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giovedì 16 dicembre 2010

Non abbiate paura di perdere. Si vince solo lottando!

di Anna Belligero
L’Italia è bloccata. Non si respirava un’aria così “pesante” dagli anni in cui la generazione che sta capeggiando questa rivolta non era neppure nata. Anni difficili, che non abbiamo vissuto, che ci hanno raccontato. Anni che a volte ci affascinano ed altre ci spaventano un po’. Anni che hanno visto un Paese bruciare, la politica tremare, la cultura rigenerarsi. Anni che non hanno prodotto tutto ciò che sarebbe stato necessario, evidentemente, per un mondo migliore di quello che c’era e che c’è.
Oggi questa generazione che continuano, per comodità, a definire P come precaria, è stanca non solo di questo, ma sopratutto di prendere lezioni da chi crediamo non abbia davvero nulla da insegnare. In un Paese attraversato da una crisi devastante, con la crescita economica ai minimi storici, con l’emergenza abitativa a livelli esasperati, con la politica sull’immigrazione tra le peggiori d’Europa, con una crescita costante e spaventosa della connessione tra politica e mafia, con il più alto tasso di ingerenza vaticana sulle vite delle donne e degli uomini, alla testa delle proteste ci sono solo gli studenti.
In realtà c’è una generazione che vuole eliminare lo sbarramento al proprio futuro. E che non si è fermata al primo ostacolo, e che non si è rinchiusa solo nei luoghi, fisici e simbolici, della propria condizione. Da settimane si occupano licei e università, ma anche tetti, luoghi simbolo della cultura delle più grandi città italiane, binari, autostrade, si occupa tutto. E lo si fa perché tutti capiscano che il problema non è un Ministero o una Ministra, ma l’intero Governo e il loro progetto di Paese e di futuro, che non risparmia nessuno. E prima di oggi l’hanno fatto solo studenti e studentesse e il mondo della conoscenza in generale, con ricercatori, docenti, precari della scuola e dell’università. Oggi però in Piazza a Roma c’è di più. Ci sono i migranti, i comitati per la casa, i cittadini di Terzigno e quelli dell’Aquila, e forse non era nemmeno così scontato.
Ed è per questo, a maggior ragione, un ottimo risultato: è la buona riuscita di un conflitto che è partito dal disagio di una parte, per investire il tutto. Se il movimento studentesco ha voluto “bloccare tutto” è anche per dire che non è solo questa martoriata generazione ad avere diritto al futuro e a sentirselo negare da una Riforma indegna, ma che c’è una classe politica, un Governo, dei responsabili, che stanno distruggendo qualunque cosa sia in grado, anche solo potenzialmente, di rappresentare una speranza, un esempio di democrazia e di uguaglianza, un anelito di libertà. Cancellare il sapere è cancellare passato e futuro in un colpo solo, relegandoci ad una sosta non voluta e troppo lunga in un presente stantio se non addirittura inutile, perché va vissuto “più veloce che si può”, perché ci costringe a non fare progetti, perché ci abitua alla logica del male minore, che in altre parole è la rassegnazione. E ci isola, ci rinchiude nel ghetto dei nostri piccoli bisogni che camuffiamo come desideri, ci fa vivere in uno stato di perenne precarietà, che, frammentando, aliena. E smettiamo di essere cittadine e cittadini, diventiamo sudditi, o tutt’al più protagonisti di scontri e divisioni sociali e culturali che impediscono anche solo di pensare che esista un mondo più giusto, più libero, migliore.
Il movimento degli ultimi mesi non avrà fatto cadere questo Governo, però ha insegnato al Paese che non esiste sofferenza che non possa essere intrecciata ad altre, che non si può e non si deve avere paura di perdere, che si vince proprio iniziando a lottare. E se il Governo ha avuto i numeri per andare avanti, non sappiamo per quanto, noi abbiamo i numeri e la voglia di continuare ad alimentare il conflitto sociale, e non ci fermeremo. Da oggi quelli più forti siamo noi, perché la fiducia nel nostro futuro non ce la toglie nessuno!

ANNA BELLIGERO
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i

domenica 12 dicembre 2010

Giovani comunisti/e : il 14 dicembre in piazza per sfiduciare Berlusconi dal basso!

" Il 14 dicembre i/le Giovani comunisti/e di  Palermo parteciperanno alla mobilitazione che si terrà  proprio nel giorno in cui il Parlamento voterà sulla mozione di sfiducia al governo Berlusconi". E' quanto afferma Marco Giordano, coordinatore provinciale dei Giovani comunisti." Il nostro obiettivo è la caduta del governo affinché venga frenata  la vera e propria macelleria sociale condotta verso la scuola e l'università pubbliche, i diritti dei lavoratori e il nostro futuro. Riteniamo anche che un eventuale governo tecnico, che veda la partecipazione anche delle forze dell'opposizione presenti in Parlamento, non possa che perseguire le politiche del centrodestra, viste le pressioni ricevute da Vaticano,Confindustria e  Unione europea. Pertanto- continua- la nostra richiesta è che si vada il prima possibile al voto per porre fine ad uno dei momenti peggiori della nostra democrazia rappresentato dal berlusconismo e che si possa finalmente e realmente voltare pagina."

Palermo, 12/12/2010

Marco Giordano
Coordinatore Giovani comunisti/e Palermo

lunedì 6 dicembre 2010

TURBATI DAL PRESUNTO ASSE POLITICA-MAFIA A PARTINICO

Giovani Comunisti/e – circolo “Peppino Impastato” di Partinico
 
- Non possiamo non essere profondamente turbati dalle indiscrezioni riguardo ai presunti rapporti che alcuni personaggi della politica partinicese, tra i quali anche qualche consigliere comunale, intrattenevano con alcuni uomini arrestati nella recente operazione antimafia, denominata “The End”.
Tali notizie, ancora una volta, confermano meccanismi consolidati a Partinico finalizzati a costruire un solido asse tra mafia e politica, basato su un reciproco scambio di favori, appoggi e protezioni. 
Dunque, se ciò venisse confermato, l’analisi del fenomeno mafioso a Partinico non dovrebbe limitarsi a circoscritte considerazioni su una lotta tra clan avversari per il dominio sul territorio. Ci si dovrebbe, a questo punto, spingere molto più in là, con una profonda riflessione sul serio rischio che il nostro territorio si troverebbe a vivere di fronte ad un’esplicita alleanza politica-mafia.Non possiamo esimerci dall’immaginare retroscena ed ombre inquietanti nel panorama politico cittadino: ad esempio sarebbe legittimo chiedersi se tali rapporti non abbiano pesantemente influenzato i risultati elettorali di due anni fa, attraverso favoreggiamenti di tipo mafioso.
Tali eventuali politici dovrebbero avere la dignità personale di chiarire dinanzi all’opinione pubblica la propria posizione ed anche la dignità politica di dimettersi per eliminare ogni dubbio di un possibile e persistente alone mafioso che gravi su questo consiglio comunale.
Riteniamo che il sindaco Salvo Lo Biundo e il presidente del consiglio comunale, Gioacchino Albiolo, i quali, nel corso della recente fiaccolata antimafia tenutasi a Partinico, hanno riempito la propria bocca di tante parole in favore della legalità, dovrebbero intervenire con tempestività e durezza sull’ambigua situazione che si è venuta a creare. Se non lo facessero, sarebbe evidente, come noi sosteniamo da tempo palesando all’opinione pubblica le dubbie pratiche amministrative di questa giunta, che la loro è stata ed è soltanto un’antimafia sterile e di pura facciata.
Noi, Giovani Comunisti/e di Partinico, abbiamo da sempre avuto il coraggio di riconoscere e porre l’attenzione su tutte quelle piccole e grandi illegalità che ci circondano e che costituiscono quel terreno fertile, quella zona grigia in cui la mafia e la delinquenza attecchiscono
Lo abbiamo fatto ad esempio a proposito della dubbia assegnazione del bene confiscato alla mafia di via Enrico Fermi. Lo abbiamo fatto quando questo sindaco e molti uomini della sua maggioranza non hanno avuto il coraggio di allontanarsi da quell’onorevole Antinoro che è attualmente rinviato a giudizio per voto di scambio a partire da presunti rapporti elettorali con famiglie mafiose e che, nonostante ciò, è stato fortemente sponsorizzato da questi uomini politici durante la campagna elettorale per le elezioni del Parlamento Europeo del 2009. Lo facciamo da sempre nei confronti di tutte le amministrazioni comunali, di tutto il mondo politico in generale, fieri di poter affermare che la nostra azione politica è animata soltanto da passione e voglia di cambiare in meglio lo stato delle cose, e non da interesse personali o corporativi che invece animano l’impegno di larga parte del mondo politico.

Partinico 03/12/2010