In sostanza,secondo il rapporto i giovani adolescenti sarebbero diffusamente razzisti (il 42% nutre sentimenti discriminatori per il diverso) anche se poi nelle risposte emergono importanti contraddizioni. Infatti, il 50% giudica la presenza degli stranieri in Italia un fatto negativo (solo il 22% come positivo) e vede come i più antipatici, nell'ordine, rom, musulmani e asiatici; inoltre, il 59% ritiene che l'ingresso degli stranieri favorisca la criminalità ed il 48% ha riserve sulla costruzione di moschee in Italia.
Di contro, per oltre il 70% la presenza di immigrati nelle scuole non è una minaccia per la qualità dell'istruzione e per l'80% fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. Il 62% poi ritiene che la presenza di atleti stranieri nelle squadre italiane non sia un problema.
Contraddizioni in termini, appunto.
La ricerca, realizzata dal Centro studi minori e media, ha coinvolto 1.214 ragazzi di 19 scuole medie superiori di 13 città e di 9 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
A formare il giudizio dei giovani svolge un ruolo determinante il web: il 40% del campione ha assistito sul internet episodi di intolleranza,il 28% ha ricevuto su Facebook richieste di iscrizioni a un gruppo contro gli immigrati (5% ha aderito), il 24% contro gli omosessuali, il 21% contro i diversamente abili, il 15% contro i musulmani.
Per quanto riguarda il giudizio sui media, il 28% del campione ritiene che in tv e sulla carta stampata trapelano pregiudizi verso i "diversi": l'immagine degli immigrati veicolata dai media è peggiore della realtà per quasi 3 ragazzi su 10 mentre quella dei poveri è migliore della realtà per circa 1 ragazzo su 4.
Altro dato su cui riflettere attentamente è quello relativo al fatto che il 44% degli intervistati non ha mai sentito parlare dei Centri di permanenza temporanea per gli immigrati cui fa da contraltare la circostanza che il 95% sa cos'è un permesso di soggiorno.
Ulteriore elemento dal quale emergono spunti di riflessione è che dal nel report si sottolinea che solo 1 giovane su 3 è meno discriminatorio dei propri genitori e nonni nei confronti dell'orientamento sessuale, 1 su 4 su opinioni politiche, 2 su 10 verso i diversamente abili. Per la maggioranza degli intervistati nella società le discriminazioni sono molto diffuse: per l'88% su orientamento sessuale ed etnia, per il 78% sulla condizione sociale, per il 60% sul credo religioso. Quasi il 90% del campione ha amici che mostrano atteggiamenti discriminatori nei confronti degli immigrati e delle persone senza fissa dimora.
Isabella Poli, direttore scientifico del Centro studi minori e media, sostiene che "i giovani oggi sono aperti a nuove tecnologie e forme di comunicazione, ma spesso diffidenti e discriminanti nei confronti di chi è accanto, se diverso".
"È più facile avere migliaia di amici virtuali su Facebook" prosegue la Poli "che avere amici, a scuola e nel tempo libero, di lingua, cultura o religione diversa. La stessa parola "amici" ha assunto per loro un significato mutuato dal mondo virtuale piuttosto che dall'esperienza reale di relazione interpersonale. Contradditori, come spesso sono i giovani, non hanno pregiudizi per i compagni di scuola disabili o per gli atleti stranieri nello sport, ma invece li hanno, eccome, per gli immigrati e, fra questi, soprattutto per asiatici, musulmani e rom che risultano loro particolarmente antipatici".
Per Laura Sturlese,Presidente del Centro, "i ragazzi di oggi mostrano preoccupanti atteggiamenti razzisti. La scuola ed il giornalismo saranno i principali attori che potranno ovviare a questo quadro".
NUCCIO FRANCO

