Lo dico subito, a scanso di ogni equivoco: pur essendo io omosessuale e pur avendo vissuto come un'insulto le celebri parole di Berlusconi alla fiera delle Moto, non credo che la sua visione dell'omosessualità sia realmente il centro (né la parte più tristemente interessante) della sua battutaccia. Ritengo infatti che molti/molte di noi siano vittime di un equivoco: cioè credere che Berlusconi abbia voluto stabilire un paragone tra “essere eterosessuali” ed “essere gay”. Il che è totalmente falso. Il nostro Premier, infatti, più che un paragone ha voluto esprimere un'equazione, e cioè che l'eterosessualità (la sua, per lo meno) coincide con “l'essere appassionati di belle ragazze”. Il vero insulto per la comunità Lgbt, quindi, non sta nell'essere stati dipinti come “peggiori” degli eterosessuali, bensì come “peggiori” dei collezionisti e dei guardoni. La vera tragedia di Berlusconi, uomo potente, ricco, colto, che ha girato il mondo e ha raccolto esperienze che la maggior parte di noi mai vivrà nemmeno in 10 vite, non è quindi la sua omofobia ma il suo maschilismo vecchio di un secolo, violento ed umiliante ed ancora più intollerabile se espresso da un uomo che guida una Nazione (cosiddetta) civile, moderna, occidentale. Il che porta ad alcune considerazioni.
1) Berlusconi, che si è sempre e dappertutto vantato di amare le Donne più di ogni altra cosa, in realtà le Donne le odia; o, per lo meno, ne ha una visione carica di disprezzo che le condanna ad una eterna subalternità. Ovviamente (ed è questo l'aspetto più triste, dato che parliamo di un uomo di 74 anni che sostiene di essere lucido e giovanissimo nell'animo) lui non se ne accorge nemmeno. Del suo disprezzo non è affatto consapevole e le reazioni alle sue parole lo sorprendono sinceramente. Come può lui, che ama circondarsi di donne, che ama aiutarle ed essere generoso con loro, che ama riempirle di complimenti in ogni occasione pubblica e privata, che adora deliziarle esibendosi come cantante e come comico e barzellettiere, essere considerato un Uomo che disprezza le Donne? Al Premier mancano gli elementi politici e culturali per comprenderne il semplicissimo motivo: lui odia le donne perchè le condanna ad esistere esclusivamente come oggetto di desiderio e come elemento di arredamento e/o scenografia. Le sue parole sono chiarissime: meglio dell'essere gay NON è l'essere eterosessuali (che significa essere attratti sessualmente ed affettivamente da persone dell'altro sesso) ma “l'essere appassionati di belle ragazze”. Per cui, chi ama una donna brutta non è un eterosessuale all'altezza di Berlusconi; chi preferisce una donna matura ad una giovane ragazza non è abbastanza eterosessuale secondo il “canone Berlusconi”; chi non colleziona, esibisce, compra “belle ragazze” è probabilmente uno smidollato, un poveraccio, un finto Uomo, e di sicuro non è perfettamente eterosessuale quanto il nostro Premier. Un Premier che, senza neppure rendersi conto, non fa altro che dichiarare una per lui palese verità: la Donna è tale ed ha dignità di esistere solo quando è Bella, Giovane, Disponibile e da lui desiderata. In tutti gli altri casi, o sei la sua Mamma (e quindi Donna per definizione) o sei la Bindi. Tertium non datur. E' inutile scomodare Mara Carfagna o Nicole Minetti, ed è inutile provare a ricordare una donna brutta o non giovane aver mai avuto una qualche visibilità dentro la ormai ventennale esperienza politica del Premier; è sufficiente ricordare proprio l'unica eccezione: Letizia Moratti. Candidatala a Sindaco di Milano, il cavaliere Berlusconi sentiva il bisogno in ogni occasione pubblica di sottolineare che la Moratti, oltre che brava ed esperta, era anche Bella. Una Bella Donna. Per lui era necessario ricordarlo a tutti e a se stesso: perchè senza quella Bellezza, sarebbe venuto meno il requisito essenziale che faceva di lei una Donna e soprattutto una Donna candidabile dal partito del Premier. Del resto non dimentichiamo il contesto in cui ha partorito quella becera battuta: una fiera delle Moto; cioè un raduno, appunto, di appassionati collezionisti, moltissimi dei quali probabilmente si tengono informati sull'oggetto della loro passione (la Moto) grazie a quelle riviste in cui la sella di una motocicletta non è tale se non è accompagnata da un culo di donna nuda o da una tetta abbondante e ben visibile. Un mondo assurto agli onori della televisione, prima ancora che per la nascita di fenomeni come Valentino Rossi, grazie alla deliziosa e simpatica idea di riempire le piste, i box ed ogni anfratto dei circuiti con bellissime e giovanissime strafighe sorridenti che fanno capolino qui e là prima di ogni corsa.
2) Cosa c'entrino tette e culi con una corsa di moto è in effetti la domanda centrale, che spiega probabilmente la cultura del Berlusconi uomo e Premier. E' ormai assodato, nel mondo occidentale, che nulla fa vendere un prodotto e lo rende appetibile tanto quanto il sesso. Una competizione sportiva per essere trasmessa in tv deve poter raccogliere pubblicità; una rivista per esistere deve raccogliere pubblicità; devono, cioè, rendere appetibili e vendibili tutta una serie di prodotti. E nulla è più efficace dell'assecondare i desideri, le pulsioni sessuali, il bisogno di sentirsi capaci di conquistare e possedere che appartengono al pubblico medio. O meglio, che sono definiti secondo il gusto della massa: cioè sempre e comunque un gusto eterosessuale e maschile non perchè maschi eterosessuali sono gli acquirenti, bensì perchè maschi eterosessuali sono coloro che possiedono i media, che producono ciò che va venduto e che determinano quindi il gusto comune. Berlusconi su questo ci ha costruito la sua ascesa da tycoon televisivo. A far fare il salto di qualità a Canale 5 sono state le tettone del Drive-In, o no? Senza le Veline (e Ricci farebbe meglio a piantarla di dire che sono una caricatura delle bonazze nude della tv ed ammettere che sono... altre bonazze nude della tv) è pensabile che Striscia La Notizia non sarebbe il fenomeno televisivo che è da 19 anni, o no? E qui esplode la vera unicità della situazione italiana; anzi, a mio parere qui esplode l'aspetto realmente più indigesto del conflitto di interessi berlusconiano. Perchè tette e culi vengono usati in tutto il mondo per vendere una moto o una patatina; ma in nessun altro Paese del mondo è diventato Premier qualcuno che quelle patatine le ha vendute mettendo in scena tette e culi. Anzi, nel resto del mondo il compito della Politica è proprio quello di fare da argine ad un linguaggio e ad una cultura costruiti sulla misoginia, sulla mercificazione dei corpi, sul disprezzo delle differenze a partire da quella di genere. Anche in Germania la tv usa tette e culi (e non disdegna il nudo maschile) ma nessuno si sognerebbe mai di prendere in giro la Merkel perchè non è giovane o non è bella. Anche negli Stati Uniti abbondano tette e culi in tv, ma una donna sessantenne e non bella, la Clinton, ha corso contro Obama per le primarie democratiche ed un'altra donna, la Palin che non è certo una top model o una danzatrice del ventre, è considerata una possibile futura leader del Partito Repubblicano. Dappertutto qualunque leader politico non si sognerebbe nemmeno di ridicolizzare le donne giudicandole solo per la loro avvenenza o facendo il cicisbeo in pubblico (tranne forse Putin, e questo la dice lunga su quanto il Premier abbia imparato da quel Comunismo che dice di disprezzare); e dappertutto un leader politico che fa sfoggio di misoginia ed omofobia sarebbe costretto alle dimissioni o, per lo meno, sarebbe vissuto come uno “scandalo”. Nel resto del mondo il compito della Politica non è parlare alla pancia del popolo (attività che piace solo alle formazioni di estrema destra misognie, xenofobe ed omofobe) ma, casomai, fare da contraltare alle pulsioni più violente e discriminatorie per proporre invece un modello Alto in cui le differenze vengono accolte ed esaltate, un modello nel quale la discriminazione e la paura non vengono cavalcate ma vengono combattute. Ogni Paese del mondo ha il suo Martufello o il suo Checco Zalone televisivi che strappano applausi con battute sui froci, sulle donne zoccole, sui negri o sugli ebrei. Ma in nessun altro Paese Checco Zalone diventa anche Premier. In nessun altro Paese la televisione è “diventata” la Politica. Questo è accaduto solo in Italia: perchè è con tette e culi e pallone che Berlusconi ha imparato a vendere ed ha costruito il suo consenso da tycoon. Ed è quindi ovvio che conosca solo tette e culi e pallone anche per vendere se stesso e per costruire il consenso verso il Berlusconi politico (che ha bisogno di continuare ad essere anche tycoon proprio per avere la sicurezza che i media alimentino quella cultura che lo aiuta a vendere, tra una patatina ed un bagnoschiuma, anche il suo progetto politico e la sua idea di Paese). Ma da questo uso di corpi esibiti e da questa progressiva cannibalizzazione che le regole della televisione hanno operato sulle regole della Politica... è rimasto schiacciato persino lo stesso Berlusconi. Ed è accaduto quel che altrove sarebbe impensabile.
3) Molte/molti oggi si interrogano sulla questione se Berlusconi sia diventato ricattabile a causa delle sue allegre frequentazioni ed a causa della sua propensione a circondarsi di escort. Altre/altri si spingono fino alla ricerca di presunti esistenti reati nella condotta del Premier. Ed i suoi difensori (il povero Ghedini in testa) rispondono agli uni ed agli altri che non esiste possibilità di ricatto perchè non esiste reato. Infatti, nella peggiore delle ipotesi, Berlusconi non è mai un favoreggiatore o un istigatore ma, semplicemente, l'Utilizzatore Finale. Ebbene, io non so se esiste reato e se esiste quindi possibilità di ricatto. Ma di una cosa sono sicuro: Berlusconi mi appare ogni giorno di più, non come un Utilizzatore Finale bensì come l'Usato Iniziale. Infatti, grazie alle sue feste, grazie al suo desiderio di essere sempre circondato dalle belle ragazze di cui è appassionato, grazie forse anche alla sua propensione a pagarle per allietare le sue notti, e grazie soprattutto alla sua generosità che lo porta ad aiutare chi ha bisogno (soprattutto se portatrice di gioventù e di tette e gambe lunghe), Berlusconi più che ricattabile è diventato semplicemente esposto. Come un sistema operativo pieno di bug, è diventato facilissimo da raggiungere e penetrare. Basta essere una bella ragazza molto disponibile (di una disponibilità anche solo dimostrata e non quindi necessariamente realizzata) per entrare nelle sue dimore private, per partecipare alle sue cene frequentate da gente molto importante, per entrare a contatto con chi può promettere una partecipazione ad uno show televisivo o ad un film o ad una assemblea di eletti dal popolo (abbiamo infatti prima dimostrato che nella visione berlusconiana la carriera televisiva e quella politica coincidono, perchè sono entrambi palcoscenici mediatici e spettacolari). Colui che ha portato il Grande Fratello in Italia, è quindi diventato lui stesso un surrogato del Grande Fratello. Vuoi avere quell'esposizione mediatica che ti permette di avere un po' di fama e, quindi, di venderti per serate in discoteca, per ospitate televisive, o per entrare nel listino di un Governatore? Vuoi fare tutto ciò ma hai paura che i posti da tronista o da velina o da abitante della casa del Grande Fratello siano pochi? O pensi semplicemente che quel tipo di trafila sia un po' troppo lungo? Niente paura, oggi hai a disposizione il perfetto surrogato di un casting, anzi il migliore e più veloce e più efficace dei casting: partecipa ad una cena col Premier e fatti aiutare economicamente da lui. Ed il gioco è fatto. Dopo è sufficiente parlare con un giornalista o con un magistrato e puoi evitare la trafila del trono di Maria De Filippi o la fatica di un casting per un piccolo ruolo in una fiction. E puoi anche saltare a piè pari il lavoro sul territorio che era fino a ieri necessario per aspirare ad una carriera politica costruita con dignità. Il Premier costruito dalla televisione è diventato lui stesso (poetic justice direbbero gli americani) un programma televisivo. Il più seguito e morboso dei Reality. E del resto era inevitabile che colui che ha voluto a tutti i costi trasformare la Politica secondo le regole della televisione finisse con l'essere ingoiato anche lui dal meccanismo dello show eterno e che da tale meccanismo venisse ridotto a protagonista di reality: con chi va a letto? Quanti anni ha? Come l'ha conosciuta? E chi sono quelle misteriose star televisive e ministre che partecipano ai suoi bunga bunga? E' molto triste che il Premier non capisca che la colpa di tutto ciò non è della Sinistra né della Magistratura: ma è solo colpa sua, dei suoi giornali che uccidono a colpi di gossip (e che non a caso provarono a ferire Veronica Lario con le stesse armi del marciume a sfondo sessuale in cui oggi è invischiato il Premier), delle sue televisioni che hanno costruito l'illusione della celebrità facile e costruita sul nulla, dei suoi libri-fotoromanzi dove ha esposto senza vergogna i suoi figli, la sua mamma, i suoi nipoti, le sue donne; della sua idea di commercio fondata sulla mercificazione del corpo. Forse convinto che avrebbe sempre mantenuto il controllo della propria esposizione, Berlusconi è stato invece bellamente ingoiato dalle sue stesse regole. E di questo dovrebbe provare vergogna: del non essere più un Premier, ma semplicemente una macchietta da spettacolo televisivo di serie B. E' talmente orgoglioso del suo essere “appassionato di belle ragazze” dall'aver ridotto se stesso ad un ufficio di collocamento per belle ragazze; protagonista imbarazzante ormai delle cronache gossippare più che politiche, un uomo di cui si parla solo per le presunte amanti, per le presunte orge, per la presunta pedofilia. Ha usato tette e culi per vendere; ed oggi tette e culi usano lui per piazzarsi sul mercato. Umiliante e vergognoso. Non solo a livello umano, ma anche e soprattutto a livello politico e culturale.
4) Perchè Berlusconi rappresenta ormai palesemente un modello culturale che non propone al Paese alcuna modernità ma lo blocca, invece, dentro una cultura maschilista, che guarda solo al passato, alla Destra di tradizione fascista più che alla moderna Destra europea. Un passato in cui le Donne hanno parola, visibilità e potere solo quando sono desiderate dal Capo e solo finchè al Capo sanno dire di SI. Ed un Paese in cui su questa idea del Femminile è costruita la Cultura egemone è inevitabile che sia un Paese in cui molte ragazze decidano di puntare sul proprio corpo e sulle prestazioni sessuali per conquistare un po' di fama: non per colpa loro, ma perchè questo ha insegnato loro l'esempio del Grande Fratello, dei Tronisti, dell'osceno contenuto delle intercettazioni del Premier che parla di attrici e vallette. Non sono le donne a volere questo, ma sono gli uomini a pretendere che funzioni così. Ma soprattutto in un Paese siffatto è tragicamente inevitabile che le donne vengano uccise quando lasciano i mariti o litigano coi fidanzati; che vengano uccise quando dicono No ad un uomo. O che vengano uccise da altre donne quando nasce il sospetto della competizione per un Uomo (vedi i recenti casi di Sarah Scazzi o della donna di Torino). Questa cronaca raccapricciante è figlia e conseguenza della meschina cultura che sta dietro la battuta del Premier: la cultura del Collezionismo da appassionato, la cultura delle Donne ridotte a semplici oggetti che nulla ha a che vedere con l'amore verso le Donne. L'omofobia non è quindi il centro del discorso ma solo una inevitabile conseguenza del maschilismo del Premier: perchè in un mondo di uomini fatti come Lui non può ovviamente esserci spazio per chi non colleziona ragazze. E questo dovrebbe terrorizzare gli eterosessuali non ricchi e potenti (cioè il 99% degli uomini), ma condannati a confrontarsi con quell'irraggiungibile modello di "maschilità", prima ancora che noi omosessuali.