
Il sottosegretario al Ministero dell'Interno, Alfredo Mantovano, ipotizza di utilizzare il
Daspo come ipotesi di misura di sicurezza da applicare, al di là dell'ambito sportivo, per prevenire episodi di violenza come quelli accaduti a Roma durante il voto per la fiducia al Governo. «Poichè la risposta giudiziaria è stata molto deludente su questo fronte, e credo che si sia legittimati ad adoperare questa critica nei confronti di soggetti che hanno mostrato di fare determinati atti e - ha precisato ancora - alla vigilia di altre manifestazioni che vengono annunciate in occasione dell' approvazione della riforma dell'università, immaginiamo un intervento sul piano della prevenzione che sul
punto specifico permetta di tenere lontani dai luoghi delle manifestazioni questi soggetti. Non è la bacchetta magica, non è che risolverà tutto, come non ha risolto radicalmente la questione violenza sportiva. Però - ha concluso il sottosegretario - il Daspo nel corso degli anni dei risultati li ha dati.
La proposta del sottosegretario Mantovano - estendere il Daspo anche alle manifestazioni politiche - meritava come risposta, dall'opposizione, almeno quel profluvio di dichiarazioni di cui spesso non se ne sente la mancanza, ma che in questo caso sarebbero stato un segnale. Le sirene del centrismo e del moderatismo paralizzano quel che resta della sinistra del Pd. Dunque a contrastare il fascismo di Mantovano, Maroni ed Alemanno, in serata sponsorizzato anche da Cicchitto, ci sono per ora le dichiarazioni di Mario Staderini, segretario dei Radicali e di Luigi De Magistris, responsabile giustiza dell'Idv.
Per Roberto Maroni la proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni non sportive è "interessante" è un'iniziativa che esiste già in Inghilterra e che il governo sta "valutando se ci sono le condizioni" per applicarla in Italia. "Mi sembra una proposta interessante: c'è la possibilità di metterla del ddl sicurezza che ha iniziato l'iter di conversione al Senato: valuteremo se c'è una maggioranza che sostiene questa proposta", ha sostenuto il
titolare del Viminale.
Mario Staderini
«Con la proposta del sottosegretario Mantovano di estendere il Daspo alle manifestazioni politiche il Governo getta la maschera. Il Daspo è un provvedimento da Stato di polizia, dove il questore, non il giudice, sulla base
di una mera informativa limita per cinque anni la libertà personale di un cittadino. In pratica, tutti i denunciati,
indipendentemente dall'accertamento delle loro responsabilità, sarebbero per 5 anni obbligati a firmare in Commissariato ogni volta che ci fosse una manifestazione politica. La storia ha già conosciuto questi metodi, quando in occasioni delle visite dei monarchi o dei dittatori gli oppositori e i sospetti venivano arrestati a titolo "cautelativo". Mantovano conferma quanto noi Radicali denunciamo da anni, ovvero che la legislazione speciale introdotta nel calcio dai Governi Berlusconi a partire dal 1994 a suon di decreti legge, altro non era che un laboratorio di sperimentazione di nuove forme di controllo sociale». «Maroni chiarisca se il Governo intende estendere il Daspo alle manifestazioni politiche, cioè riconoscere ai questori il potere di limitare per cinque anni la libertà personale sulla base di mere denunce o informative. Il Daspo è una misura di prevenzione che non esiste neanche per mafiosi e terroristi, per i quali è il giudice a disporle. Molto utilizzata invece ai tempi del fascismo, quando gli oppositori e i sospetti venivano trattenuti nelle caserme in occasione delle visite in città dei gerarchi. O forse il Ministro Maroni, dopo quella del tifoso, vuole imporre anche la "tessera del manifestante"»?
Luigi De Magistris
«L'idea del sottosegretario Mantovano del Daspo per le manifestazioni andrebbe attuata nei confronti del ministro La Russa, per tenerlo lontano dalla tv e dal ministero, dove la sua presenza e' inaccettabile visto che difende il fascismo e quindi delegittima la Costituzione. La Russa dovrebbe dimettersi per quanto sostiene pubblicamente in merito al Ventennio. Preoccupa che in questa fase sociale drammatica l'ordine pubblico sia nelle mani di un ministro dell'Interno razzista come Maroni e di un ministro della Difesa fascista come La Russa: entrambi pronti a ridurre le proteste politico-sociali a fattore di sicurezza a cui rispondere con la repressione, usando ingiustamente le forze dell'ordine e, in questo modo, offendendole. L'allarme lanciato da Maroni, La Russa e il sindaco Alemanno per le manifestazioni studentesche della prossima settimana, oltre alla conferma di voler proseguire con la blindatura dei palazzi istituzionali e con la militarizzazione della citta', sono modi per alimentare una strategia della tensione che mette a rischio la tenuta democratica»
COM-VN
18-DIC-10 14:58 NNNN