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martedì 21 dicembre 2010

"Adolescenti razzisti"

lunedì 20 dicembre 2010 
 
imagesca271q2d.jpgDiffidenza, razzismo e discriminazione per motivi di sesso, razza o religione. Nei confronti di immigrati ed omosessuali, dei rom (che sarebbero indiscriminatamente tutti ladri), verso le persone senza fissa dimora e le "diversità" in generale. E' un quadro desolante quello che emerge dall'indagine nazionale "Minori, mass media e diversità", presentata a Firenze e realizzata su un campione di ragazzi tra i 14 ed i 19 anni.
 
In sostanza,secondo il rapporto i giovani adolescenti sarebbero diffusamente razzisti (il 42% nutre sentimenti discriminatori per il diverso) anche se poi nelle risposte emergono importanti contraddizioni. Infatti, il 50% giudica la presenza degli stranieri in Italia un fatto negativo (solo il 22% come positivo) e vede come i più antipatici, nell'ordine, rom, musulmani e asiatici; inoltre, il 59% ritiene che l'ingresso degli stranieri favorisca la criminalità ed il 48% ha riserve sulla costruzione di moschee in Italia.
 
Di contro, per oltre il 70% la presenza di immigrati nelle scuole non è una minaccia per la qualità dell'istruzione e per l'80% fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. Il 62% poi ritiene che la presenza di atleti stranieri nelle squadre italiane non sia un problema.
Contraddizioni in termini, appunto.
 
La ricerca, realizzata dal Centro studi minori e media, ha coinvolto 1.214 ragazzi di 19 scuole medie superiori di 13 città e di 9 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
 
A formare il giudizio dei giovani svolge un ruolo determinante il web: il 40% del campione ha assistito sul internet episodi di intolleranza,il 28% ha ricevuto su Facebook richieste di iscrizioni a un gruppo contro gli immigrati (5% ha aderito), il 24% contro gli omosessuali, il 21% contro i diversamente abili, il 15% contro i musulmani.
 
Per quanto riguarda il giudizio sui media, il 28% del campione ritiene che in tv e sulla carta stampata trapelano pregiudizi verso i "diversi": l'immagine degli immigrati veicolata dai media è peggiore della realtà per quasi 3 ragazzi su 10 mentre quella dei poveri è migliore della realtà per circa 1 ragazzo su 4.
 
Altro dato su cui riflettere attentamente è quello relativo al fatto che il 44% degli intervistati non ha mai sentito parlare dei Centri di permanenza temporanea per gli immigrati cui fa da contraltare la circostanza che il 95% sa cos'è un permesso di soggiorno.
 
Ulteriore elemento dal quale emergono spunti di riflessione è che dal nel report si sottolinea che solo 1 giovane su 3 è meno discriminatorio dei propri genitori e nonni nei confronti dell'orientamento sessuale, 1 su 4 su opinioni politiche, 2 su 10 verso i diversamente abili. Per la maggioranza degli intervistati nella società le discriminazioni sono molto diffuse: per l'88% su orientamento sessuale ed etnia, per il 78% sulla condizione sociale, per il 60% sul credo religioso. Quasi il 90% del campione ha amici che mostrano atteggiamenti discriminatori nei confronti degli immigrati e delle persone senza fissa dimora.
 
Isabella Poli, direttore scientifico del Centro studi minori e media, sostiene che "i giovani oggi sono aperti a nuove tecnologie e forme di comunicazione, ma spesso diffidenti e discriminanti nei confronti di chi è accanto, se diverso".
 
"È più facile avere migliaia di amici virtuali su Facebook" prosegue la Poli "che avere amici, a scuola e nel tempo libero, di lingua, cultura o religione diversa. La stessa parola "amici" ha assunto per loro un significato mutuato dal mondo virtuale piuttosto che dall'esperienza reale di relazione interpersonale. Contradditori, come spesso sono i giovani, non hanno pregiudizi per i compagni di scuola disabili o per gli atleti stranieri nello sport, ma invece li hanno, eccome, per gli immigrati e, fra questi, soprattutto per asiatici, musulmani e rom che risultano loro particolarmente antipatici".
 
Per Laura Sturlese,Presidente del Centro, "i ragazzi di oggi mostrano preoccupanti atteggiamenti razzisti. La scuola ed il giornalismo saranno i principali attori che potranno ovviare a questo quadro".
 
NUCCIO FRANCO

sabato 4 dicembre 2010

L’etilometro in Provincia per monitorare i leghisti

di Marco Bernardini
In tutta onestà intellettuale, mi chiedo se non sia il caso di dare vita ad un decreto legge che imponga l'uso dell'etilometro non solo nelle discoteche e nei pub, ma anche dopo ciascuna riunione di Palazzo. Honnie soit qui mal y pense, naturalmente, però non mi è stato possibile evitare l'effetto-basimento allorchè il delegato provinciale Pietro Giovannoni ha proposto di tagliare i fondi a sostegno della tradizionale Maratona del Santo, della quale Padova può andare orgogliosa, motivando questa sua epocale pensata con il fatto che "Tanto a vincere le gare sono sempre dei negri in mutande".

venerdì 3 dicembre 2010

Padova. Lega: basta contributi alla Maratona, vincono sempre i neri

i leghisti Flavio Tosi, Sindaco di Verona e Pietro Giovannoni
La scure della Provincia rischia di abbattersi sulla Maratona del Santo. Il consigliere leghista Pietro Giovannoni indica la linea: "Stop ai contributi per la corsa: corrono solo extracomunitari in mutande"

La dodicesima edizione, organizzata come sempre da Assindustria Sport Padova, si svolgerà il 17 aprile 2011. E, come è accaduto in passato, saranno gli atleti stranieri i grandi favoriti della Maratona di Sant'Antonio, che ogni anno spinge migliaia di atleti a correre lungo il percorso del Santo fino in Prato della Valle a Padova.

Non a caso il 25 aprile 2010, sul gradino più alto del podio, è salito, tra gli uomini, Gilbert Chepkwoni. Mentre tra le donne si è imposta Rael Kiyara. Entrambi keniani. Un predominio del "continente nero" che non va giù al Carroccio. Meglio allora, come ha sostenuto ieri sera, in consiglio provinciale, l'esponente leghista Pietro Giovannoni, intervenuto nel dibattito sul tracciato della maratona, che gli enti locali non continuino a finanziare una manifestazione alla quale in maggioranza partecipano "atleti africani o comunque extracomunitari in mutande". Podisti padani, fatevi avanti.
Giovannoni non è nuovo a provocazioni e battute. In occasione della discussione della mozione contro l'omofobia parlò di "culattoni e lesbiche". Giustificandosi poi per l'uso del termine ingiurioso con il fatto che "in Veneto si dice così". 

http://mattinopadova.gelocal.it/