domenica 15 settembre 2013

Ivan Scalfarotto risponde alla lettera sulla legge contro l'omofobia


Sottoscrivo tutto ciò che Sergio ha scritto nella sua risposta.
C'è un solo punto sul quale dissento. E cioè che le tre righe "inutili e offensive" siano tali.
A mio modo di vedere sono molto utili, perché ci consentono di portare a casa una legge che senza quelle tre righe non ha alcuna possibilità di essere approvata dalla Camera. E non sono affatto offensive, perché esplicitano un principio previsto dall'articolo 21 della Costituzione: che nessuno può essere perseguito penalmente per le sue idee, anche quando queste idee sono orribili e ributtanti. La Legge Mancino non serve a questo, altrimenti l'intera Lega Nord sarebbe in prigione da anni.
Questo pleonasma giuridico, che nulla aggiunge e nulla toglie, servirà a aumentare la possibilità che la legge sia approvata alla Camera dei deputati e che i veri casi di omofobia (in particolare quelli che si manifestano con la violenza) siano finalmente coperti dalla legge. Servirà inoltre a mandare un messaggio forte al paese, esplicitando il principio che l'omofobia è un disvalore, per la nostra comunità nazionale, completamente equiparato al razzismo.
Se al Senato si riuscirà ad approvare la legge senza quelle tre righe, tanto di guadagnato: vorrà dire che la Camera la licenzierà definitivamente nella versione priva di quell'emendamento per il quale siamo pronti, per me inspiegabilmente, a rinunciare all'estensione della legge Mancino. Guardando i numeri del Senato, ne dubito: sarò tuttavia il primo a felicitarmi per l'essere stato smentito.
Cari saluti a tutti, Ivan

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