domenica 9 giugno 2013

DEDICATO ALLE POLEMICHE SUL PRIDE (CHE DIMENTICANO PERO' IL PRIDE)

di Luigi Carollo

Nella mia vita ho partecipato a moltissime manifestazioni e ho aderito (personalmente e/o attraverso le Associazioni di cui ho fatto parte) a moltissimi movimenti. Sempre con pieno rispetto per le rivendicazioni cui le manifestazioni erano dedicate. Ho sfilato contro l'embargo a Cuba, senza mai mettere l'accento sull'omofobia imperante in quel Paese. Ho manifestato per esprimere solidarietà alla Palestina, dimenticando (per il bene della causa) il destino delle persone omosessuali in quei territori. Ho partecipato a manifestazioni pacifiste, senza pretendere l'esame del Dna agli omofobi o ai maschilisti presenti (cosa certa anche per mero calcolo statistico). Ho aderito a molte battaglie senza mai chiedere a chi organizzava quelle vertenze il curriculum dei politici che esprimevano il loro sostegno. Ho partecipato ad innumerevoli manifestazioni sindacali nonostante il mio disgusto per le posizioni politiche di Cisl e Uil (e talvolta anche della Cgil). Ho manifestato ad ogni vertenza che avesse accanto a sè la parola "comunista", dimenticando per cause di forza maggiore che in tutto il mondo le parole "comunismo" e "rispetto dei Diritti Lgbt" non stanno mai nella stessa frase. Ho partecipato a manifestazioni anti-mafia senza mai fare l'esame a chi partecipava per adesione reale o per anti-mafia di maniera. In poche parole, ho sempre aderito a manifestazioni e movimenti per totale rispetto delle LORO vertenze e delle LORO rivendicazioni, senza mai pretendere il test del pedigree e senza mai misurare quelle vertenze sulla base della corrispondenza alle MIE priorità. Io aderisco alla TUA battaglia perchè in essa mi riconosco... e non per misurare quanto TU corrisponda ai requisiti della MIA scala di valori o delle MIE battaglie. Perchè questo non è possibile quando si parla di Pride? Perchè alcuni dei soggetti che sostengono di aderire alle battaglie del Movimento Lgbt sottopongono questo Movimento ad un costante esame del Dna e dimenticano quelle battaglie per chiedere conto e ragione delle LORO priorità e non delle nostre? Non piace il patrocinio dell'Ambasciata degli USA? Posso capirne le ragioni politiche (e posso addirittura condividere il giudizio politico complessivo). Non piace il sostegno del Govenatore Crocetta? Non piace il sostegno del Sindaco Orlando? Posso capire le ragioni di chi si sente tradito o non ascoltato da queste amministrazioni. Ma QUESTO NON E' il Pride dell'Ambasciata Usa, non è Pride di Crocetta e non è il Pride di Orlando. QUESTO è il Pride della Comunità Lgbt e del Movimento Lgbt. Ed il suo Manifesto (per quanto plurale ed inclusivo) è costruito intorno alle rivendicazioni delle persone gay lesbiche e trans*. A questo si aderisce; e da questo ci si dissocia. Punto. Chi dimentica questo punto fondamentale e sacrifica (e chiede che si sacrifichi) questo impianto di rivendicazioni a questioni laterali in realtà commette un errore molto grossolano e politicamente immaturo: finge cioè di ignorare che sono QUEI SOGGETTI oggetto delle loro polemiche ad aver aderito al Pride. E non è il Pride che ha aderito a quei soggetti. Chi non comprende questa differenza o sconosce cosa sia l'impegno politico o, in realtà, se ne è sempre fregato delle rivendicazioni del Pride. (Io temo, ahimè, che la seconda sia l'ipotesi più plausibile). Buon Pride a tutte/i noi.