idea di cittadinanza che coinvolge tutti e nessuno esclude. La nostra Comunità deve occupare le strade e le piazze coi colori, la gioia, la pacifica festosità che da sempre accompagnano le nostre manifestazioni (da cui tutte/i avrebbero qualcosa da imparare anziché additarle come osceno esibizionismo); con la fierezza di chi fa del proprio corpo e della propria faccia uno strumento di lotta per l’affermazione della Visibilità di un’intera Comunità.


Articolo Tre mette a disposizione del Coordinamento Stop Omofobia Palermo il proprio conto corrente affinchè chi voglia contribuire per le spese del Sicilia Pride 2010 possa farlo da ovunque, ecco i dati:

IBAN
IT40W0102043074000300774654

Intestazione
Articolo Tre - Associazione Omosessuale
Banco di Sicilia - Agenzia Bagheria Umbeto I B

ABI 01020 - CAB 43074 - CIN W
C/C 000300774654

Causale: Sicilia Pride 2010

venerdì 9 aprile 2010

Contributi per il Sicilia Pride 2010

Articolo Tre mette a disposizione del Coordinamento Stop Omofobia Palermo il proprio conto corrente affinchè chi voglia contribuire per le spese del Sicilia Pride 2010 possa farlo da ovunque, ecco i dati:


IBAN
IT40W0102043074000300774654

Intestazione
Articolo Tre - Associazione Omosessuale
Banco di Sicilia
Agenzia Bagheria Umberto I B

ABI 01020
CAB 43074
CIN W
C/C 000300774654

Causale: Sicilia Pride 2010

domenica 4 aprile 2010

CineRassegna dei Diritti Umani

La HR (Human Rights Youth Organization) ha organizzato il cine-festival sui diritti umani, dal 5 Maggio al 24 Settembre 2010. All'interno di tale cinerassegna vi sarà uno spazio di discussione. Articolo Tre Palermo Associazione Omosessuale interverrà sul tema della diversità di genere il 9 Giugno presso il Teatro Nuovo-Gregotti (Università di Palermo).

mercoledì 31 marzo 2010

Comunicato Stampa

“Hai trovato l’amore giusto? Adesso ci vuole la cucina”. Con questo slogan una società di mobili che ha un negozio a Palermo sponsorizza i suoi prodotti anche nella nostra città. L’amore in questi manifesti è rappresentato da una coppia gay, una lesbica, una eterosessuale ed una di anziani. Come accade nella vita di tutti i giorni, quindi, l’amore non ha confini di orientamento sessuale e di età. Un messaggio ed una scelta di target che, benché dovrebbero essere considerati normali in un Paese normale, rappresentano qui ancora, purtroppo, una isolata eccezione. Il Coordinamento “Stop Omofobia di Palermo” plaude ad una scelta pubblicitaria di questo tipo, perché tali messaggi contribuiscono ad abbattere i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti dei cittadini e delle cittadine omosessuali, mostrando con semplicità quello che anche una recente Campagna Nazionale contro l’Omofobia ha oscurato: le persone omosessuali e la loro affettività. Pur consapevoli che si tratta di una scelta di marketing fondata sulla semplice constatazione dell'esistenza di una pluralità di forme della “coppia” e, quindi di clientela, questo non ci impedisce di vedere in questa campagna pubblicitaria un'ulteriore prova del fatto che Palermo è pronta ad accogliere con grande partecipazione quello che sarà l’evento simbolico più importante delle battaglie di rivendicazione della comunità LGBT (Lesbica-Gay-Bisex-Transgender) di tutta la Sicilia: il Pride Regionale 2010 che, per la prima volta dal 1980, si svolgerà a Palermo il 19 giugno 2010.

Il Coordinamento “Stop Omofobia” di Palermo

lunedì 22 marzo 2010

Sicilia Pride 2010 Palermo - Assemblea di Organizzazione



Sicilia Pride - Palermo 2010


Assemblea di Organizzazione


Left – Via degli Schioppettieri 8 (corso V. Emanuele angolo con via Roma)


Domenica 28 marzo – ore 17.00




Il primo Pride LGBT nella Storia della nostra città verrà celebrato quest’anno nel mese di giugno. Il Coordinamento “Stop Omofobia” di Palermo, costituito da tutte le associazioni omosessuali della città e da tante altre realtà, gruppi ed associazioni cittadine, formatosi all’indomani della grande manifestazione contro l’omofobia del 18 settembre 2009, quando alcune migliaia di persone hanno sfilato nel centro di Palermo, ha infatti lanciato la proposta di organizzare il Pride Regionale per il prossimo giugno, proposta sostenuta con unanime

consenso da tutte le associazioni LGBT siciliane.

Dopo trent’anni di Storia del Movimento LGBT, Storia partita proprio da Palermo con la nascita del primo circolo Arcigay d’Italia, nelle strade della nostra città vedremo sfilare un corteo festoso e colorato: un Pride che avrà dimensione regionale e che vedrà confluire a Palermo le associazioni e le persone gay, lesbiche, transgender e gay friendly da tutte le parti della Sicilia.

Quella giornata sarà e dovrà essere un grande momento di orgoglio non solo per l’intera comunità LGBT siciliana ma anche per l’intera città di Palermo. Adesso occorre mettersi a lavoro, occorrono energie, forze disponibili, idee, contributi di ogni genere per riuscire a realizzare quello che tutti noi ci auguriamo sia un grande e storico Pride.


E’ per questo che ti invitiamo ad essere presente ed a partecipare domenica 28 Marzo 2010 all’incontro del Coordinamento “Stop Omofobia” che si terrà a Palermo in via degli Schioppettieri n°8 presso i locali del Left, a partire dalle ore 17.00.


In quell’occasione tutto il Coordinamento pianificherà il lavoro, le iniziative e gli eventi che, nel corso dei pochi mesi che mancano, condurranno alla celebrazione del Pride Regionale a Palermo.

Esserci per ascoltare, proporre, dare la propria disponibilità per le tante cose che ci saranno da fare, dagli eventi più prettamente politici a quelli più ludici e festaioli, sarà un contributo prezioso per la buona riuscita del Pride.



Il Coordinamento “Stop Omofobia” di Palermo.

domenica 14 marzo 2010

Documento del Coordinamento Stop Omofobia per la proposta di Palermo come sede del Pride Regionale 2010


Sabato, 13 marzo 2010, è stato ufficialmente deciso, nel corso di una riunione con tutte le realtà LGBT della Sicilia, che il PRIDE Regionale Siciliano 2010 si terrà a Palermo.

Di seguito il documento che proponeva la candidatura palermitana:



IERI
Il 31 ottobre del 1980 muoiono a Giarre (probabilmente un omicidio-suicidio secondo le indagini del tempo) due ragazzi gay di 15 e 25 anni: Antonio Galatola e Giorgio Agatino Giammona. Il dolore e la rabbia seguiti a questo atroce fatto di cronaca porteranno, poco più di un mese dopo, alla nascita a Palermo del primo circolo Arci Gay. 30 anni fa, quindi, è accaduto nella nostra città un fatto straordinario: un gruppo di persone omosessuali, sicuramente non consapevole di dar vita ad un’esperienza che sarebbe diventata nel giro di pochi anni nazionale ed istituzionale, ha preso la decisione di portare le battaglie per i diritti delle persone gay dentro un movimento più grande e complesso (l’Arci, di cui l’Arci Gay era di fatto una estensione della Commissione Diritti Civili). Un atto Politico dirompente e rivoluzionario che, per le conseguenze prodotte ed il significato simbolico oggi ancora più forte, merita di essere celebrato dall’intera comunità Lgbt proprio nella città in cui ha avuto origine.
Da quel giorno, Palermo (città nella quale il dibattito intorno al tema dei Diritti Civili era già vivo anche ai tempi del F.U.O.R.I.) ha continuato ad essere luogo di contaminazioni e sperimentazioni politiche e sociali di grande rilevanza: la nascita del primo locale gay (il Neo), il “matrimonio” pubblico di Gino Campanella e Massimo Milani, la nascita di Agedo Palermo, la nascita di ArciLesbica Lady Oscar, le esperienze di Associazioni quali il Centro di Documentazione Ikeda, Koinonia, Ali d’Aquila, KèPalermo, la libreria Altroquando ed il suo legame con la cultura Bear (evidenziato dallo straordinario esperimento della rivista Woof), l’Associazione omosessuale Articolo 3, il primo tentativo di Coordinamento tra Associazioni Lgbt nella sede di Lady Oscar, l’Associazione Culturale Stanze al Genio, la nascita della READY (Rete delle pubbliche Amministrazioni contro la discriminazione di genere e di orientamento sessuale, con le esperienze di Marineo, Palermo e Siracusa), la nascita di una realtà commerciale come l’Exit/Rise Up ormai nota in tutta la Sicilia, ed accanto ad essa le serate organizzate da Le Tre Boracce, da Dj Mod al Gatto Nero, da Paolo Mannina al Kuè, l’esperienza bagherese del consulente del sindaco per la realtà omosessuale e la costituzione del registro per le unioni di fatto . Sono tutte tappe, in ordine né cronologico né di importanza, di un processo di visibilità, sociale e politica, e della costruzione di una rete di relazioni con le Istituzioni e con altri Movimenti (le donne e le Femministe in primis, ma anche quello per i diritti dei migranti, l’Arci, i movimenti ambientalisti e No Global, i Centri Sociali, i Partiti della Sinistra Radicale ma anche i Radicali e i Liberali). Un percorso ricco di esperienze straordinarie che riteniamo meriti non solo di essere celebrato e narrato dalle sue/dai suoi protagoniste/i ma anche, e soprattutto, di essere indicato come modello di azione sul territorio all’intero Movimento Lgbt.
OGGI
Questo percorso, così sommariamente ricordato, sta producendo oggi a Palermo uno dei suoi risultati più interessanti ed avanzati sia sul piano dell’eleborazione che sul piano dell’azione politica e sociale: il Coordinamento Stop Omofobia. Un progetto che vede lavorare insieme e in modo continuativo tutte le Associazioni (e le realtà) Lgbt palermitane accanto a collettivi, movimenti, Partiti: Malefimmine, Left, Laboratorio Zeta, Malaussene, Giovani Liberali, Radicali, Cobas, Rifondazione Comunista, Arci, Sinistra Ecologia e Libertà, N.P.S.. Il Coordinamento nasce per sviluppare progetti ed azioni comuni intorno al tema della lotta contro l’Omofobia e la Transfobia, mettendo però questo tema al centro di un dibattito più articolato e più complesso sulle Differenze, le Libertà, i Diritti. Un dibattito nel quale (ri)costruire e mettere a frutto la consapevolezza che la recrudescenza della violenza (culturale e fisica) contro le Donne, contro i migranti, contro le persone omosessuali non può essere affrontata secondo l’ottica dei “compartimenti stagni” (ogni Comunità si occupi di sé): l’unico strumento di difesa è dato infatti dalla capacità di saper mettere in rete tutte le esperienze di “opposizione”, “resistenza”, di lotta e di elaborazione sul tema dei Diritti negati. Le discriminazioni fondate sulla razza, sulla religione, sul genere, sull’orientamento sessuale, sullo status sociale sono in fondo espressioni differenti di una unica strategia (culturalmente tradizionale appannaggio della Destra ma oggi, purtroppo, condivisa anche dal Centro e da parte della Sinistra): la costruzione del consenso attraverso la paura e l’attacco costante ai Diritti (anche quelli Costituzionalmente garantiti) e all’Autonomia delle donne e degli uomini; realizzando così un tragico obiettivo: trasformare la Libertà (realizzata attraverso il Lavoro, la piena espressione di sé, l’esercizio dei propri diritti di cittadinanza) da Diritto universale in Privilegio di casta.

Viviamo oggi, infatti, in uno Stato che fa della normazione e del controllo asfissiante di corpi, aspirazioni e desideri uno strumento di governo quotidiano; una pratica che trova attuazione nella violazione e negazione di dignità e diritti, nella repressione fisica e psicologica degli individui e dei percorsi di rivendicazione politica, che ci costringe in una condizione di perenne precarietà esistenziale .

E’ lavorando intorno a questa consapevolezza che il Coordinamento ha già realizzato almeno due importanti risultati: 1) la manifestazione del 18 settembre in seguito alle violenze omofobe di Roma, Messina, Canicattì, Firenze e Bologna: il primo corteo organizzato dal movimento Lgbt a Palermo e che ha visto la partecipazione di quasi 2000 persone; un corteo pacifico che ha attraversato il centro della città fino al Municipio e che ha visto, accanto alla comunità Lgbt, i Centri Sociali, i Movimenti, i Partiti, i Sindacati e molte Associazioni non solo palermitane. 2) l’Assemblea Cittadina di Dicembre: la prima occasione di dibattito tra il Coordinamento Stop Omofobia e le Istituzioni, i Sindacati e l’Università e che ha prodotto un calendario di progetti quali: la realizzazione di un Osservatorio sulle violenze e gli atti di discriminazione; l’ideazione di una campagna contro l’omofobia e la transfobia alternativa a quella del Ministero delle Pari Opportunità; una campagna di collaborazione costante con gli esercizi commerciali cittadini per diffondere un messaggio di accoglienza verso la comunità Lgbt.
DOMANI
VERSO IL PRIDE: Noi riteniamo che il Coordinamento come collettivo e, soprattutto, come metodo dell’agire politico, l’entusiasmo creato con la manifestazione di settembre, il rinnovato rapporto con le Istituzioni e i Movimenti, uniti al desiderio (nonché alla necessità) di dare il massimo della visibilità alla celebrazione dei 30 anni del primo Circolo Arci Gay non possano che produrre il risultato della proposta di Palermo come sede del Pride Regionale per il 2010. Per diversi motivi: solo celebrando il Pride nel capoluogo (che è anche la sede della Politica Istituzionale) si può rendere palese la grandezza di quel che nel Movimento e nell’intero Paese ha prodotto la tragica vicenda di Giarre; Palermo ha bisogno di quel che in 30 anni non ha mai ancora avuto: festeggiare, attraverso la pacifica e gioiosa occupazione delle strade, delle piazze, dei luoghi delle Istituzioni, il momento simbolicamente più importante per la comunità Lgbt, cioè la rivendicazione e l’affermazione del proprio diritto alla visibilità; affinchè il percorso di crescita che ha caratterizzato il Movimento Lgbt cittadino diventi patrimonio e stimolo anche per l’intera Comunità Lgbt; legare, grazie all’occasione unica offerta dal Coordinamento Stop Omofobia, il tema dei Diritti delle persone Lgbt a tutti quei Movimenti in difesa della Legalità, del Lavoro, dell’Ambiente, dei Diritti delle Donne, dei Diritti dei Migranti, infine della Laicità e del l’Antifascismo (base e fondamento della Costituzione e della Repubblica Italiana), animati tutti da una tensione positiva che rende Palermo, asfissiata da una amministrazione assente e incapace, una città in cui le battaglie del nostro Movimento possono realmente diventare il collante che unisca e dia voce e visibilità alle lotte per i Diritti di tutte e tutti. Occasione straordinaria che è nostra intenzione evidenziare attraverso una serie di iniziative che, da oggi al giorno del Pride, portino i nostri temi (attraverso feste, rassegne cinematografiche, dibattiti e manifestazioni pubbliche) dentro i Partiti, dentro i Centri Sociali, dentro le Istituzioni, dentro i luoghi e le battaglie degli altri Movimenti. Affinchè il processo di preparazione e di informazione che porta al Pride non serva solo a pubblicizzare l’evento in sé quanto piuttosto a diffondere un metodo, un progetto di condivisione e di contaminazione che renda chiaro che le rivendicazioni del 28 giugno sono un patrimonio di tutte e tutti e che la battaglia per il riconoscimento dei Diritti Civili per le persone gay, lesbiche e trans è in realtà una battaglia per la Libertà di tutte e tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale.IL PRIDE: essendo il Gay Pride patrimonio di tutto il Movimento, nessuna/o esclusa/o, sarebbe ingiusto e politicamente contraddittorio che tale Documento di proposta contenesse anche una indicazione di come il Pride dovrebbe svolgersi. Su questo è giusto si decida tutte/tutti insieme. Noi riteniamo però importante indicare alcune matrici che vorremmo fossero seguite: 1) creazione di un ponte tra Palermo e Giarre attraverso una iniziativa pubblica che apra ufficialmente, a Giarre appunto, le giornate che porteranno al Pride e che avranno nel corteo a Palermo la loro conclusione; un’iniziativa pubblica a Palermo che sia un’occasione per le/i protagoniste/i del Movimento cittadino di raccontarne la sua storia trentennale (anche per evidenziare che la nascita di Arci Gay è oggi patrimonio di tutto il Movimento e non solo dell’Associazione che ne porta ancora il nome); realizzare un Pride che sfrutti tutte le peculiarità che Palermo offre: nelle forme e nei contenuti deve essere evidente che quel che organizzeremo non sarebbe stato possibile realizzarlo, nelle modalità che gli daremo, se non in questa città: e questo può essere reso possibile dalla redazione di un Manifesto Politico del Pride che immerga letteralmente il tema della battaglia per i Diritti delle persone Lgbt dentro i temi della difesa della Legalità e della Giustizia sociale, della Costituzione, del Diritto alla piena espressione di sé come unico e vero strumento di Libertà e, di conseguenza, di lotta Culturale a quel fenomeno oppressivo e distruttore delle libertà individuali e collettive che è la Mafia. E sia chiaro che immergere non vuol dire nascondere, bensì evidenziare con orgoglio e con forza la reale valenza politica e sociale delle nostre battaglie. Oltre al Manifesto, l’obiettivo di cui sopra può essere realizzato attraverso la scelta dei luoghi del Pride: se è palese che il Corteo realizza pienamente la sua valenza di affermazione della nostra visibilità solo sviluppandosi per le strade del centro cittadino fino a raggiungere i luoghi delle Istituzioni, è anche vero che a nessuna/o sfuggirebbe la forte valenza simbolica del decentralizzare il resto delle iniziative (dibattiti, rassegne, feste) portandole in luoghi di confine (e, diciamolo, di resistenza) quali lo Zen, Brancaccio, il Centro Storico e la Provincia di Palermo. Qui si ferma la nostra proposta di candidatura di Palermo per ospitare il Pride Regionale del 2010: il resto, se tale candidatura verrà condivisa, non potremo che costruirlo tutte/tutti insieme sia nella decisione degli eventi da realizzare che nella formulazione del Manifesto Politico; ma anche, e ci piace sottolinearlo, per quanto riguarda i momenti di festa e socializzazione: sarebbe infatti un grande ed importante risultato se, per una volta, tutte le realtà cosiddette commerciali lavorassero insieme ad un progetto comune da gestire insieme nelle giornate del Pride. Non solo pullman che portino da una città all’altra, quindi, ma tutte le città che da subito lavorano insieme per realizzare un unico e condiviso progetto di “animazione” per il Pride 2010.

martedì 9 marzo 2010


Manifestazione contro il decreto salva liste a Palermo
aderiscono insieme al Popolo Viola Palermo:
Sinistra Ecologia Libertà Palermo
Libertà e Giustizia
circolo legalità e giustizia
Comitato per la difesa della costituzione
Altra Storia
Left casa della sinistra
PD
Federazione della Sinistra
Radicali
IdV
Associazione Omosessuale Articolo Tre di Palermo
Movimento Europeo per la Giustizia
Centro Pio La Torre
Liberacittadinanza
ARCI Palermo
Partito Socialista
Associazione Cultura Democratica
Associazione Gruppo Attiva
Circolo Palermo 2013
Associazione Culturale ARCI Barcollo
ARCI
CGIL
Circolo Palermo Futura


sabato 13 marzo 2010
Ore 17.00
Palermo
Via Principe di Belmonte 103
per adesioni:

Modulo di preadesione ad Articolo Tre

Di seguito la domanda di preadesione ad Articolo Tre Palermo. Il modulo va stampato, compilato e recapitato all'associazione secondo le modalità in esso indicate; sarà nostra cura contattare i richiedenti per consegnare la tessera




Si può versare la quota d'iscrizione, minimo 10 €, anche attraverso bonifico bancario, indicando nella causale iscrizione Articolo Tre, ed inviare la ricevuta all'Associazione, unitamente al modulo di adesione, anche via mail, ecco i dati:

IBAN
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Intestazione
Articolo Tre - Associazione Omosessuale
Banco di Sicilia
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lunedì 8 marzo 2010

Omofobia e maschilismo



Pubblichiamo volentieri una lettera di Fulvio Boatta,
socio di Articolo Tre e membro del direttivo dell'Associazione



Mi chiamo Fulvio Boatta e sono un omosessuale dichiarato. Come molte persone ho tanti amici e conoscenti e come la maggior parte degli omosessuali mi trovo ogni giorno della mia vita a dover scontrarmi contro il pregiudizio e l'omofobia. Quello che trovo più sconvolgente è che spesso "l'omofobo" è in ognuno di noi, perché per essere definiti tali non necessariamente dobbiamo picchirare e uccidere le persone LGBT, spesso bastano le parole e l'indifferenza.
Vi racconto un episodio, con i miei amici (quasi tutti eterosessuali) stavamo discutendo via mail per organizzare la Pasquetta insieme, quando un ragazzo del gruppo ha esordito con questa frase: “sento d'incarnare il sentimento di tutti dicnedo che comunque vada: W il pacchio! A NOI!!!!! (si sempre il pacchio), per le ragazze c'è la versione; W il Pacco! A VOI!” pur sapendo che non avrebbe potuto incarnare il pensiero di tutti perché io non lo avrei condiviso, allora mi sono chiesto; il fatto che esisto non conta?

la mia risposta:
"Care tutte e Cari tutti,

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto; una delle mail che ho appena ricevuto, mi ha spinto a pensare.

Viviamo in una società estremamente maschilista, prova ne è il fatto che lo stipendio medio della donna è inferiore a quello dell'uomo (dati ISTAT 2009), che le posizioni di potere sono destinate agli uomini che più facilmente delle donne fanno carriera. Che i fenomeni di violenza domestica e non, vanno aumentando, questo è un fenomeno che mi preoccupa molto.

Tale subcultura è legata a doppio filo con la subcultura omofoba, sessuofoba e transfoba (Ligrardi et Al., 2005; Feige et Al., 2007; Archer, 1995). Il maschio per mantenere il suo status di potere deve necessariamente mortificare la femmina e lo fa usandole violenza sessuale, fisica e psicologica, negandole la sua visibilità sociale e negando, disprezzando e distruggendo persone che per loro natura mettono in discussione la figura del maschio, con il loro modo di essere e vivere. Quante volte sentiamo dire che un maschio gay non è tale ma è solo un mezzo uomo? Avete mai sentito dire ad un genitore che parla con la sua bambina; “non piangere sii donna”? Io mai, la femminilità è un dato di fatto, ho sempre sentito dire “non piangere sii uomo”...devi guadagnarti il tuo status di maschio! siamo permeati e forgiati da questo modo di pensare, sin da bambine/i. Quante volte diciamo la parola “frocio”, “finocchio” per scherzare con i nostri amici? Per ridere un po? Per renderli ridicoli...dopo tutto cosa è un finocchio se non una macchietta, una persona ridicola, uno insomma, poco pericoloso...un mezzo maschio.

Ma lo sapete che cosa significano questi termini? Derivano da un linguaggio contadino dove si chiamavano “finocchi” tutte quelle piante buone solo per essere bruciate...i finocchi sono insomma quelle persone buone solo per essere bruciate...riflettiamoci, l'uso delle parole ha un significato ben preciso.

La comunicazione è la base della cultura e da questa si deve partire se si vuole realmente operare un cambiamento culturale. Allora comunico con voi che siete tutte e tutti persone sensibili a questi argomenti. Vi chiedo di non essere più leggeri nel comunicare ma stare attenti alle parole che usate.

L'altro giorno da Stefano mi sono sentito dire, in risposta ad una mia battuta circa il suo modo di approcciarsi con le donne, che “io non posso capirlo perché non apprezzo”...ma non apprezzo cosa? Forse come le apprezzo io le donne, lui non lo immagina neanche e forse le apprezzo anche più di lui, perché loro come me, devono lottare ogni cazzo di giorno della loro vita, per affermare la loro visibilità sociale, per loro tutto è più difficile. Oggi ho letto in una mail una dichiarazione che diceva: “sento d'incarnare il sentimento di tutti dicnedo che comunque vada: W il pacchio! A NOI!!!!! (si sempre il pacchio), per le ragazze c'è la versione; W il Pacco! A VOI!

Mi sento di rispondere solo una cosa, chi ha scritto questa frase sa bene che nel gruppo ci sono anche io che sono un omosessuale dichiarato, però l'ha scritta lo stesso quasi come se io non esistessi, allora rispondo affermando il mio diritto ad esistere, anche solo a parole. Per una vita intera ho sempre sentito queste battute e per la maggior parte delle volte me ne sono stato zitto, perché provavo vergogna. Adesso non provo più vergogna ma solo rabbia, perché ho capito da quale matrice proviene un pensiero simile e quindi mi sono promesso di combattere questa subcultura.

L'educazione civica (mi è stato insegnato a scuola) parte dal singolo, con la comunicazione, allora vorrei che da questo momento in poi, tutte e tutti, imparassimo a riflettere che tra noi, esistono persone lesbiche, gay, bisessuali, che stanno MALE ogni volta che facciamo una battuta omofoba, ogni volta che non li consideriamo, quasi come se fossimo tutte e tutti eterosessuali, voi non potete capire perché il mondo è fatto a misura degli etero, non vi è mai suonato strano se da piccoli vi dicevano che (se maschi) un giorno avreste avuto la compagna (e viceversa se femmine)...bhe io stavo male, perché mi vedevo accanto un compagno e per molti anni ho creduto di essere il solo, quello sbagliato che non era come gli altri, ma era come nessuno avrebbe mai voluto essere...ero Fulvio, il frocio. Oggi ho capito, che non voglio essere come gli altri, sto bene così come sono, allora voglio lottare per la cultura delle differenze, non per quella della omologazione.
Per fortuna mia le cose oggi per me vanno molto diversamente, ma la maggior parte delle persone LGBT si vergogna e continua a provare quanto ho detto in precedenza ogni volta che diciamo stronzate simili. Dal momento che quasi certamente anche nel nostro gruppo di amici o persone vicine ad ognuno di noi, oltre me, vi saranno altre persone Lesbiche, Gay, Bisessuali che non si dichiarano per paura, vi chiedo solo di stare un po più attenti a quello che dite. Perché potreste fare del male alle persone che amate.

Senza considerare che dovremmo iniziare a non usare più questo linguaggio maschilista e fascista, punta dell'iceberg di una subcultura, che ci permea dentro e fuori a tutte e tutti.

Perdonate il mio sfogo ma non potevo non spiegare la mia prima reazione alla mail di cui sopra.

Cari saluti, Fulvio Boatta."

mercoledì 3 marzo 2010

Visioni contro l'omofobia: verso il Palermo Pride 2010


DOMENICA 7 MARZO 2010 ORE 21
(nei prossimi giorni il video sarà reso
disponibile su questo blog)

Proiezione del Video Combattere il pregiudizio omofobico con poco realizzato da Articolo Tre e curato da Lorenzo Canale, che raccoglie vari spot contro l'omofobia realizzati in tutto il mondo che dimostrano
come si può fare seriamente una campagna
a differenza di quella realizzata dal governo italiano.

Seguirà un aperitivo.

L'evento è organizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale Malaussène
in Piazzetta Resuttano 4 a Palermo

www.associazionemalaussene.it

In Italia sono tutti maschi

Recensione di Filippo Messina


Tutto, per esistere davvero, ha bisogno di visibilità. Cose, persone e concetti, senza la testimonianza costante della parola, senza una presenza adeguata, svaniscono come un anello di fumo, e altrettanto presto si deteriora ogni ricordo di essi. Per questo esiste la Storia, quella con la maiuscola. O almeno così credono, sperano, alcuni tra noi.
Se poi si vive in un paese come l'Italia, terra dalla memoria già tanto corta e così disponibile alla narcosi mediatica, certi eventi sono tuttora poco più che invisibili. E nonostante questo, ancora per molti, non abbastanza ignorati. No, il nostro paese va in tutt’altra direzione. Ama i quiz, i reality, e soprattutto ama il calcio, la competizione sportiva, i cori da stadio. L’italiano medio ha un modo ineffabile per affermare la propria caratura personale. La grande rete, con la sua imparzialità da muro del cesso, ci presenta un identikit efficace del nostro potenziale vicino. Ne troviamo testimonianza nei blog dei tanti grilli parlanti improvvisati, dove il cittadino italiano maschio di turno afferma candidamente che: «vedere la partita in santa pace, soprattutto la Domenica dopo pranzo, è un momento di profonda comunione con la propria identità di genere, un rito sacro quanto la messa».
Non ci sarebbe poi tanto da eccepire. Il vero problema nasce quando, il post intitolato Profanazione prende un tono più diretto, e la questione si fa illuminante.
«Negli unici dieci preziosissimi minuti di pausa che mi sono concesso davanti a Quelli che... il calcio, i risultati delle partite scorrono in basso, e ho modo (sfortunatamente) di sentire che Simona Ventura ha un ospite da non perdere. Non Baggio o Lippi. Ma Maria Grazia Cucinotta, venuta a presentare il suo film sull’omofobia, con tanto di predica contro la mancata approvazione della legge Concia. Non ci credo! Avete già monopolizzato i film, i TG, gli spazi di approfondimento, le prime pagine dei giornali, i lavori parlamentari. Almeno durante le partite di pallone lasciateci in pace!»
Certi argomenti, e così certe pagine di storia, contano, insomma, talmente poco che alzare appena la voce per parlare di diritti umani è considerato da qualcuno come una sorta di invasione. Il silenzio dei libri di storia, della filmografia anche politica, e dei media in generale, sembra essere una norma metabolizzata tanto a destra che a sinistra.



In questo sta il principale valore di In Italia sono tutti maschi, romanzo a fumetti di Luca de Santis e Sara Colaone pubblicato da Kappa Edizioni: nell'avere interrotto un silenzio durato troppo a lungo e solo occasionalmente spezzato nel corso dei decenni dall'iniziativa di singoli artisti. Negli anni settanta, il regista Ettore Scola con il film Una giornata particolare accennò brevemente alla vicenda degli omosessuali condannati al confino nell'Italia fascista. Prima e dopo di allora, i riferimenti a questo triste capitolo della nostra storia sono stati rari e timidi. E' dunque interessante vedere che oggi non è il cinema, e neppure l'abusata fiction televisiva, ma un racconto a fumetti a ridare voce ai protagonisti di un vergognosa pagina del fascismo, ancora oggi relegata da molti in mezzo al ciarpame degli episodi meno rilevanti di quel buio ventennio. Un fumetto cui è stato conferito nel 2009 il premio Attilio Micheluzzi, per la prosa asciutta e tagliente di de Santis, capace di illustrare miserie e speranze senza mai scadere nella retorica, e ai disegni di Sara Colaone, in grado di evocare quei giorni attraverso una grafica stilizzata dai colori aspri e giallastri che richiamano la suggestione delle foto d'epoca. Per una volta, quindi, questa drammatica pagina della storia gay non interromperà nessuno spettacolo televisivo, non profanerà nessuna trasmissione sportiva deludendo rispettabili cittadini intenti a ruminare ben altro. Ma arriverà al cuore e al cervello di chi, per propria scelta, vorrà conoscere il passato del proprio paese e guardare, con apprensione o buoni propositi, al domani. Forse è un peccato che, come scrive sul web l’acuto pensatore di cui sopra, il mondo omosessuale non sia proprio capace di lasciare in pace gli spettatori e i lettori eterosessuali.
«Non possono» afferma, «Perché la loro è un’ideologia rivoluzionaria. Un’ideologia che per imporsi, non trovando forza nella natura, ha bisogno della violenza ossessiva, della maniacale insistenza senza pausa. Bombardare senza quartiere fino a stremare del tutto le residue forze di resistenza. Ogni spazio è buono per insinuarsi. Mi verrebbe da dire: ogni buco, ma non vorrei che mi denunciassero per omofobia».

Chissà cosa ne avrebbe pensato Antonio Angelicola, detto Ninella, giovane sarto partenopeo protagonista di In Italia sono tutti maschi, la cui tragica storia è rimasta ignorata per cinquant’anni. O ancora meglio Giuseppe B, il suo alter ego nella vita reale, diretto testimone delle persecuzioni fasciste ai danni delle persone omosessuali relegate nella prigione a cielo aperto sull’isola di San Domino, nell'arcipelago delle Tremiti. Confino che ebbe termine nel 1940, con l’inizio della guerra e un ritorno a casa gravato dall’infamia e da anni di arresti domiciliari. Un crimine contro l’umanità cui, come testimonia la drammatica intervista che conclude il volume, neppure l’avvento della Repubblica avrebbe posto rimedio, in quanto nessuno degli omosessuali mandati al confino dal regime fascista furono mai riabilitati. Se il ventennio fascista era giunto a termine, l’omofobia italiana stava sbocciando, pronta a mettere subdolamente radici nei terreni più disparati. Gli omosessuali non saranno stati nemici della patria, ma restavano comunque vittime troppo poco presentabili perché se ne potesse parlare apertamente. Persino le leggi razziali promulgate nel 1938 non contenevano espliciti riferimenti all’orientamento sessuale. Mussolini liquidò la questione con la frase a effetto che In Italia sono tutti maschi, pronti a combattere per la patria, a far figli a carrettate e... a giocare a calcio, o perlomeno stare religiosamente a guardare mentre altri lo fanno (del resto è così che si esprime al meglio la propria identità di genere). Il peccato di omosessualità era talmente infame da non giustificare neppure l’esistenza di una legge repressiva apposita. Se i nazisti, ricorsero al famigerato triangolo rosa per marchiare le persone omosessuali, in Italia la persecuzione seppe essere crudelmente discreta. Meglio tacere il fatto, perseguendolo poi con espedienti pretestuosi, e togliere quella spazzatura dalla circolazione, in modo che nessuno potesse vederla. Un capitolo nero soffocato tra gli orrori della guerra e la tragedia del fascismo, e tuttora per lo più rimasto celato. Del resto, si sa, gli appassionati di calcio potrebbero esserne infastiditi...

In Italia sono tutti maschi, con la semplicità diretta del mezzo fumettistico, solleva il velo su quel dramma, spalanca la porta e invita il lettore a dare un’occhiata alla storia del suo paese. La vicenda di Antonio e dei suoi compagni di prigionia sull’isola di San Domina, rivivono sulla carta stampata con forza dirompente. Le loro privazioni, gli espedienti per sopravvivere, gli amori disperati, nati a volte tra gli stessi militari incaricati di sorvegliarli, la follia e la vergogna di una società autoritaria che già allora riteneva di essere la più evoluta delle civilità, sono storie quasi anonime, relegate a poche pagine su scaffali polverosi. Voci lontane, sommerse dalla musica dei festival canori, dagli effetti speciali dei film di cassetta e dagli slogan calcistici. Non c’è da sorprendersi, quindi, che per essere uditi, o anche solo per sentire di esistere, a volte si debba urlare. Sorprendente, nel libro, la caratterizzazione degli esuli, personaggi talmente attuali da sembrare fuori dal tempo se non anacronistici per chi non ha vissuto quegli anni. Il clima oppressivo del ventennio, la cultura omofoba e la maggiore precarietà della vita, inducevano certe personalità a esprimersi con forza, perturbando e trasgredendo. In certi casi sublimando con il travestimento, e quindi con una rappresentazione iconica dell’identità sessuale, quella natura che chiedeva di emergere nonostante le pesanti restrizioni culturali. Il tono del racconto è delicato, e il fracasso delle esuberanze e delle occasionali volgarità sono accordate con le note di una gioia di vivere irriducibile e di un'indomabile dignità.
Nell'opera di Luca de Santis e Sara Colaone il ponte tra passato e presente è rappresentato mediante il ricorso a due piani narrativi. Il giovane giornalista Rocco, intenzionato a realizzare un documentario sulla vicenda degli omosessuali al confino, è simbolo di un punto di vista attuale, che guarda alla storia trascorsa con interesse, ma non è ancora del tutto libero dalle catene dell’imbarazzo. Il suo rapporto con Antonio, ormai vecchio e stanco, riluttante testimone di quei tragici giorni, assume le atmosfere del viaggio iniziatico di due anime speculari. Quel tragitto in auto che dovrebbe portare giornalisti e testimone ancora una volta sul suolo di San Domina è più volte interrotto – così come il racconto retrospettivo – per sottolineare la difficoltà culturale ad assimilare informazioni scomode, e a far proprie certe emozioni.
Il documentario, alla fine del viaggio, potrebbe anche non essere prodotto, ma quel che importa, e che ci viene suggerito dal libro, è che la comprensione avvenga al livello delle viscere più che del cervello. Solo in questo modo, sembrano dirci de Santis e Colaone, si può arrivare veramente a capire cosa significa essere Uomini, e che la semplice etichetta di Maschi, fieramente consacrata da Mussolini e ancora così cara a una certa destra, di per sé non indica nulla di cui andare realmente fieri.


In Italia sono tutti maschi
di Luca de Santis e Sara Colaone

Kappa Edizioni (2008) 176 pagine, euro 16