Visualizzazione post con etichetta d'alema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta d'alema. Mostra tutti i post

giovedì 30 dicembre 2010

La Fiom mobilita la dignità operaia

Il referendum è uno strumento democratico in cui le persone possono dire la loro su un tema che li riguardi direttamente. Imporre lo strumento del voto perché si accetti di non poter votare mai più, non è un paradosso o un ossimoro, è un gigantesco imbroglio, che si trasforma in un odioso ricatto nel momento in cui la formulazione del quesito referendario suona così: accetti di rinunciare ai tuoi diritti, compreso quello di ammalarti, scioperare, persino mangiare se la domanda di automobili dovesse schizzare in alto, eleggere i tuoi rappresentanti sindacali, in cambio della salvezza del posto di lavoro?
Siamo a Mirafiori, Pianeta Italia, fabbrica Chrysler perché la Fiat nei fatti non esiste più, salvo essere trasformata in uno spezzatino di newco da mettere sul mercato qualora a Marchionne i soldi da restituire a Barack Obama non dovessero bastare. Cosa dovrebbe dire la Fiom, se non che questo referendum, frutto di un accordo separato, è illegittimo e dunque i metalmeccanici della Cgil non possono riconoscerne la validità? Cosa dovrebbe fare la Fiom, se non indire per il 28 gennaio uno sciopero generale di tutta la categoria in difesa della democrazia, della Costituzione repubblicana, del contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori? Semmai, con questi chiari di luna, con un governo della deregulation liberista, con la diseguaglianza che cresce insieme alla povertà, bisognerebbe chiedersi come mai non sia l'intera Cgil a chiedere al paese di fermarsi.

lunedì 20 dicembre 2010

Malinconie autoritarie per Gasparri, ex missino, convertito ma non troppo

Fanno discutere le parole di Maurizio Gasparri sugli arresti preventivi per gli studenti. Per Nichi Vendola si tratta di «Annuncio di Fascismo». Sulla stessa linea Antonio Di Pietro mentre Massimo D'Alema, in televisione, evoca l'utilizzo strumentale della rabbia studentesca da parte di forze oscure. Preoccupazioni tra gli studenti che si preparano a scendere in piazza.

Inizia la discussione al Senato del Ddl Gelmini sull'università in un clima poco rassicurante. Dopo gli incidenti del 14 dicembre di Roma, diversi esponenti della maggioranza tra cui il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il capogruppo a Palazzo Madama del Pdl, Maurizio Gasparri, hanno lanciato avanzato proposte repressive. Se dal Viminale si è pensato all'estensione del Daspo (provvedimento che impedisce di frequntare gli stadi agli Ultras) Gasparri non ha nascosto la voglia di arresti preventivi evocando lo scenario del 7 aprile 1979 quando vennero arrestati molti esponenti dell'allora Autonomia Operaia. L'accusa di fascismo a Gasparri è immediatamente scattata da parte di Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Qualche inquietudine l'ha lasciata l'intervista di Fabio Fazio a Massimo D'Alema che parlando in qualità di presidente del Copasir (Comitato parlamentare per i servizi segreti), ha avvertito che «bisogna stare molto attenti perché l'interesse alla violenza è un interesse dei gruppi violenti, ma potrebbe diventare anche un modo di chi è al potere di rafforzare il proprio potere. È un gioco che abbiamo già visto anche nel passato».