Nota congiunta di Walter Schiavella, segretario Fillea Cgil, Claudio Di Berardino, segretario Cgil Roma e Lazio, e Stefania Crogi, segretario Flai Cgil.
Roma, 6 gen. (Labitalia) - Fillea, Flai e Cgil Roma si schierano "con forza e con nettezza" a fianco della Fiom a partire dallo sciopero proclamato per il 28 gennaio. E' quanto si legge in una nota congiunta di Walter Schiavella, segretario Fillea Cgil, Claudio Di Berardino, segretario Cgil Roma e Lazio, e Stefania Crogi, segretario Flai Cgil. "In questi giorni - scrivono - stiamo assistendo con preoccupazione crescente a una successione di eventi che rischiano di compromettere non solo il futuro dei lavoratori e delle relazioni industriali, ma il ruolo stesso del sindacato, la sua autonomia e la sua confederalità".
"L'accordo separato di Pomigliano prima e poi, ancor più gravemente, quello di Mirafiori, costituiscono - si legge nella nota - un attacco di inaudita gravità ai principi democratici e di rappresentanza nei luoghi di lavoro oltre a definire, per forma e contenuti, un arretramento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori e un inaccettabile modello di sindacato aziendalista. Contro questi accordi la Fiom e la Cgil si sono giustamente schierate in una battaglia in difesa dei diritti e della democrazia che non può che essere la battaglia di tutta l'organizzazione, di tutte le categorie e di tutte le strutture confederali".
"In questa battaglia, a partire da quella a sostegno dello sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio, siamo con forza e nettezza insieme alla Fiom, al suo gruppo dirigente e ai lavoratori metalmeccanici, perché dall'esito di questo confronto può dipendere non solo il loro futuro ma anche quello di tutti i lavoratori italianie dello stesso sindacato. Proprio per questo, è giusto che la Cgil si sia schierata per il no al referendum di Mirafiori perché così si potrà comunque gestirne l'esito e rimanere in gioco".
Assicurato l'appoggio alla Fiom, i tre leader propongono di avviare un'ampia riflessione collettiva circa gli "strumenti e le strategie da usare in questa battaglia per riconquistare una adeguato modello di relazioni industriali e di democrazia nei luoghi di lavoro e, attraverso essi, estendere e rafforzare i diritti dei lavoratori".
La strada del conflitto, osservano, "non può essere l'unica strada, tanto più che è stata quella prioritariamente seguita finora; ad essa occorre affiancare una capacità tutta sindacale e quindi da giocarsi necessariamente dentro e non fuori i luoghi di lavoro, di scardinare i limiti imposti da questi accordi e dal modello contrattuale scaturito dall'accordo separato del gennaio 2010, come la Cgil ha dimostrato di saper fare con i circa 60 contratti rinnovati unitariamente dalle sue categorie e che oggi ci fanno dire che quello è un accordo superato nei fatti".
Dopo aver sottolinato la necessità di una "coerente e ferma" presenza nei luoghi di lavoro, i tre sindacalisti invitano a "recuperare il senso profondo" delle recenti decisioni congressuali della Cgil "circa il ruolo e la funzione della confederalità come sintesi elevata dello specifico di ciascuna struttura intorno al valore fondamentale dell'unità della Cgil". "Occorre lavorare tutti - sottolineano - perché si esca da un ormai stanco e non verosimile schematismo che contrappone la Fiom e la Cgil senza tener conto della pluralità delle esperienze che la Cgil e le sue strutture hanno prodotto e sempre sintetizzato nell'interesse generale; una sintesi che auspichiamo anche in questo delicato momento a partire dall'incontro fra le segreterie Fiom e Cgil di domenica prossima".
Ma dai tre sindacalisti arriva un appello rivolto anche fuori la Cgil. "Osserviamo con preoccupazione - dicono - che, insieme alla giusta e necessaria attenzione a vicende così importanti per il futuro dei lavoratori e del paese, si ripropone un insopportabile gioco di 'posizionamenti' politici, o peggio ancora ideologici, di chi in virtù di una presunta modernità parla di accordi storici o di svolta, a chi si improvvisa suggeritore di strategie e tattiche a chi si fa addirittura interprete di norme statutarie interne alla Cgil delle quali si dovrebbero occupare solo i preposti organismi".
"A tutti costoro, nel rispetto assoluto delle opinioni di tutti e della legittimità della loro espressione, riteniamo però necessario - insistono - chiedere altrettanto rispetto per il ruolo e l'autonomia di ciascuno, in primo luogo per il ruolo e per l'autonomia della Cgil. E, infine, è proprio in virtù di questa autonomia, che è necessario insistere sulla necessità di definire le regole in merito alla rappresentanza e alla democrazia nei luoghi di lavoro, in primo luogo attraverso la riapertura di un adeguato tavolo di confronto con Confindustria e con Cisl e Uil".
Nessun commento:
Posta un commento