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mercoledì 5 gennaio 2011

Cofferati: Camusso lede statuto Cgil,il 28 in piazza con Fiom

"Sciopero opportuno. A Mirafiori siglato brutto accordo"

Inserito 1 ora fa da TMNEWS
L'ex leader della Cgil e attuale parlamentare europeo del Pd, Sergio Cofferati, sarà in piazza il 28 gennaio a sostegno dello sciopero della Fiom contro l'accordo separato sullo stabilimento Fiat di Mirafiori. Lo conferma l'ex numero uno di corso d'Italia, sottolineando che la proposta di firma tecnica avanzata dal segretario generale Susanna Camusso alle tute blu della Fiom lede lo statuto della Cgil. "Il 28 sarò in piazza con la Fiom - dice Cofferati - la proposta di Camusso di firma tecnica prefigura una lesione gravissima dello statuto Cgil. Lo vieta un articolo dello statuto della Cgil, ripreso poi dallo stesso statuto della Fiom. Vieta esplicitamente all'organizzazione di presentare piattaforme o di firmare accordi lesivi dei diritti delle persone, i diritti sanciti dal contratto e dalla legge". Cofferati spiega che lo sciopero della Fiom è "legittimo e opportuno. Quello del 23 dicembre è un brutto accordo perchè invece di prospettare un modello di competitività basato sulla qualità del prodotto e dell'organizzazione del lavoro punta sulla riduzione dei costi, peggiorando le condizioni materiali di lavoro delle persone, e ancor di più togliendo dei diritti sanciti dai contratti. Inoltre apre un delicatissimo problema di democrazia nei luoghi di lavoro". 

giovedì 30 dicembre 2010

La Fiom mobilita la dignità operaia

Il referendum è uno strumento democratico in cui le persone possono dire la loro su un tema che li riguardi direttamente. Imporre lo strumento del voto perché si accetti di non poter votare mai più, non è un paradosso o un ossimoro, è un gigantesco imbroglio, che si trasforma in un odioso ricatto nel momento in cui la formulazione del quesito referendario suona così: accetti di rinunciare ai tuoi diritti, compreso quello di ammalarti, scioperare, persino mangiare se la domanda di automobili dovesse schizzare in alto, eleggere i tuoi rappresentanti sindacali, in cambio della salvezza del posto di lavoro?
Siamo a Mirafiori, Pianeta Italia, fabbrica Chrysler perché la Fiat nei fatti non esiste più, salvo essere trasformata in uno spezzatino di newco da mettere sul mercato qualora a Marchionne i soldi da restituire a Barack Obama non dovessero bastare. Cosa dovrebbe dire la Fiom, se non che questo referendum, frutto di un accordo separato, è illegittimo e dunque i metalmeccanici della Cgil non possono riconoscerne la validità? Cosa dovrebbe fare la Fiom, se non indire per il 28 gennaio uno sciopero generale di tutta la categoria in difesa della democrazia, della Costituzione repubblicana, del contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori? Semmai, con questi chiari di luna, con un governo della deregulation liberista, con la diseguaglianza che cresce insieme alla povertà, bisognerebbe chiedersi come mai non sia l'intera Cgil a chiedere al paese di fermarsi.

mercoledì 29 dicembre 2010

Da Pomigliano a Mirafiori, l’offensivautoritaria del regime del ricatto

Provate ad immaginare cosa sarebbe mai accaduto se la Cgil o la Fiom avessero deciso, loro che pure tra le tute blu sono maggioritari, di siglare una simile intesa, magari lasciando fuori dalla porta gli altri sindacati. Le urla sarebbero arrivate sino al cielo, il ministro Sacconi avrebbe minacciato un decreto di urgenza per stroncare il patto scellerato, alcuni editorialisti ci avrebbero fatto una lezione sulla democrazia liberale e sull'antico vizio "comunista ed operaista" di voler mettere il bavaglio alle minoranze e di non voler rispettare il principio della democrazia rappresentativa.
Non contenti di aver siglato un simile accordo ora si annuncia anche un referendum che sarà dominato dal ricatto di Marchionne: "O mangiate questa minestra, o me ne andrò, vi sbatterò fuori, vi rimanderò a casa".
Quelli che voteranno no, come è già accaduto a Pomigliano, dovranno essere considerati gli unici veri cavalieri del lavoro, perchè in queste condizioni il loro voto sarà davvero un gesto liberale e di libertà.

sabato 25 dicembre 2010

Gelmini e Marchionne: come distruggere un paese

L’accordo che sta maturando a danno degli operai della Fiat e’ uno dei piu’ disastrosi risultati di questo governo. Il paese viene riportato indietro di 60 anni quando non esistevano ne’ relazioni sindacali ne’ tantomeno i diritti dei lavoratori. Questi sono i reali problemi sui quali si dovrebbero concentrare i partiti di opposizione altro che perdere tempo con le vicende personali del Presidente del Consiglio e con le compravendite di parlamentari. Con la complicita’ dei sindacati e del governo, Marchionne, dopo aver portato la Fiat fuori da confindustria, con il ricatto della chiusura delle fabbriche della casa torinese in Italia, sta cancellando i piu’ elementari diritti degli operai della Fiat escludendo da qualsiasi trattativa i sindacati che non si adeguano alle sue “non regole” da dittatore e padrone. Gia’ Padrone .. un termine che in molti vorrebbero cancellare dal vocabolario delle relazioni sindacali e politiche ma come si vede un termine che torna di attualita’ cosi’ come e’ tornato alla ribalta durante questa legislatura il termine fascismo. Due parole che pensavamo di aver cancellato definitivamente ma che sono ora piu’ che mai di attualita’ grazie anche alla politica disastrosa del governo Berlusconi. Purtroppo il sindacato si e’ fatto abbindolare ed anche la CGIL, che era l’ultimo baluardo a contrastare il nuovo capitalismo prorompente, ha deposto le armi grazie anche alla miopia di Susanna Camusso. Chi sperava che la prima donna segretario del piu’ grande sindacato italiano contribuisse a rinvigorire le lotte sindacali e’ rimasto completamente deluso. La Susanna ha perso anche l’occasione che gli studenti le hanno offerto su un piatto d’argento il 21 dicembre scorso chiedendo la proclamazione di una giornata di sciopero generale per scendere in piazza studenti ed operai insieme. La Camusso ha respinto la richiesta dichiarando che non ci sono le condizioni. Se non ci sono in questo momento le condizioni per un grande sciopero generale e’ difficile capire quando ci potranno essere. Mentre gli studenti sendono in piazza per tentare di salvare il loro futuro, i lavoratori, o meglio i loro sindacati, voltano loro le spalle piuttosto che sfruttare questa occasione per dare vita ad un grande movimento di protesta che, con la forza di studenti ed operai insieme, possa finalmente tentare di ribaltare un governo che sta portando l’Italia allo sfacello completo. Con questo accordo capestro si chiude un’epoca storica e si torna indietro di oltre mezzo secolo assestando un’altra potente spallata alle speranze dei giovani. Dopo il decreto Gelmini arriva ora arriva Marchionne che porta la piu’ grande industria italiana al di fuori di qualsiasi regola sindacali creando il proprio sistema sul modello americano e tedesco: quello dei contratti aziendali piuttosto del contratto collettivo. Ma fra questi modelli, americano e tedesco, e quello italiano c’e’ una piccola ma sostanziale differenza: gli operai hanno stipendi che sono mediamente il doppio di quelli italiani. Ma queste sono quisquiglie per chi guadagna mediamente oltre 20 volte quello che guadagna un operaio della Fiat. L’istruzione ed il lavoro sono le bombe che in questi giorni portano l’Italia ad un’epoca che sembrava ormai dimenticata, un disastro per riparare il quale saranno necessari decenni ammesso che qualcuno abbia la forza di abbattere questa maggioranza scellerata. Questi sono i problemi reali non certo i problemi giudiziari del presidente del consiglio.