Egregio Premier Letta,
Le scrivo nell'imminenza della Sua presenza a
Sochi per l'apertura delle Olimpiadi Invernali. Al di là delle
polemiche sull'opportunità della Sua partecipazione, ho sinceramente
molto apprezzato le Sue parole di qualche giorno fa, quando ha
assicurato che la Sua volontà è di andare a Sochi per sostenere i
diritti delle persone Lgbt contro le norme discriminatorie recentemente
approvate in Russia.
Come Lei saprà, martedì 4 febbraio il
Parlamento Europeo ha approvato a grande maggioranza la “Risoluzione
Lunacek” che impegna i paesi membri dell'Unione Europea ad adottare, nei
tempi più brevi possibili, politiche che contrastino la discriminazione
fondata sull'orientamento sessuale nei campi del lavoro,
dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione e della formazione e quindi
anche della pubblica amministrazione. Questa risoluzione Le permette di
dimostrare celermente, già al Suo rientro in Italia, la veridicità di
quanto affermato pochi giorni fa: impegnando il Governo e, nei limiti
delle Sue possibilità, il Parlamento in una azione di serio contrasto
contro la discriminazione e di piena affermazione dei Diritti delle
persone e delle coppie Lgbt.
Magari a partire da una Sua netta presa
di distanza dal testo che, dopo il voto della Camera, ha modificato la
Legge Reale-Mancino peggiorandola al punto tale da mettere in
contrapposizione il Diritto a non essere discriminati/e alla Libertà di
Espressione; prevedendo inoltre gravissime e specifiche eccezioni per
Partiti, Sindacati e chiunque abbia specifiche responsabilità nei
settori della formazione, dell'istruzione e della salute. Cioè proprio
coloro che, per primi, dovrebbero invece garantire la promozione di atti
e linguaggi non discriminatori.
O anche prendendo le distanze da
qualunque intervento in tema di riconoscimento dei Diritti delle coppie
omosessuali che preveda la nascita di “istituti di serie b”
appositamente pensati per le coppie formate da persone dello stesso
sesso e che, proprio per questo, piuttosto che essere strumenti di lotta
alla discriminazione rischiano di diventare strumenti per promuoverla.
La “Risoluzione Lunacek” chiede impegni molto chiari e molto
dettagliati (esattamente come quella approvata dal Parlamento Europeo 20
anni fa e rimasta finora inascoltata dalle Istituzioni del nostro
paese): un intervento immediato del Governo e del Parlamento,
possibilmente ascoltando le associazioni Lgbt e lavorando insieme ad
esse, darebbe alle cittadine ed ai cittadini il chiaro segnale che “lo
chiede l'Europa” non è solo la formula dietro la quale nascondersi
quando si adottano politiche economiche e finanziarie di austerità; che
l'Europa non viene ascoltata solo quando si deve votare ed approvare in
pochissime settimane l'introduzione nella nostra Costituzione
dell'obbligo al Pareggio di Bilancio. Sarebbe insomma un inequivocabile
segnale che l'Europa è, per le nostre Istituzioni, innanzitutto la casa
dei Diritti delle persone, del rispetto e della valorizzazione delle
Differenze, della piena inclusione intesa come strumento essenziale di
progresso, modernità e Democrazia.
Continuare invece a non ascoltare
la voce dell'Europa quando sono in gioco i Diritti Civili delle donne e
degli uomini sarebbe, dopo il 4 febbraio, un errore ed una colpa di cui
diventerebbe difficile se non impossibile dare una spiegazione. E non
solo per le persone Lgbt, ma per tutto il paese: perchè la Libertà di
ogni singola persona accresce il tasso di Libertà dell'intero paese; e
non riconoscere i Diritti anche di una sola persona è una ferita per la
Libertà di tutte e tutti.
RingraziandoLa per la sua attenzione, Le auguro buon lavoro.
Luigi Carollo
(Presidente Associazione Omosessuale Articolo Tre "Salvatore Rizzuto Adelfio", Palermo)