Fanno discutere le parole di Maurizio Gasparri sugli arresti preventivi per gli studenti. Per Nichi Vendola si tratta di «Annuncio di Fascismo». Sulla stessa linea Antonio Di Pietro mentre Massimo D'Alema, in televisione, evoca l'utilizzo strumentale della rabbia studentesca da parte di forze oscure. Preoccupazioni tra gli studenti che si preparano a scendere in piazza.
Inizia la discussione al Senato del Ddl Gelmini sull'università in un clima poco rassicurante. Dopo gli incidenti del 14 dicembre di Roma, diversi esponenti della maggioranza tra cui il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il capogruppo a Palazzo Madama del Pdl, Maurizio Gasparri, hanno lanciato avanzato proposte repressive. Se dal Viminale si è pensato all'estensione del Daspo (provvedimento che impedisce di frequntare gli stadi agli Ultras) Gasparri non ha nascosto la voglia di arresti preventivi evocando lo scenario del 7 aprile 1979 quando vennero arrestati molti esponenti dell'allora Autonomia Operaia. L'accusa di fascismo a Gasparri è immediatamente scattata da parte di Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Qualche inquietudine l'ha lasciata l'intervista di Fabio Fazio a Massimo D'Alema che parlando in qualità di presidente del Copasir (Comitato parlamentare per i servizi segreti), ha avvertito che «bisogna stare molto attenti perché l'interesse alla violenza è un interesse dei gruppi violenti, ma potrebbe diventare anche un modo di chi è al potere di rafforzare il proprio potere. È un gioco che abbiamo già visto anche nel passato».