di Antonella Trifirò - «Teniamo a dire che con le feste non ci fermeremo ma continueremo l'attività che, in queste settimane, ha visto la partecipazione e il consenso di centinaia di giovani e no. Dal 27 al 30 dicembre, nell'aula di ex-chimica del Rettorato, occupata e gestita dagli studenti del Collettivo, è previsto un cineforum e altre iniziative verranno organizzate nei prossimi giorni. Invitiamo, dunque, a consultare il gruppo Facebook “UniMe in Protesta” per essere aggiornati sui prossimi eventi».
Queste le parole degli studenti dell’Università di Messina, che si aggregano alla mobilitazione che in questi giorni si è attivata in tutta Italia. Dal canto loro, gli studenti messinesi pongono l’accento su diverse iniziative che hanno avuto luogo in vari punti della città, come scatch teatrali e momenti di riflessione inerenti la riforma e la precarietà del lavoro.
Dichiarano ancora che la loro arma è la cultura, ecco perché ieri si sono serviti dei versi di Alda Merini, di Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini e tanti altri, con lo scopo di rafforzare, se non di creare ex novo, una coesione sociale ormai invisibile. Questo alla luce dell’approvazione della legge Gelmini, che è passata con 161 si, 98 no e 6 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Hanno votato contro Pd e Idv. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine.
Il ministro dell’istruzione ha annunciato che la riforma verrà attuata dal prossimo anno accademico e che, entro i prossimi sei mesi, tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati. Maria Stella Gelmini ha anche fatto presente che alcune contraddizioni presenti nel testo del decreto, evidenziate dall’opposizione, saranno riviste e corrette.
E se per Gasparri questa riforma rappresenta un “passaggio chiave” all’interno della legislatura, la Finocchiaro non esita a mostrare alcune perplessità: “questa è una legge delega e che ci sono ancora circa 50 decreti attuativi da varare. Occorrerà che Camera e Senato tornino con le commissioni a occuparsene. Mi auguro che in quella sede si possa ancora fare qualche passo in avanti”.
Il ministro Maroni fa notare come le manifestazioni si siano svolte più o meno pacificamente in tutta Italia, con l’eccezione di Palermo, dove la sede della Regione Sicilia e la Questura sono state minacciate da diversi tentativi di assalto. Il ministro dell’Interno esterna il suo dispiacere per l’accaduto e ci tiene a precisare che “il diritto al dissenso è sacrosanto e sarà sempre garantito dalle forze dell'ordine ma la violenza sarà sempre contrastata con ogni mezzo”.
Lotta agli sprechi e a parentopoli; stop ai rettori a vita; autonomia delle università coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica, didattica; soldi solo in base alla qualità (gli atenei gestiti male ne riceveranno meno) e fine dei finanziamenti a pioggia; reclutamento e governance secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Queste le principali novità della riforma dell'università approvata dal Senato in via definitiva.
Intanto, a Messina, come in tutta Italia, studenti e ricercatori non accennano a placarsi e hanno pianificato una serie di iniziative che si svolgeranno tra il 27 e il 30 dicembre.
Queste le parole degli studenti dell’Università di Messina, che si aggregano alla mobilitazione che in questi giorni si è attivata in tutta Italia. Dal canto loro, gli studenti messinesi pongono l’accento su diverse iniziative che hanno avuto luogo in vari punti della città, come scatch teatrali e momenti di riflessione inerenti la riforma e la precarietà del lavoro.
Dichiarano ancora che la loro arma è la cultura, ecco perché ieri si sono serviti dei versi di Alda Merini, di Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini e tanti altri, con lo scopo di rafforzare, se non di creare ex novo, una coesione sociale ormai invisibile. Questo alla luce dell’approvazione della legge Gelmini, che è passata con 161 si, 98 no e 6 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Hanno votato contro Pd e Idv. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine.
Il ministro dell’istruzione ha annunciato che la riforma verrà attuata dal prossimo anno accademico e che, entro i prossimi sei mesi, tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati. Maria Stella Gelmini ha anche fatto presente che alcune contraddizioni presenti nel testo del decreto, evidenziate dall’opposizione, saranno riviste e corrette.
E se per Gasparri questa riforma rappresenta un “passaggio chiave” all’interno della legislatura, la Finocchiaro non esita a mostrare alcune perplessità: “questa è una legge delega e che ci sono ancora circa 50 decreti attuativi da varare. Occorrerà che Camera e Senato tornino con le commissioni a occuparsene. Mi auguro che in quella sede si possa ancora fare qualche passo in avanti”.
Il ministro Maroni fa notare come le manifestazioni si siano svolte più o meno pacificamente in tutta Italia, con l’eccezione di Palermo, dove la sede della Regione Sicilia e la Questura sono state minacciate da diversi tentativi di assalto. Il ministro dell’Interno esterna il suo dispiacere per l’accaduto e ci tiene a precisare che “il diritto al dissenso è sacrosanto e sarà sempre garantito dalle forze dell'ordine ma la violenza sarà sempre contrastata con ogni mezzo”.
Lotta agli sprechi e a parentopoli; stop ai rettori a vita; autonomia delle università coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica, didattica; soldi solo in base alla qualità (gli atenei gestiti male ne riceveranno meno) e fine dei finanziamenti a pioggia; reclutamento e governance secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Queste le principali novità della riforma dell'università approvata dal Senato in via definitiva.
Intanto, a Messina, come in tutta Italia, studenti e ricercatori non accennano a placarsi e hanno pianificato una serie di iniziative che si svolgeranno tra il 27 e il 30 dicembre.

