martedì 4 gennaio 2011

Il video omofobo che scuote la Marina Usa

Le performance del capitano Honors, numero due della portaerei Enterprise. E gli attivisti gay: «Si dimetta»

Il video omofobo che scuote la Marina Usa
Le performance del capitano Honors, numero due della portaerei Enterprise. E gli attivisti gay: «Si dimetta»
Dal nostro corrispondente  Alessandra Frakas


NEW YORK - Il video, diffuso dal sito web del quotidiano Virginian-Pilot, mostra marinaie che fanno la doccia insieme, atti sessuali e masturbazioni simulate e battute offensive contro i gay. Quanto basta, insomma, per indurre la Marina militare americana ad aprire un’inchiesta. «Indagheremo la natura chiaramente non appropriata di tale video», ha dichiarato un portavoce della Us Navy, dopo che le immagini sono rimbalzate sui siti di tutto il mondo, «questo tipo di contenuto non è accettabile nella Marina di oggi e neppure in quella di ieri».
A differenza degli analoghi scandali a luci rosse che in passato sono emersi dalle varie branche di un esercito sempre più sfibrato e demotivato, questo film non è stato girato da un marinaio sadico o uscito di senno ma addirittura dall’allora numero due nella catena di comando della leggendaria portaerei nucleare USS Enterprise. Realizzato tra il 2006 e il 2007 mentre i militari erano di stanza in Afghanistan, il video ha come protagonista il capitano Owen Honors, che lo scorso maggio è stato promosso comandante della stessa portaerei. «Durante gli anni ho ricevuto numerose lamentele riguardo al contenuto non appropriato di questi miei filmati», esordisce Honors nell’introduzione in cui si evince che il video fa parte di una vera e propria serie a sfondo umoristico (ribattezzata “serate cinematografiche a luci rosse”) confezionata per il divertimento dei suoi circa 6mila subordinati. «Questo non è uno spettacolo per cuori teneri o froci», avverte in tono di sfida Honors, invitando i suoi critici ad «abbracciarsi per i prossimi 20 minuti perché è assai probabile che rimarrete offesi». Il tono omofobico ed esageratamente macho del video non è andato a genio agli attivisti gay, che già chiedono la testa di Honors. 

http://www.corriere.it/ 

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