La sfiducia al Governo nasce da «una sfida personale» fra leader politici, mentre è il Paese reale che intende «sfiduciare l'esecutivo» il 14 dicembre: aggregando le diverse "emergenze" nazionali, "Uniti contro la crisì" lancia a Roma una manifestazione davanti a Montecitorio, per il giorno in cui in Parlamento si verificherà se esistono i numeri perchè Silvio Berlusconi vada avanti. Il movimento raccoglie i sindacalisti della Fiom, i centri sociali, gli studenti anti-ddl Gelmini, i movimenti antidiscarica campani di Giugliano, Terzigno e Chiaiano, i migranti "delle gru" di Brescia, gli operai di Pomigliano D'Arco, Melfi, Fincantieri, il collettivo 3 e 32 dell'Aquila. «Questa potrebbe essere la più grande manifestazione auto-organizzata della storia del Paese», ha detto in una conferenza stampa nella sede della Fnsi a Roma Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale Fiom. «Nessuna intenzione bellicosa - aggiunge Gianni Rinaldini, coordinatore nazionale de "la Cgil che vogliamo" - faremo una grande assemblea popolare. E non vorremmo trovarci di fronte una città blindata». «C'è un Paese che sta fondando una nuova idea di comunità - ha detto Luca Casarini -. Se il Premier dirà che per strada ci sono 'quelli dei centri socialì, sbaglierà di grosso. Come ha sbagliato sugli studenti, e lo sa».(ANSA).