Sono 136? Forse
di più, perché ci sono corpi di donne uccise e ritrovate che se non c’è
scritto che le hanno ammazzate gli ex, o i parenti prossimi, o i
conoscenti, non le possiamo contare. Ricordarle si, quello lo possiamo
fare comunque, su Bollettino di Guerra.
Stefania, così scrive il sito officina rebelde,
era una compagna dell’onda studentesca, una che faceva movimento e
manifestazioni, una di noi. E’ morta ammazzata, assieme al nonno che
tentava di difenderla, con la nonna ferita per lo stesso motivo, lei, una ragazza di 24 anni, massacrata dal suo ex.
Perché la
violenza maschile sulle donne arriva ovunque, non fa distinzioni e non è
una questione di pelle, di etnia, di ceto, di censo, di religione, come
vanno blaterando islamofobi ed islamofobe di ogni tipo.
La violenza
maschile sulle donne è una costruzione culturale fatta di negazionismo,
omertà, complicità, banalizzazione, depistamenti, tanti media che
legittimano quelli che chiamano “folli” utilizzando parole sciocche e
false come “raptus” o “delitto passionale”. Di passionale qui non c’è
niente. Un coltello non è passionale. E’ un’arma utilizzata per
ammazzare e il femminicidio non è passionale proprio per niente.
La verità è poi
questa, che al solito noi cerchiamo gli sdoganatori e le sdoganatrici.
Dei fascisti, dei razzisti e dei sessismi. Perché la comunicazione
legittima di tutto. E qui davvero vale ricordare che non possiamo tacere
di tutte le cosiddette “provocazioni” fatte da intellettuali o pseudo
tali di questa italietta di fine ventennio dove le donne sono descritte
come oggetti, fenomeni da baraccone, brutte e cattive, da impalare o
alle quali dedicare viaggi educativi in afghanistan e si ci riferiamo ai
tanti che certo possono scrivere ciò che vogliono ma noi non capiamo
perché certi misogini, per esempio, debbano essere coccolati da tante
donne, perfino femministe, a fronte del fatto che chi scrive parole
d’odio contro le donne legittima la mano di assassini che pensano di
aver ragione quando ne ammazzano una.
Ragione perché
ritengono che le donne siano una proprietà. Ragione perchè pensano che
le donne siano cattive e che gli “abbandoni” siano realizzati per fare
male a loro. Ragione perchè sono presuntuosi e profondamente sessisti e
non colgono mai il fatto che le donne sono persone altre che hanno la
libertà di scegliere con chi stare.
Diffidate sempre
di chi dedica parole d’odio contro le donne perché chi ci odia è un
integralista, probabilmente un fascistone, prescindendo dal fatto che
dicano di essere più o meno di sinistra, di quelli che fingono di essere
tanto libertari e poi in realtà sono solo dei poveri reazionari che
hanno dei problemi a relazionarsi con le donne.
Abbiamo compagne
e compagni al nostro fianco, tutt* assieme dobbiamo condurre una
battaglia contro la violenza maschile sulle donne. Tutt* dobbiamo
smettere di parlare di sorellanza con donne che in virtù del possesso
della figa pensano di essere meno maschiliste di certi uomini.
Tutt* dobbiamo
smettere di offrire alibi a chi criminalizza la radicalità di certe
lotte che non perdonano coloro che considerano tutt* noi quali corpi di
servizio di una fallocrazia.
Tutt* dobbiamo
smettere di sputare merda sulle donne e dobbiamo considerare che stiamo
dentro vite, lotte, precarietà e privazione di futuro senza alcuna
distinzione. Donne, uomini, lesbiche, gay, trans, migranti…
Tutt* abbiamo il
problema di essere inseriti in un meccanismo che ci rende gli uni di
proprietà di altri, e giù giù a seconda di come procede la gerarchia del
potere. Certi uomini immaginano di poter possedere le donne a loro
piacimento e dunque farle diventare il loro psicofarmaco sociale, il
palliativo che compensa tutte le frustrazioni, vigliacchi, e anche
stupidi oltrechè sessisti.
Smettiamo di
fare “movimenti” in cui si sputa merda contro il femminismo ovvero
contro chi lotta per difendere le libertà di scelta, di espressione, di
pensiero, e i diritti e i desideri e le esigenze di riappropriazione di
futuro.
Per Stefania, per ciascun@ di noi. Perché ora basta, non è più il momento di raccontarsi balle!

