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martedì 28 dicembre 2010

Padova, volantino omofobo della Uil Sanità per criticare Cisl e Cgil

La «pubblicità comparativa», richiamata nel volantino apparso nelle bacheche di ospedali e distretti sanitari, riguarda il raffronto tra le progressioni di carriera degli infermieri dell'Azienda ospedaliera e quelle dei loro colleghi dell'Usl 17 di Monselice

di Claudio Baccarin 

PADOVA. Più che la sottolineatura di una nota sindacale sembra la frase di un cinepattone malriuscito. E la «pubblicità comparativa», richiamata nel volantino della Uil-Fpl apparso nelle bacheche di ospedali e distretti sanitari, non riguarda la sfida del box office, bensi il raffronto tra le progressioni di carriera degli infermieri dell'Azienda ospedaliera e quelle dei loro colleghi dell'Usl 17 di Monselice. Con un attacco, fra le righe, alla Cisl e alla Cgil.

L'emanazione locale del sindacato guidato da Luigi Angeletti si rivolge direttamente agli operatori sanitari. Per amore di bon ton ci permettiamo qualche «bip» ma, pur infarcita di puntini di sospensione, la frase non si presta ad equivoci. «Se tu, lavoratore di questa Azienda e Ulss 16 - recita il volantino Uil-Fpl - percepisci uno stipendio inferiore a un tuo pari grado dell'Ulss 17, devi ringraziare gli adulatori del proprio ombelico, quelli che pretendono di fare i...roci con il c... degli altri».

Una frase che indigna l'assessore comunale Alessandro Zan (Sel). «Sono molto stupito - afferma - che, in un sindacato di tradizioni socialiste e libertarie come la Uil, possano essere usate affermazioni simili. Sono solo volgarità gratuite, che esprimono una pesante omofobia all'interno dei luoghi di lavoro. Un lavoratore gay e, magari discriminato, che leggesse quel volantino, si sentirebbe tutelato da sindalisti così?». Stefano Cecconi, responsabile Welfare della Cgil nazionale, si limita a dire «che si tratta di una frase di cattivo gusto».

Il volantino prende le mosse dalla constatazione che «la stragrande maggioranza dei dipendenti dell'Azienda sono in D1 o D2 mentre all'Ulss 17 in D5 o in D6. Nelle altre Ulss hanno concordato con il sindacato le progressioni 2009-2010, noi stiamo aspettando quella del 2008». Insomma, la Uil-Flp punta il dito sugli altri sindacati: «Noi facciamo le assemblee con i lavoratori per denunciare questa vergognosa situazione. Mentre altri vanno a prendere il caffè con il Capo».

«Le frasi del documento - puntualizza Stefano Tognazzo, segretario della Uil-Fpl di Padova - sono interpretabili. Ma non ci sono né nomi né riferimenti precisi. La nostra azione decisa ci ha portati a ottenere per giovedì una convocazione da parte dell'Azienda». «Si tratta - commenta Adriano Cestrone, dg dell'Azienda Ospedaliera - di una frase semplicemente vomitevole. Mi verrebbe voglia di annullare l'incontro di giovedì. Se non lo faccio è per rispetto nei confronti di Cgil e Cisl». 
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venerdì 3 dicembre 2010

Padova. Lega: basta contributi alla Maratona, vincono sempre i neri

i leghisti Flavio Tosi, Sindaco di Verona e Pietro Giovannoni
La scure della Provincia rischia di abbattersi sulla Maratona del Santo. Il consigliere leghista Pietro Giovannoni indica la linea: "Stop ai contributi per la corsa: corrono solo extracomunitari in mutande"

La dodicesima edizione, organizzata come sempre da Assindustria Sport Padova, si svolgerà il 17 aprile 2011. E, come è accaduto in passato, saranno gli atleti stranieri i grandi favoriti della Maratona di Sant'Antonio, che ogni anno spinge migliaia di atleti a correre lungo il percorso del Santo fino in Prato della Valle a Padova.

Non a caso il 25 aprile 2010, sul gradino più alto del podio, è salito, tra gli uomini, Gilbert Chepkwoni. Mentre tra le donne si è imposta Rael Kiyara. Entrambi keniani. Un predominio del "continente nero" che non va giù al Carroccio. Meglio allora, come ha sostenuto ieri sera, in consiglio provinciale, l'esponente leghista Pietro Giovannoni, intervenuto nel dibattito sul tracciato della maratona, che gli enti locali non continuino a finanziare una manifestazione alla quale in maggioranza partecipano "atleti africani o comunque extracomunitari in mutande". Podisti padani, fatevi avanti.
Giovannoni non è nuovo a provocazioni e battute. In occasione della discussione della mozione contro l'omofobia parlò di "culattoni e lesbiche". Giustificandosi poi per l'uso del termine ingiurioso con il fatto che "in Veneto si dice così". 

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