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mercoledì 28 dicembre 2011

Stefania, una compagna vittima di femminicidio

Sono 136? Forse di più, perché ci sono corpi di donne uccise e ritrovate che se non c’è scritto che le hanno ammazzate gli ex, o i parenti prossimi, o i conoscenti, non le possiamo contare. Ricordarle si, quello lo possiamo fare comunque, su Bollettino di Guerra.

Stefania, così scrive il sito officina rebelde, era una compagna dell’onda studentesca, una che faceva movimento e manifestazioni, una di noi. E’ morta ammazzata, assieme al nonno che tentava di difenderla, con la nonna ferita per lo stesso motivo, lei, una ragazza di 24 anni, massacrata dal suo ex.

Perché la violenza maschile sulle donne arriva ovunque, non fa distinzioni e non è una questione di pelle, di etnia, di ceto, di censo, di religione, come vanno blaterando islamofobi ed islamofobe di ogni tipo.

La violenza maschile sulle donne è una costruzione culturale fatta di negazionismo, omertà, complicità, banalizzazione, depistamenti, tanti media che legittimano quelli che chiamano “folli” utilizzando parole sciocche e false come “raptus” o “delitto passionale”. Di passionale qui non c’è niente. Un coltello non è passionale. E’ un’arma utilizzata per ammazzare e il femminicidio non è passionale proprio per niente.

La verità è poi questa, che al solito noi cerchiamo gli sdoganatori e le sdoganatrici. Dei fascisti, dei razzisti e dei sessismi. Perché la comunicazione legittima di tutto. E qui davvero vale ricordare che non possiamo tacere di tutte le cosiddette “provocazioni” fatte da intellettuali o pseudo tali di questa italietta di fine ventennio dove le donne sono descritte come oggetti, fenomeni da baraccone, brutte e cattive, da impalare o alle quali dedicare viaggi educativi in afghanistan e si ci riferiamo ai tanti che certo possono scrivere ciò che vogliono ma noi non capiamo perché certi misogini, per esempio, debbano essere coccolati da tante donne, perfino femministe, a fronte del fatto che chi scrive parole d’odio contro le donne legittima la mano di assassini che pensano di aver ragione quando ne ammazzano una.

Ragione perché ritengono che le donne siano una proprietà. Ragione perchè pensano che le donne siano cattive e che gli “abbandoni” siano realizzati per fare male a loro. Ragione perchè sono presuntuosi e profondamente sessisti e non colgono mai il fatto che le donne sono persone altre che hanno la libertà di scegliere con chi stare.

Diffidate sempre di chi dedica parole d’odio contro le donne  perché chi ci odia è un integralista, probabilmente un fascistone, prescindendo dal fatto che dicano di essere più o meno di sinistra, di quelli che fingono di essere tanto libertari e poi in realtà sono solo dei poveri reazionari che hanno dei problemi a relazionarsi con le donne.

Abbiamo compagne e compagni al nostro fianco, tutt* assieme dobbiamo condurre una battaglia contro la violenza maschile sulle donne. Tutt* dobbiamo smettere di parlare di sorellanza con donne che in virtù del possesso della figa pensano di essere meno maschiliste di certi uomini.

Tutt* dobbiamo smettere di offrire alibi a chi criminalizza la radicalità di certe lotte che non perdonano coloro che considerano tutt* noi quali corpi di servizio di una fallocrazia.

Tutt* dobbiamo smettere di sputare merda sulle donne e dobbiamo considerare che stiamo dentro vite, lotte, precarietà e privazione di futuro senza alcuna distinzione. Donne, uomini, lesbiche, gay, trans, migranti…

Tutt* abbiamo il problema di essere inseriti in un meccanismo che ci rende gli uni di proprietà di altri, e giù giù a seconda di come procede la gerarchia del potere. Certi uomini immaginano di poter possedere le donne a loro piacimento e dunque farle diventare il loro psicofarmaco sociale, il palliativo che compensa tutte le frustrazioni, vigliacchi, e anche stupidi oltrechè sessisti.

Smettiamo di fare “movimenti” in cui si sputa merda contro il femminismo ovvero contro chi lotta per difendere le libertà di scelta, di espressione, di pensiero, e i diritti e i desideri e le esigenze di riappropriazione di futuro.

Per Stefania, per ciascun@ di noi. Perché ora basta, non è più il momento di raccontarsi balle!

da: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/

lunedì 25 aprile 2011

“SE I GAY SCANDALIZZANO IL GOVERNO”

FRANCESCO MERLO da La Repubblica del 24 aprile 2011
Gay nella pubblicità? Per il governo è scandalo

L’Italia sta diventando il paese degli energumeni. Giovanardi si è scagliato contro l´Ikea bollando come anticostituzionale la pubblicità che “apre” alla famiglia gay. Il ministro è l´energumeno che nelle sedi istituzionali “affida alla parola” la propria ferocia. Quello che per strada aggredisce e spranga gli omosessuali è l´energumeno che “dà luogo” alla propria ferocia. La violenza è la stessa, solo espressa in maniera diversa. Nei palazzi illuminati c´è l´energumeno che vomita pregiudizi, e nei vicoli bui c´è l´energumeno che aggredisce Paola Concia e la sua compagna Ricarda, insulta le lesbiche…
L´immagine di Ikea è lieve e gentile: due ragazzi di spalle, leggeri anche negli abiti, si tengono per mano. C´è qualcosa che in nessuna famiglia è garantita: l´amorevolezza, la dolcezza, i sentimenti forti e fragili della reciprocità e della solidarietà. Chi prova e mostra simili sensibilità di cuore sta dentro la Costituzione. E non solo dentro quella italiana, ma dentro quella sovranazionale e sovrareligiosa, che all´articolo uno dice: «Sta fuori dalla Costituzione chiunque si esprima e agisca contro la tenerezza e contro l´affetto».
Solo ai Giovanardi di botte e di governo possono venire in mente gli organi sessuali e la sodomia dinanzi all´affetto e alla tenerezza. A noi vengono in mente Gesù Cristo, san Francesco o, che so?, Achille e Patroclo, Eurialo e Niso, le coppie inossidabili di cui è piena l´umanità. E anche l´erotismo di due ragazzi che si tengono per mano, se proprio lo vogliamo trovare, è fatto di cose inafferrabili, è sempre indicibile. Solo ai fanatici vengono in mente il pene e la vagina, non la sostanza dell´amore familiare ma la forma degli organi riproduttivi. Ministro Giovanardi, da quale caverna viene fuori? Altro che cristianesimo! Altro che esegesi da costituzionalista! Queste sono ossessioni fisiche da malato.
Ed è identica anche la viltà dei Giovanardi di botte e di governo: come il ministro, protetto dal ruolo, conta sull´immunità, così il picchiatore, protetto dal buio o magari dalla folla, conta sull´impunità. Ed entrambi stanno dentro la fortezza del luogo comune, l´idea cioè che l´affetto e l´amore familiari siano solo di maschio e femmina. Perché è ovviamente vero che le famiglie sono, in maggioranza, eterosessuali, ma è l´esclusione che rende odiosi i Giovanardi. La famiglia eterosessuale è legittima ed è benedetta finché non esclude. L´anima delle famiglie è infatti comune, sia essa sotto la forma classica sia essa nelle forme nuove, allargate, pasticciate, ricostruite: famiglie “a tempo” e famiglie “per sempre”, etero o mono, fondate sul matrimonio o sulla convivenza, sui fiori d´arancio o sulla discrezione. Nel catalogo Ikea ci sono i bimbi neri di genitori bianchi, le unioni multietniche, le aggregazioni e le coppie di fatto: due donne che insieme montano le tende della camera da letto e due ragazzi che si tengono per mano nella normalità delle librerie Billy e degli armadi a muro Pax. Il divano Klippan è anticostituzionale? È come se noi decidessimo che gli uomini con i capelli biondi sono anticostituzionali. Dov´è l´eversione dei capelli biondi? E dov´è l´eversione degli affetti omosessuali?
E non fatevi ingannare da chi vi dirà, tutto compiaciuto, che in fondo Ikea voleva provocare proprio i Giovanardi, che puntava sul rovesciamento dei luoghi comuni, che voleva snidare i cretini utilizzandoli come inconsapevoli compari di marketing, che cercava gli utili idioti per fare pubblicità alla pubblicità. Non è cosi. Qui non ci sono palpeggiamenti, non c´è l´arte dell´eccesso alla Oliviero Toscani ma quella della normalità, e non c´è neppure la sguaiataggine oggi così diffusa. Questa è una pubblicità civile, il suo dominio è la misura. Il materiale prevalente di Ikea è il legno, la filosofia aziendale e la pubblicità puntano sull´essenzialità e sull´uguaglianza, “design democratico” lo chiamano, e forse è snob o forse è solo pubblicità scandinava, di civiltà placata e non aggressiva. Insomma non è una trovata. Semmai un aforisma francescano. E dunque, per dirla tutta, qui non si percorrono le frontiere del gusto, e il cretino non è la lepre stanata dal pubblicitario cacciatore, non è l´animale appeso alla sua cartucciera. No. Giovanardi è Giovanardi a prescindere.