di Andrea Doi
Come ai tempi del Duce.
Maurizio Gasparri e altri vorrebbero portare indietro le lancette del tempo e far rituffare il nostro Paese nel periodo più nero della sua storia.
Le parole che ha pronunciato oggi, 20 dicembre, devono fare riflettere, deve arrivare una smentita. Un semplice: «Scusate ho detto una cavolata». L'appello che ha lanciato ai genitori degli studenti che manifestano contro la riforma Gelmini ha dell'incredibile: «Genitori, dite ai vostri figli di stare a casa. Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate». Queste le parole esatte.
Ecco l'antidemocrazia di Gasparri. Invitare a non manifestare, incutere paure nei cuori degli italiani, parlare di morte ai cortei, chiedere che vengano adottate misure drastiche come la Daspo (quella utilizzata per gli ultras di calcio, per intenderci) anche per chi manifesta un dissenso.
Non abbiamo scomodato la storia a sproposito dunque: al tempo del Duce venivano rinchiusi preventivamente nelle Regie Galere, prima di un'adunata, chi non era fascista.
È fascista anche l'atteggiamento di Ignazio La Russa, che ad Annozero chiama continuamente "Vigliacco" un giovane studente, reo di aver partecipato alla contestazione del 14 dicembre (e non agli scontri). Lui con certe persone non ci vuole proprio parlare.
Il governo continua ad insistere nel non volere dialogare con chi contesta. Continua a sbagliare, come se non avesse visto con i propri occhi la rabbia di Piazza del Popolo.
Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, oggi esponenti di lusso del Popolo della Libertà, ieri missini e prima ancora del Fronte della Gioventù, insieme ad Alemanno e alla sua celtica al collo. Loro conoscono bene i cortei violenti, quelli che negli anni '70 partivano anche dalle sedi del Fronte per spedizioni punitive contro i rossi: allora c'erano bastoni, spranghe...pistole.
Ma forse quelle per l'ex camerata Gasparri, che oggi indossa il doppiopetto da capo gruppo parlamentare del partito di Berlusconi, erano solo passeggiate. Anzi. Goliardate.
I veri assassini sono i precari, gli studenti, i disoccupati, chiunque contesti in piazza. Anche se hanno quindici anni, anche se con gli scontri di Roma non c'entrano nulla.
Se a qualcuno non va bene ciò che il governo Berlusconi sta combinando può sempre dire la sua. Tra le quatto mura di casa, sia ben chiaro.
Liberi di dire la nostra, semplicemente rispondendo ad un sondaggio di Mannheimer.
Maurizio Gasparri e altri vorrebbero portare indietro le lancette del tempo e far rituffare il nostro Paese nel periodo più nero della sua storia.
Le parole che ha pronunciato oggi, 20 dicembre, devono fare riflettere, deve arrivare una smentita. Un semplice: «Scusate ho detto una cavolata». L'appello che ha lanciato ai genitori degli studenti che manifestano contro la riforma Gelmini ha dell'incredibile: «Genitori, dite ai vostri figli di stare a casa. Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate». Queste le parole esatte.
Ecco l'antidemocrazia di Gasparri. Invitare a non manifestare, incutere paure nei cuori degli italiani, parlare di morte ai cortei, chiedere che vengano adottate misure drastiche come la Daspo (quella utilizzata per gli ultras di calcio, per intenderci) anche per chi manifesta un dissenso.
Non abbiamo scomodato la storia a sproposito dunque: al tempo del Duce venivano rinchiusi preventivamente nelle Regie Galere, prima di un'adunata, chi non era fascista.
È fascista anche l'atteggiamento di Ignazio La Russa, che ad Annozero chiama continuamente "Vigliacco" un giovane studente, reo di aver partecipato alla contestazione del 14 dicembre (e non agli scontri). Lui con certe persone non ci vuole proprio parlare.
Il governo continua ad insistere nel non volere dialogare con chi contesta. Continua a sbagliare, come se non avesse visto con i propri occhi la rabbia di Piazza del Popolo.
Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, oggi esponenti di lusso del Popolo della Libertà, ieri missini e prima ancora del Fronte della Gioventù, insieme ad Alemanno e alla sua celtica al collo. Loro conoscono bene i cortei violenti, quelli che negli anni '70 partivano anche dalle sedi del Fronte per spedizioni punitive contro i rossi: allora c'erano bastoni, spranghe...pistole.
Ma forse quelle per l'ex camerata Gasparri, che oggi indossa il doppiopetto da capo gruppo parlamentare del partito di Berlusconi, erano solo passeggiate. Anzi. Goliardate.
I veri assassini sono i precari, gli studenti, i disoccupati, chiunque contesti in piazza. Anche se hanno quindici anni, anche se con gli scontri di Roma non c'entrano nulla.
Se a qualcuno non va bene ciò che il governo Berlusconi sta combinando può sempre dire la sua. Tra le quatto mura di casa, sia ben chiaro.
Liberi di dire la nostra, semplicemente rispondendo ad un sondaggio di Mannheimer.