domenica 15 settembre 2013

Sergio Lo Giudice risponde alla lettera sulla legge contro l'omofobia

come sapete ho a cuore quanto voi l’approvazione di una buona legge contro l’omofobia e la transfobia, obiettivo che perseguo in vari modi e a vario titolo da vent’anni . E’ proprio nel 1993, lo stesso anno dell’approvazione della Legge Mancino, che Arcigay approvò in una sua assemblea nazionale la proposta di modifica che forse oggi per la prima volta è vicina ad essere approvata. Ed è da allora che i parlamentari lgbt che si sono succeduti ( Vendola, Grillini, De Simone, Silvestri, Luxuria, Concia..) hanno ripresentato il progetto di legge cercando le strade per farla approvare. Quella proposta si compone sostanzialmente di due parti: 1. una modifica della Legge Reale del 1975 che estenda anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere i reati di discriminazione, odio o violenza in ragione di motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi previsti dalla norma; 2. l’estensione dell’aggravante specifica prevista dalla Legge Mancino del 1993 per i reati commessi con finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso anche ai reati commessi per motivi di omofobia e transfobia.
Il testo base approvato dalla Commissione Giustizia della Camera prevede l’estensione del primo punto ma non del secondo. Tuttavia sia il Pd, sia altre forze politiche ( Sel, M5S) si sono impegnate in modo fermo ad emendare il testo in aula in modo da ripristinare anche il secondo punto. In questo modo la tutela verso le persone lgbt da atti o istigazione ad atti di discriminazione, odio, violenza sarebbe totalmente equiparata a quella per motivi razziali etnici, religiosi.
Un discorso a parte occorre fare per l’emendamento che aggiunge le parole: “Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all'odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente”.
Prima di rispondere alle vostre osservazioni, occorre chiarire alcuni punti, altrimenti non mettiamo a fuoco il vero oggetto della questione.
Va subito precisato che questa specificazione non si riferisce al concetto di “propaganda” che citate. Quella parola compare nella legge Reale ( di cui la legge Mancino è un aggiornamento) solo una volta, al comma 1 dell’art.3, dove si afferma che “è punito (…) chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico”. Questa frase riprende una formula della Convenzione internazionale contro il razzismo del 1966 ( di cui la legge Reale rappresenta il recepimento) e non è mai stata estesa, per il suo carattere specifico, ai motivi nazionali e religiosi, neanche dalla legge Mancino che ha ampliato i confini della legge Reale stessa. Di conseguenza non è mai stata oggetto di proposte di estensione all’orientamento sessuale o all’identità di genere. La proposta di Arcigay del 1993, i vari progetti di legge Vendola, Grillini, De Simone, Luxuria, Silvestri, Concia, le più recenti proposte di Rete Lenford depositate da Pd, Sel e M5S e così anche il mio ddl 404: nessuna di queste proposte ha mai previsto di modificare il punto sulla propaganda di “idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale e etnico”, mantenuto nella sua specificità. Anche le modifiche proposte non toccherebbero quel punto in nessun modo.
L’emendamento incriminato, invece, si riferisce ai concetti di “discriminazione” e di “ istigazione alla discriminazione”, che non vengono abrogati: si precisa che non vi rientrano, a meno che “non istighino all’odio e alla violenza”, “ la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, né le condotte conformi al diritto vigente”.
Un “intervento nelle aule parlamentari “ (cito dalla vostra lettera) o qualunque altro comportamento che “inciti alla violenza contro i “culattoni” o allo stupro” non troverebbe nessun’attenuante in quell’emendamento. D’altra parte “l'omelia di un prete che parla di disordine morale” non sarebbe stata punibile dalla legge Mancino né con né senza questo emendamento, perché sarebbe comunque tutelato dall’art.21 della nostra Costituzione, che tutela la libertà di manifestazione del proprio pensiero. Ma nessuno di noi (come voi stessi precisate) vuole mettere fuori legge il catechismo della chiesa cattolica o impedire che si dica ( purché lo si faccia senza insultare) che il matrimonio va riservato a due persone di sesso diverso-
Ho fatto queste precisazioni per spiegare meglio il mio pensiero su quanto sta accadendo. A mio giudizio questo emendamento è pleonastico e inefficace, perché non toglie né aggiunge niente ad una legge che trova comunque il suo limite naturale nell’art.21 della Costituzione, limite che spetterebbe comunque ad un giudice fissare. Il silenzio nel merito delle organizzazioni antirazziste e delle comunità ebraiche , che sarebbero coinvolte nel nuovo articolo in maniera identica alla comunità lgbt, mi conferma nella valutazione sul carattere innocuo di questo emendamento.
Considero invece molto antipatico che si senta la necessità di inserire questa precisazione solo oggi che si ragiona sull’estensione di quella tutela a omofobia e transfobia, segno di una ferita aperta e di una battaglia che è ancora in corso. Mi auguro che alla Camera si riesca a varare la legge anche senza approvare quelle tre righe, inutili ma offensive, e ci si limiti alle due modifiche che ho descritto sopra.
Un caro saluto

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